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Venerdì, Agosto 23, 2019
Uomini e Misteri Avete uno di questi quadri? Occhio alla maledizione

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Avete uno di questi quadri? Occhio alla maledizione

L'autore è un certo Giovanni Bragolin, nome d'arte del pittore veneziano Bruno Amadio. Della sua vita si sa poco, nacque intorno al 1890-1900 e si trasferì in Spagna, a Siviglia, durante la dittatura fascista.
La sua vita è praticamente un mistero sul quale circolano innumerevoli voci la cui veridicità non potrebbe mai essere dimostrata al cento per cento.
Le sue opere non sono di valore, ma su di lui gira una strana leggenda inquietante...
Bragolin, visto che non riusciva a vendere i suoi quadri perché non piacevano alla gente stipulò un patto con il diavolo, chiedendogli di riuscire a vendere le sue opere. Il diavolo allora lo ascoltò e decise di aiutarlo, ma ad una condizione: i soggetti dovevano essere tutti dei bambini in lacrime.
Da allora le vendite salirono alle stelle, ma ciascun dipinto racchiude un'energia negativa potentissima. Negli anni '80 vennero vendute molte copie di queste stampe in Inghilterra, negli anni successivi successero dei fatti strani.
Ci furono degli incendi che distrussero intere abitazioni, ma ogni volta i pompieri trovavano un solo oggetto intatto: uno di questi quadri. Si diffuse la credenza che fosse proprio il bimbo piangente a diffondere le fiamme...
Si racconta infatti che per i suoi quadri il pittore prese come soggetto bambini di un orfanotrofio. Dopo aver dipinto la tela l'orfanotrofio fu distrutto da un incendio che costò la vita ai bambini.
Da quel giorno lo spirito di quei bambini abita nei quadri. Da allora Bruno Amadio alias Giovanni Bragolin fu soprannominato "il pittore maledetto"
Anche molti studiosi attestano che il pittore abbia utilizzato come modelli nella maggior parte dei suoi dipinti bambini orfani di guerra ospiti in orfanotrofi e abbia voluto riprodurne la sofferenza e il pianto nei suoi dipinti.
Si crede che i suoi quadri raffiguranti bambini piangenti portino sfortuna a coloro che li possiedono, essendo la causa di sventure e di fenomeni strani.

Se ne parlò per anni. La storia fece il giro del mondo, e raggiunse il suo apice in Inghilterra. “Se in casa avete un quadro con un bambino che piange, dovete liberarvene. Immediatamente. Porta male!”. Lo scrisse addirittura il Sun, uno dei maggiori quotidiani inglesi, e dopo alcuni mesi in redazione arrivarono oltre 2500 quadri che avevano come soggetto l’inquietante ragazzino. I dipinti furono bruciati e la storia finì nel dimenticatoio. Rimossa. Con la determinazione di chi vuole dimenticare. Per sempre.
Poi, un bel giorno, un altro “quadro maledetto” venne ritrovato in una soffitta. Questa volta in Italia. E se ne ricominciò a parlare. Prima per gioco, poi con ansia sempre maggiore fino a che il “bambino che piange” ritornò ad essere la maledizione per eccellenza.
Molti hanno provato a spiegare che si trattava di una burla. Lo stesso mensile Focus ha dedicato alla leggenda ben tre pagine. Ma non tutti ci hanno creduto. Noi proviamo a raccontarvi perché.

Il bambino con i lacrimoni
La storia, almeno a detta del Sun, comincia a Rotherham, nello Yorkshire il 4 settembre del 1985
La casa di una coppia, Ron e May Hall, va in fiamme, il rogo scatenato da un pentolino lasciato in cucina nel fuoco acceso aveva distrutto tutto il pianerottolo della casa quando i pompieri intervengono quando ormai c’è poco da fare. Tutto è distrutto, carbonizzato. Tranne una cosa. Un quadro. Una banalissima stampa comprata da un rigattiere per la modica cifra di 2 sterline che raffigura un ragazzino in lacrime. La vicenda potrebbe passare anche inosservata se non fosse per la dichiarazione del capo dei pompieri del borgo metropolitano: “Non è la prima volta che capita. Ho visto altre case bruciare e l’unica cosa rimasta intatta è quel maledetto quadro”.
Apriti cielo. La storia del “quadro maledetto” fa il giro dell’Inghilterra”. E’ caccia ai quadri con lo stesso soggetto e soprattutto all’autore del dipinto.
Si scopre che è un italiano. Tal Bragolin Giovanni, che però dovrebbe essere lo pseudonimo di tal Amadio Bruno, residente in Spagna, professione pittore, sconosciuto ai più.
La caccia continua. Gli inglesi scoprono di averne acquistate a migliaia di quelle stampe. Le vendevano nei supermercati. Le riproduzioni di Amadio (sempre bambini e sempre in lacrime) costavano poche sterline e facevano tanta tenerezza. Sold out.
Dopo l’articolo del Sun il quotidiano viene invaso da racconti incredibili legati al quadro. C’è chi ha provato a bruciarlo, ma ha dovuto arrendersi all’evidenza. Il quadro non brucia. C’è chi giura che ha subito sciagure immani subito dopo l’improvvido acquisto. E chi, senza imbarazzi, dice di averlo visto dondolare al muro senza chiodo!
Il Sun decide di darci un taglio. E organizza il “rogo”, con tanto di strega in short e tette da brivido. La cerimonia si consuma in una campagna inglese. In poche ore bruciano 2500 “bambini piangenti”. E non se ne parli più. E’ una tiepida e languida notte di primavera del 1986. La strega sorride. Qualcuno le guarda nella scollatura. Finalmente sereno.

Un pittore francese e il piccolo “El Diablo”
La storia del quadro è bella e dimenticata. Ogni tanto le tracce di quella vicenda scivolano sul Web nella categoria delle storie incredibili. C’è anche chi non ha dimenticato. E c’è chi a riflettori spenti è riuscito ad andare fino in fondo alla caccia di Bragolin Giovanni, pseudonimo di Amadio Bruno, residente in Spagna, professione pittore, sconosciuto ai più.
Il nostro, nella realtà, si chiamerebbe Franchot Seville, pittore di origine belga, residente a Madrid e rovinato dalla sua stessa opera per quella storiellina della maledizione. Se si scava un po’ si trova anche una notarella sul caro vecchio Wiki: “Bruno Amadio (1911-1981), popularly known as Bragolin, and also known as Franchot Seville, Giovanni Bragolin, and J. Bragolin, was the creator of the group of paintings known as Crying Boys”. Bragolin/Amadio/Seville avrebbe scelto quel soggetto dopo aver incontrato un monello triste che deve averlo ispirato oltre misura. La storia di Seville e del ragazzetto, che sembra uscita da un romanzo di Dickens, ha anche un guizzo quando un prete giura di conoscere il piccolo e invita il pittore a non fare più quadri sul quel modello. “Lo conosco. E’ orfano, lo chiamano el Diablo!”.
Seville sorride e rimette il pennello sulla tela. La maledizione si “risveglia”. Pericolosamente.

Questi sono solo alcuni dei dipinti di Bragolin:



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