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Lunedì, Novembre 20, 2017
Uomini e Misteri Il mistero sulla scoperta del lago di Vostok in Antartide

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Il mistero sulla scoperta del lago di Vostok in Antartide

Nel duemila molti quotidiani italiani, come “Il Corriere della Sera” del 30 gennaio 2000, riferivano che sotto la coltre ghiacciata dell’Antartide era stata rinvenuta il lago di Vostok. Qui alcuni membri di un’èquipe statunitense avrebbero trovato dei batteri, mentre i francesi riferiranno più tardi che non era stato trovato alcunchè. E subito scoppiava una polemica. Ma per arrivare fino alla diffusione di tale notizia bisogna tornare indietro nel tempo, ed esattamente agli inizi degli anni ottanta. E’ proprio in quel periodo, secondo voci successivamente diffusa tra i ricercatori e gli studiosi di mezzo mondo, che sarebbero iniziate enigmatiche ricerche top-secret sotto stretta copertura militare e coperto ufficalmente dal solito cover-up. Però solamente tra il 1993 e il 1996 che grazie a rilievi radar effettuati dal satellite Ers-1 che il suddetto lago di Vostok veniva cartografato con precisione. Così si constatava che lo specchio d’acqua era grande come la Corsica, e accanto vi erano altri laghi più piccoli, tutti nascosti sotto il ghiaccio. Dopo innumerevoli tests, due gruppi di microbiologi statunitensi guidati da Joseph Priscu riferivano che erano stati trovati degli strani batteri. Le controversie comunque non fermeranno le indagini, e il lago rimaneva un enigma irrisolto e tutto da chiarire, così riferiva Jean-Robert Petit del laboratorio di Glaciologia di Grenoble. Ma dove si trova il suddetto lago Vostok ? Si trova a nord est e non molto distante dalla base russa di Vostok; base attiva fin dagli anni sessanta, posta a 77° sud e a 105° est.    Secondo notizie trapelate in via ufficiosa, sembra che un team congiunto russo-statunitense avesse individuato un punto da dove si irradiava una fortissima anomalia magnetica. Sembra  che l’origine era da ricercarsi sotto migliaia di metri di ghiaccio. La causa o l’origine rimaneva assolutamente sconosciuta. Nel frattempo fonti ben informate riferivano che nei pressi del lago Vostok erano stati segnalati dei forti spostamenti di mezzi militari, tanto russi che statunitensi. In seguito, il 21 febbraio del 2001, un breve annuncio congiunto della NASA e del JPL ponevano termine a ogni studio ulteriore del lago Vostok nell’Antartide. E la portavoce ufficiale della NASA, Debra Shingteller, spiegava ai giornalisti di mezzo mondo che le autorità militari avevano assunto il controllo dell’area intorno al suddetto lago e che la missione internazionale per l’esplorazione del lago era stata portata sotto la copertura del controllo militare.  Dopodiche il posto della portavoce ufficiale della NASA veniva preso da un assistente il quale riferiva che lo studio e l’esplorazione del lago era stato bloccato a causa di problemi ambientali.  Da allora la NASA non si è più sbottonata e non ha più riferito alcunchè ai giornalisti del mondo.


Ma su internet e tra gli studiosi di mezzo mondo iniziarono a circolare la voce secondo la quale la strana anomalia magnetica che era stata registrata nei pressi del lago Vostok veniva studiata da un team segretissimo protetto fino ai massimi livelli di sicurezza. Inoltre sulla zona veniva vietata il sorvolo a tutti i velivoli, con aerei pronti ad intervenire su qualsiasi intruso, mentre truppe d’èlite statunitensi di terra venivano costantemente tenuti in allarme contro qualsiasi viaggiatore incauto che si stesse avvicinando all’area delimitata dal “off-limits”. Proprio verso giungo del 2001 veniva segnalato uno strano avvenimento capitato a due australiane che si erano incautamente avvicinate all’area in questione; infatti mentre stavano compiendo un viaggio su sci, poco dopo aver lasciato la stazione australiana di Casey, presso Capo Poinsett, sulla costa, venivano prelevate da una squadra speciale statunitense. A nulla risultavano le proteste ufficiali della stazione australiana di Casey. Anzi le due suddette donne risultavano tenute in stato d’isolamento in un luogo non ben precisato sotto l’autorità militare statunitense. In merito, il Dipartimento della Difesa a Washington rilasciava un comunicato dove si confermava che le due donne erano tenute in isolamento, adducendo il pretesto che erano malate.    Da allora sullo stato delle due donne non si è più saputo nulla.  Comunque, da voci non controllate, sarebbe emerso il fatto che prima di essere prese dal commando statunitense, le due donne abbiano comunicato alla base di Casey di aver visto “qualcosa” di enigmatico e di poco chiaro. E qui sorge spontanea la domanda: che cos’è che le due donne avrebbero visto quasi per caso ? In seguito furono effettuati dei carotaggi con delle speciali attrezzature e degli esami con i glacio-radar: così si constatò che la temperatura aumentava scendendo sotto la superficie, passando dai -50 a -4 gradi centigradi trovati a 3.800 metri di profondità. Da allora, negli anni settanta, non furono più effettuati rilievi della zona, fino a quando, nel 1993, il satellite europeo Ers-1, con le sue rilevazioni topografiche, evidenziarono, senza alcun ombra di dubbio, che in quella zona era ubicata il lago Vostok, dalla lunghezza di 260 km e dalla larghezza di 60 km, quindi grande circa 40 volte il lago di Garda.   Nel frattempo i russi compivano delle trivellazioni proprio sulla perpendicolare del lago Vostok, riuscendo a raggiungere la profondità di ben 3.623 metri.   Il carotaggio permetteva di accertare la presenza di una particolare micro-flora ibernata e ben conservata da migliaia di anni, e che il lago aveva una profondità di circa 500 metri.   Ma che cosa permetteva al  lago di avere le proprie acque allo stato liquido? Forse sarebbe da mettere in relazione con la strana anomalia magnetica lì individuata ? Un’anomalia magnetica forse di tipo artificiale e non naturale dovuta a che cosa ? I fatti possono senz’altro essere messi in relazione col film statunitense del 1951 “La cosa da un altro mondo”, diretto da Christian Nyby, e ispiratosi al romanzo di John Campbell dal titolo “Who goes there?”, dove si racconta di un’èquipe scientifica stanziata tra i ghiacci del Polo che identifica una strana anomalia magnetica, dovuta alla presenza di un velivolo spaziale.

Di seguito il video sul lago di Vostok




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