Text Size
Sabato, Giugno 23, 2018
Scienza e Futuro Per la scienza tutti possiamo avere la supermemoria, basta addestrarsi col metodo giusto

La creazione di organi funzionanti realizzati con la stampante 3D

Ripristinare la funzionalità di parti del corpo umano danneggiate con tessuti e organi ottenuti in laboratorio con tecniche di bioingegneria. E' lo scopo della medicina rigenerativa, per cui ora si ...

Il mistero che ancora avvolge il "nono pianeta", il velocissimo sciame meteorico delle Eta Aquaridi ed il buco nero 660 mln più pesante del Sole

Risale a gennaio di quest’anno la notizia della scoperta, da parte di un team di scienziati del Caltech, della possibile esistenza di un nono pianeta, soprannominato appunto Planet Nine. Secondo i ...

Nuove ipotesi sulle comete, la striscia mancante di Giove e i satelliti lanciati dal Giappone

La cometa di Halley forse apparteneva a un’altra stella. E come lei tante altre che pensavamo essere nostre. Lo sostengono dei nuovi risultati, che spiegherebbero perché il nostro sistema solare po...

I pericoli per la sonda Horizons in viaggio verso Plutone, la nuova teoria sulla formazione della Luna e la scoperta di una strana galassia a forma ellittica

Si chiama New Horizons, è una sonda che sta viaggiando verso le regioni lontane del nostro sistema solare e potrebbe rischiare grosso. La sonda è diretta verso Plutone, pianeta nano molto distante...

Secondo un impiegato dell'airforce americano i bunker sotterranei sono utilizzati come deposito per alieni morti

Un impiegato della US Air Force, che desidera rimanere anonimo e che ora è in pensione, ha una strana storia da raccontare sui bunker sotterranei utilizzati come deposito per gli Alieni morti. Il bu...

Il passaggio di Venere davanti al Sole e l'effetto eco a raggi x dei buchi neri

Avete mai visto un pianeta passare davanti al Sole? Qualunque sia la risposta, all’alba del 6 giugno tenetevi pronti. Da quando il Sole sorge sino a quasi le sette del mattino un puntino nero pass...

  • La creazione di organi funzionanti realizzati con la stampante 3D


    Publish In: Scienza e Futuro
  • Il mistero che ancora avvolge il "nono pianeta", il velocissimo sciame meteorico delle Eta Aquaridi ed il buco nero 660 mln più pesante del Sole


    Publish In: News Astronomia
  • Nuove ipotesi sulle comete, la striscia mancante di Giove e i satelliti lanciati dal Giappone


    Publish In: News Astronomia
  • I pericoli per la sonda Horizons in viaggio verso Plutone, la nuova teoria sulla formazione della Luna e la scoperta di una strana galassia a forma ellittica


    Publish In: News Astronomia
  • Secondo un impiegato dell'airforce americano i bunker sotterranei sono utilizzati come deposito per alieni morti


    Publish In: Le Prove
  • Il passaggio di Venere davanti al Sole e l'effetto eco a raggi x dei buchi neri


    Publish In: News Astronomia

Per la scienza tutti possiamo avere la supermemoria, basta addestrarsi col metodo giusto

Li chiamano “atleti della memoria” e il loro sport è ricordare lunghissime sequenze di numeri, parole o di simboli senza nessuna correlazione tra loro.

Molte di queste persone attribuiscono la loro capacità straordinaria all'uso del cosiddetto “metodo dei loci” o di sistemi mnemonici simili. Un nuovo studio apparso sulla rivista “Neuron” e firmato da un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine ha dimostrato ora che il metodo può essere insegnato a persone senza particolari doti di memoria, che così si avvicinano per capacità mnemoniche ai soggetti più dotati.

Il motivo è da ricercare, secondo i dati di imaging cerebrale, negli schemi di attività cerebrale che vengono attivati dal metodo dei loci.

Supermemoria per tutti con il metodo dei loci

Credit: Science Photo Library RF / AGF

Il metodo vanta antichissime origini: veniva infatti usato dagli oratori greci e latini e ha lasciato traccia anche nel lessico italiano, nelle espressioni “in primo luogo” e “in secondo luogo”.

Esso si basa sull'associazione di ogni elemento da ricordare con l'immagine di un oggetto collocato lungo un percorso, che viene ripercorso mentalmente quando si devono richiamare i ricordi.

Dresler, coautore dello studio, iniziò a interessarsi degli atleti della memoria nel 2013, acquisendo dati su 23 dei migliori 50 classificati nel Campionato mondiale della memoria, una competizione in cui gli iscritti si confrontano con sequenze di decine di migliaia di parole, carte da gioco, date storiche e numeri.

Un dato interessante è che nella vita di tutti i giorni, gli atleti della memoria non usano le loro facoltà, come se queste fossero esclusivamente frutto della tecnica dei loci. Ma cosa succederebbe se quest’ultima fosse utilizzata dalle persone normali? Per capirlo, Dresler e colleghi hanno coinvolto in uno studio sperimentale 17 atleti della memoria e 51 non atleti.

Prima dei test di memorizzazione, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a scansioni di risonanza magnetica funzionale con l'indicazione di rilassarsi e lasciare vagare la mente. In questo modo i ricercatori hanno potuto monitorare l'attività delle diverse reti che connettono aree differenti del cervello.

Tutti i volontari poi sono stati sottoposti a un primo test che consisteva nel memorizzare una sequenza di 72 parole. Dopo 20 minuti, gli atleti della memoria riuscivano a ricordare in media 71 parole su 72, mentre i non atleti 40.

In seguito, gli autori hanno suddiviso i non atleti in tre gruppi: il primo gruppo non ha ricevuto alcun addestramento, il secondo e il terzo invece sono stati addestrati con il metodo dei loci oppure con un metodo per incrementare la memoria a breve termine.

Dopo le sei settimane di addestramento, tutti e tre i gruppi sono stati sottoposti a nuove scansioni di risonanza magnetica a riposo e a nuovi test di memoria in tre sessioni diverse e a distanze diverse dal termine dell'addestramento: 20 minuti, 24 ore e quattro mesi.

L'analisi dei dati ha mostrato che le capacità mnemoniche dei soggetti sottoposti all’addestramento con il metodo dei loci erano drasticamente migliorate: i non atleti hanno infatti raggiunto, in media, quasi le stesse prestazioni degli atleti, anche dopo quattro mesi dal termine dell'addestramento.

Inoltre, le scansioni di risonanza magnetica hanno mostrato che i loro schemi di connettività funzionale erano simili a quelli degli atleti.

Per contro, nel gruppo che aveva seguito il metodo della memoria a breve termine non sono emersi né miglioramenti delle prestazioni mnemoniche né modificazioni dei network cerebrali.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit