La colonizzazione umana dello spazio: un sogno possibile?

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La colonizzazione dello spazio è sempre stato un sogno umano, ma è possibile colonizzare lo spazio con le conoscenze attuali?


Il problema più importante da affrontare nel viaggio spaziale, sono le modificazioni del corpo umano in assenza di gravità, in quanto prolungate permanenze nello spazio provocano osteoporosi grave e irreversibile. Dunque la creazione di una gravità artificiale sembra essere il problema di maggiore difficoltà. Nelle più ardue fantasie questo problema è risolto creando un pianeta artificiale. Per quanto riguarda la colonizzazione di altri pianeti il problema più importante è la distanza della Terra dal pianeta nell'Universo. Attualmente la NASA impiega un'ingente quantità di scienziati e risorse, per progettare la colonizzazione del satellite della Terra, la Luna e del pianeta Marte, nel Sistema Solare.

Per quanto riguarda la possibilità dell'esistenza di pianeti abitati nella nostra galassia, si considera l'equazione di Drake che a seconda delle quantità considerate nei parametri, può dare come risultato, nella migliore delle ipotesi, calcolata da Isaac Asimov, 530.000 pianeti con una civiltà tecnologicamente evoluta e nella peggiore delle ipotesi 660 pianeti abitabili.

Per la permanenza della vita umana nello spazio, l'habitat scelto deve avere determinate caratteristiche essenziali, come ad esempio la biodiversità. Deve cioè ospitare specie non umane, microrganismi e una notevole varietà di piante.

Il rapporto tra organismi, il loro habitat e l'ambiente esterno non-terrestre possono essere di diverso tipo:

  1. Con gli organismi e il loro habitat completamente isolati dall'ambiente esterno (come nell'esperimento Biosfera 2)
  2. Cambiando l'ambiente per trasformarlo in uno compatibile con la vita (tramite un procedimento chiamato terraforming)
  3. Cambiando gli organismi per farli diventare compatibili con l'ambiente (ad esempio importando l'organismo nell'habitat, oppure tramite l'ingegneria genetica).

È possibile anche una combinazione di questi tre tipi.

Un altro attributo, facoltativo ma molto auspicabile, è l'autoreplicazione, perché permette un aumento esponenziale nelle colonie. Si potrebbe discutere se la costruzione di una colonia sia il primo atto di autoreplicazione terrestre oppure no.

Nel 2002, l'antropologo John Moore stimò che una popolazione di 150-180 individui permetterebbe una riproduzione normale per 60-80 generazioni (circa 2000 anni).

Il luogo è un frequente punto di discussione tra i fautori della colonizzazione spaziale. Esso può essere:

  • Su un pianeta, un satellite naturale o un asteroide
    • in questi casi l'habitat può essere costruito come sulla Terra
  • oppure nello spazio, in un habitat spaziale, in una stazione spaziale o una navicella spaziale mobile.

I piccoli asteroidi sono stati spesso visti come un luogo "privilegiato" in quanto hanno il vantaggio di passare più vicini alla Terra diverse volte in un decennio. Tra questi avvicinamenti alla Terra, un asteroide (ad esempio della fascia principale) comunque può trovarsi anche ad una distanza di circa 350 milioni di chilometri dal Sole (il relativo afelio) e di 500 milioni dalla Terra.



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