Text Size
Domenica, Agosto 09, 2020
Uomini e Misteri La più antica esperienza di "pre-morte" mai documentata

Julia Vorobjova la donna che vede a raggi x

La “donna a raggi X” racconta la sua storia straordinaria. Da 32 anni vede attraverso i corpi delle persone, dopo uno shock provocato da una violenta scossa elettrica che l’ha ridotta in fin di vi...

Il misterioso caso degli Ufo in Iran

Tornano casi di Ufo in Iran, con tanto di impiego dell’aviazione militare per intercettarli. Tornano per quale motivo? Perché questo Paese fu già al centro di un caso famoso nel 1976, quando ancor...

I rettiliani nella storia umana

Nella mitologia umana viene spesso associato la parola "serpente-rettile" alla figura divina e portatrice di conoscenza, ma quante sono le culture che parlano di questi uomini-serpenti, oggi conosciut...

Le misteriose morti dei ricercatori di vita aliena

A questa conclusione è giunto Timothy Hood, ex consigliere del governo degli Stati Uniti e astronomo amatoriale, il quale ha divulgato la sua idea in una conferenza internazionale tenutasi ad Ams...

Le agghiaccianti profezie della monaca di Dresda

La monaca di Dresda (Dresda, 1680 – Dresda, 1706) è stata una monaca e chiaroveggentetedesca, autrice di alcuni manoscritti profetici riscoperti all'inizio dell'Ottocento e passata alla storia per ...

Il ragazzo cieco che riusciva a vedere, Ben Underwood

Ben Underwood era un ragazzo di origine afroamericana proveniente da Riverside in California. Fin dai primi anni di vita Ben ha dovuto combattere con un terribile nemico, un tumore che all’età di...

La più antica esperienza di "pre-morte" mai documentata

Il dottor Philippe Charlier, medico e archeologo ben noto in Francia per le sue indagini forensi sulla morte di personaggi storici, ha recentemente scoperto uno dei casi di Esperienza di Quasi Morte mai documentato.

Charlier ha casualmente scoperto il rapporto medico in un libro edito nel 1740 (“Anecdotes de Médecine”) acquistato per appena 1€ in un negozio di antiquariato.

“Ero interessato sono alla storia della medicina e alle pratiche mediche usate in passato, soprattutto nel 18° secolo”, racconta Charlier a Live Science. “Il libro in sé non è molto importante per la scienza medica, ma da punto di vista di uno storico, poter fare diagnosi retrospettiva su tali documenti è qualcosa di molti interessante”.

Il rapporto scovato da Charlier, redatto da Pierre-Jan du Monchaux, un medico militare del nord della Francia, riporta la descrizione di un’esperienza di quasi-morte vissuta da un famoso speziale (farmacista) di Parigi, il quale, dopo aver perso conoscenza, riferì di aver visto una luce così pura e intensa da fargli credere di essere stato in paradiso.

Charlier ha confrontato l’esperienza descritta da Monchaux con la scala di Greyson, uno strumento sviluppato dal professore in psichiatria Bruce Greyson per misurare la profondità di un’esperienza di pre-morte (NDE) di un individuo e consentire uno studio uniforme del fenomeno.

La scala di Greyson presenta una serie di domande circa le percezioni che le persone riportano durante le esperienze di pre-morte, come l’alterata percezione dello scorrere del tempo, la revisione di vita e sentimenti di gioia. Un punteggio minimo di 7 su 32 punti è classificato come esperienza di pre-morte.

Anche se i dati nel libro sono pochi e limitati, Charlier ha potuto stabilire che l’esperienza del paziente parigino avrebbe segnato almeno 12 punti sulla scala di Greyson. Nel documento del 18° secolo, Monchaux ha anche confrontato le percezioni dello speziale con quelle di altre persone che hanno riferito esperienze simili causate da annegamento, ipotermia e impiccagione. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista medica Resuscitation.

Oggi, le esperienze di pre-morte rimangono ancora un argomento controverso, non riuscendo i ricercatori a trovare unanime consenso sulla loro natura. Sono almeno tre le “fazioni” scientifiche che si contendono la spiegazione reale su tale fenomeno.

Gli psicologi descrivono l’esperienza di pre-morte come un evento psicologico profondo, con elementi trascendenti e mistici, e che si verifica dopo una crisi pericolo per la vita. Le persone che sperimentano il fenomeno riportano sensazioni vivide e forti emozioni positive, provando la sensazione di aver lasciato il corpo, sperimentando un viaggio lungo un tunnel e incontrando persone care decedute.

I medici, invece, ritengono che tali esperienze siano dovute probabilmente alla mancanza di flusso di sangue e ossigeno al cervello, situazione che mette l’organismo in uno stato d’allerta e che provoca le tipiche sensazioni associate alle esperienze di pre-morte.

Infine, i sostenitori della Teoria Quantistica della Coscienza, elaborata dal dott. Stuart Hameroff, medico americano, e Sir Roger Penrose matematico e fisico britannico, ritengono che le esperienze di pre-morte siano l’indizio sensoriale di quello che la fisica quantistica sta solo ora cominciando a prendere consapevolezza: la coscienza umana è indipendente dalla materia (neuroni) ed è capace di sopravvivere all’evento morte.

“Con la morte, l’informazione quantistica (coscienza) non è distrutta, non può essere distrutta, ma viene riconsegnata al cosmo. Quando un paziente torna a vivere dopo una breve esperienza di morte, l’informazione quantistica torna a legarsi alla persona, facendole sperimentare i famosi casi di premorte”, spiega Hameroff al Daily Mail.

La grande portata di questa teoria è evidente: la coscienza umana, così intesa non si esaurisce nell’interazione tra i neuroni del nostro cervello, ma è un informazione quantistica in grado di esistere al di fuori del corpo a tempo indeterminato. Si tratta di quella che per secoli le religioni hanno definito “anima”.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit