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Giovedì, Maggio 13, 2021
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Gavrinis, il mistero dei tumuli risalenti al neolitico (3500 a.c.) con messaggi in matematica avanzata

Siamo in Bretagna, golfo di Morbihan una zona molto ricca di menhir. Due isolette circondate da correnti impetuose: Er Lannic e Gavrinis.
Qui, in cima ad una collinetta, la madre di tutti i monumenti neolitici, scoperta solo nel 1832 e studiata seriamente tra il 1979 e il 1984.

<Gavrinis e’ un enigma mozzafiato, e’ come un fantasma che esce dal mondo onirico, è oscuro, misterioso a prima vista caotico, ciononostante contiene la risposta piu’ logica a tutte le domande: quella matematica.>
<Gavrinis è stata costruita prima che l’acqua la separasse dalla terraferma, trasformandola in un’isoletta in balia delle correnti. La galleria fiancheggiata e ricoperta da monoliti misura 13,10 metri. Il santuario - detto anche camera sepolcrale - e’ lungo 2,60 metri largo 2,50 e alto 1,80. Questa camera è stata costruita utilizzando 52 monoliti, la metà dei quali, 26, sono ricoperti da incisioni particolari: spirali e cerchi, che si fondono gli uni negli altri; ci sono poi solchi simili a grosse impronte digitali, linee sinuose che sovente proseguono il loro cammino da un monolito all’altro. E in tutto questo guazzabuglio di linee, spicca una pietra, sulla quale sono presenti raffigurazioni che ricordano asce di pietra a punta aguzza. … questi disegni contengono un messaggio matematico eterno e valido per tutti coloro che sanno contare.


La chiave per comprendere le incisioni e’ stata scoperta da Gwenc’hlan Le Scouëzec (Grande Druido di Bretagna in Francia) un genio matematico molto schivo, il quale sostiene che questo messaggio millenario è alla portata di tutti … contando dall’ingresso salta subito all’occhio il monolito numero 6, di dimensioni minori rispetto agli altri: leggermente rialzato e sulla sua superficie è incisa una sola “impronta digitale”.  E’ l’unica pietra con un solo simbolo … Anche la pietra 21 della galleria è molto particolare: presenta nella parte inferiore un’impronta digitale e poi seguono in totale 18 incisioni simili ad asce, disposte verticalmente in tre serie dall’alto in basso. In totale i segni quindi danno il numero 18 o 3 x 6. Il numero 18 si può anche scomporre in 3+4+5+6 e la moltiplicazione di questi numeri in successione, dà come risultato 360 o 60 x 6. Il numero 18, il numero delle asce, equivale alla ventesima parte di 360 che corrisponde ad un angolo giro, cioè a un cerchio chiuso.


Nel sistema decimale i numeri 3, 4, 5, 6, scritti affiancati danno 3456, E questa cifra codificata, è presente anche sul monolito 21.   3456 diviso 21 dà 164,57.E questo numero è il perimetro di un cerchio con il diametro di 52,38 metri. A Gavrinis l’azimut meridionale del solstizio d’estate si trova esattamente a 52^ 38’. Non ho ancora detto, ma mi sembra quasi scontato, che il “sepolcro a corridoio” è orientato proprio verso il punto del sorgere eliaco del solstizio d’estate. Non è tutto abbiamo già diviso il numero 3456 per 21, perché questo numero si trova sul monolito 21…. E cosa succede se dividiamo le due cifre 164,57 : 52,38 ? = 3,14… il pigreco, che mostra il rapporto del perimetro del cerchio al suo diametro. <Pura coincidenza> dirà lo scettico ( Ma qui mi permetto di intervenire io, se qualcuno pensa veramente che si possa trattare di coincidenze, proviamo a fare un po’ di moltiplicazioni per vedere le probabilità che tutto quanto esposto si possa verificare in modo casuale. Siamo alla stregua della scimmia che batte sui tasti e in un tempo infinito scrive tutti i libri pubblicati) Certo – prosegue Erich – se si trattasse solo degli esempi citati, potrebbe anche essere. Ma come si può tacere quando vengono ignorati messaggi antichi di migliaia di anni, solo perché non si confanno al modello di pensiero del terzo millennio?

Gavrinis è piena zeppa di esempi matematici. Ecco altre prove.
Il numero dei megaliti e la loro posizione devono essere stati intenzionali perché nel sistema matematico sono integrati tre gruppi ben evidenti:
A) la fila destra del corridoio con 12 pietre
B) la camera sepolcrale con 6 pietre
C) la fila sinistra del corridoio con 11 pietre.
I primi due numeri, cioè 12 e 6 si inseriscono nello schema matematico e la loro somma dà come risultato 18 e ricordiamo che 18 asce sono raffigurate sul monolito 21. Però il numero 11 non si inserisce nello schema dei multipli di 6. Allora qual è il suo significato ? Non si dimentichi che il numero ricorrente era 3,456. Dividete questa cifra per 11 e otterrete 314,18. Ecco che ritroviamo ancora il pigreco. Se si separa 3456 con una virgola e se si divide 34,56 per 11, il risultato è ancora 3,14. Gavrinis è una miniera matematica nella quale sono integrati 3 sistemi numerici indipendenti eppure combinabili fra di loro: un sistema di calcolo a base 6 con i suoi multipli, un sistema decimale e un sistema a base 52 con i suoi sottomultipli 26 e 13. Proprio su quest’ultimo sistema si fondano il calendario e la matematica Maya e questa osservazione ci consente di trarre deduzioni sulle origini appunto delle origini di quell’antica civiltà mesoamericana. Gli autori del messaggio matematico di Gavrinis avevano pensato proprio a tutto. Qualsiasi sistema di conto avessero usato le future generazioni, di certo menti intelligenti, sarebbero state in grado di decifrarlo. Nei dati di Gavrinis non è stato integrato solo pigreco, ma anche con assoluta precisione il numero sinodale dell’orbita lunare, il teorema di Pitagora (NdR- ti ricordi il pettegolezzo relativo ai triangoli rettangoli ? si mormora che la somma dei quadrati dei cateti sia pari al quadrato dell’ipotenusa. Morbosità a parte, se prendi la serie 3:4:5 guarda caso 3 x 3 + 4 x 4 = 5 x 5), la forma sferica della Terra e il numero dei giorni di un anno terrestre e cioè 365,25 giorni … Il complesso del tumulo a corridoio di Gavrinis è composto da 52 elementi, sulla 21esima pietra sono incise 18 asce. Sommando 21 + 18 = 73 … 3456 : 73 = 47,34. 47^ 34’ corrisponde all’esatta longitudine di Gavrinis >

Proseguendo nelle pagine seguenti di un libro che ti consiglio di sfogliare per intiero, Erich si lascia sfuggire molti sospiri all’indirizzo della scienza cosiddetta ufficiale che si ostina a non vedere i numeri. Addirittura viene messo all’indice dal marxismo ortodosso di quei tempi. Un po’ quello che ancora oggi avviene nella libera America dove si corre il rischio di finire in tribunale se contesti la teoria dell’evoluzione darwiniana.
Io che scienziato non sono, ma ho seguito la ristrutturazione di alcune case, mi ricordo la difficoltà e l’attenzione che dovevo riservare agli operai solo perché mi orientassero correttamente la pendenza delle sogliette delle finestre per evitare che alla prima pioggia l’acqua mi entrasse in casa invece di esser portata via. Nonostante il mio impegno e un’ingegneria molto sofisticata che, negli ultimi millenni, sembrerebbe aver dovuto sviluppare tecniche di costruzione migliori, ancora qualche finestra ai temporali estivi mi fa guardare con estremo rispetto a ciò che già allora si erano così abilmente inventati.

Video/documentario realizzato da History channel



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