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Venerdì, Settembre 22, 2017
Scienza e Futuro Un altro passo verso l'immortalità. Topi di laboratorio ringiovaniti artificialmente

Raffaele Bendandi l'uomo che prevedeva i terremoti.Ne avverrà uno l'11 Maggio 2011

Il sismologo Raffaele Bendandi, vissuto tra il 1893 e il 1979, era convinto di essere in grado di prevedere i terremoti. Proprio come Giampaolo Giuliani, che assurse agli onori delle cronache perché...

L'immagine molto dettagliata della Nebulosa Omega e il frammento del meteorite di quasicristallo

Chiamatela Omega, Cigno, Ferro di Cavallo o anche Aragosta: è sempre la stessa nebulosa. Molto popolare fra gli astronomi, questa regione ricca di gas e polveri dove si formano nuove stelle...

Secondo la scienza è possibile nascondere un evento nelle pieghe del tempo

Uno sviluppo interessante nel campo dell'ottica è la proposta, e la successiva messa a punto, di un mantello dell'invisibilità spaziale, ossia di una struttura che può rendere invisibile qualsiasi...

Il cadavere alieno ritrovato in Perù

Un altra prova che gli alieni sono qui viene questa volta dal Perù dove dei contadini hanno deciso di mettere in rete il video della creatura aliena. Il filmato, che impazza su Dailymotion e negli a...

Il lato oscuro dell'Universo

La grande danza dello spazio alla ricerca della parte oscura dell’universo. I buchi neri, la materia oscura, l’energia oscura non saranno piú grandi misteri grazie alla ricerca che avanza e a telescop...

Il paleocontatto avvenuto 12 mila anni fa raccontato nelle pitture rupestri di Tassili n’Ajjer

Tassili n’Ajjer è un vasto altopiano situato nel deserto del Sahara, a sudest dell’Algeria, che copre una superficie di 72 mila km². Situato in uno strano paesaggio lunare di grande interesse geo...

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Un altro passo verso l'immortalità. Topi di laboratorio ringiovaniti artificialmente

Usa, topolini ringiovaniti in laboratorio: è la prima volta

Il tempo è tornato indietro, per un gruppo di topolini del Salk Insitute in California. Dopo essere diventati anziani, gli scienziati sono riusciti a farli ringiovanire. L’estensione della loro vita, pari a un mese e mezzo, sarebbe equivalente a quasi vent’anni per un uomo. I loro tessuti al microscopio sono apparsi più sani e privi di quei danni che si accumulano con l'età.

L’esperimento – raccontato sulla rivista Cell – non è in realtà facilmente riproducibile sulla nostra specie. Ha richiesto infatti un intervento di ingegneria genetica per attivare nell’organismo dei topolini quattro geni speciali: geni che sono in grado di invertire la freccia del tempo nello sviluppo delle cellule.

La scoperta di questi quattro geni – e la premessa dell’esperimento di oggi - risalgono  al 2006, quando lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka scopre quattro sostanze chimiche capaci di attivare quattro geni capaci di far tornare bambine le cellule adulte. La sua scoperta è stata premiata con il Nobel per la medicina nel 2012.  Da cellule completamente mature, il trattamento di Yamanaka riesce a ottenere cellule staminali del tutto simili a quelle degli embrioni.

Fino a ieri tutto questo era sempre avvenuto in vitro, cioè in provetta, su un numero limitato di cellule. La novità oggi è aver riprodotto lo stesso esperimento in un intero organismo vivente. Il poker dei geni di Yamanaka è stato attivato con un intervento di ingegneria sul Dna che è però difficile da riprodurre sugli uomini, per ragioni etiche oltre che tecniche.

“L’invecchiamento per noi biologi è ancora un processo misterioso” ha spiegato Juan Carlos Izpisua Belmonte, il coordinatore della ricerca. “Quel che conosciamo bene sono le conseguenze dell’invecchiamento, non le sue cause. Ma oggi abbiamo dimostrato che questo processo può essere manipolato ed è quindi reversibile”.

Tentativi simili, in passato, si erano sempre scontrati con una grande difficoltà: le cellule ringiovanite con il metodo di Yamanaka all’interno di organismi interi rischiano di 'ringalluzzirsi' troppo, causando tumori. Gli autori di Cell hanno pensato allora di usare dosi molto blande dei fattori di Yamanaka, limitando a piccole finestre di tempo l’attivazione dei geni “di lunga vita” e circoscrivendo l’azione sul Dna solo a una modifica della struttura, del vestito, della doppia elica: quello che in gergo tecnico gli scienziati chiamano epigenetica.

E proprio l’epigenetica – il modo in cui il Dna varia la sua struttura spaziale ed è rivestito di molecole – si sta rivelando uno degli attori principali di quel processo dell’invecchiamento che ora non solo comprendiamo meglio, ma riusciamo anche a manipolare.


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