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Giovedì, Novembre 23, 2017
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La pelle artificiale superelastica per i futuri robot

SI ILLUMINA e cambia colore se viene sfiorata, è elastica al punto che riesce ad allungarsi fino al 500%, percepisce il tatto e la pressione: è la pelle hi-tech che si ispira al polpo e che in futuro potrebbe rivestire i robot, illuminandosi se il loro contatto con l'uomo non è abbastanza delicato, o rendendoli mimetici all'occorrenza. Descritta sulla rivista Science, è stata realizzata dal gruppo coordinato da Robert Shepherd, dell'americana Cornell University, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova. 

"Ci siamo ispirati alla pelle del polpo e abbiamo ottenuto un materiale con proprietà tattili e iper-elastico, al punto che può essere deformato del 500% e tornare all'aspetto originario", ha detto Barbara Mazzolai, dell'Iit, che è fra gli autori della ricerca e recentemente è entrata nella classifica internazionale delle donne geniali della robotica insieme a un'altra italiana, Cecilia Laschi, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. La pelle artificiale, ha proseguito, è un punto di partenza che potrebbe portare a sviluppi imprevedibili. Il primo riguarda la possibilità che i robot del futuro possano avere una pelle come questa, tanto che i ricercatori l'hanno già utilizzata per rivestire un braccio robotico.

"Quando il braccio si piega il materiale si deforma e cambia colore, inoltre risponde alla stimolazione tattile e permette di controllare la pressione", ha spiegato la ricercatrice. La pelle hi-tech che imita quella del polpo è fatta di silicone al suo interno sono 'incastonati' elettrodi di idrogel e particelle di solfuro di zinco, rame e manganese. A seconda della miscela, la pelle brilla di colori diversi: si illumina in blu se prevale il rame  e di giallo se invece domina il manganese. È un altro passo lungo la strada che punta "a rendere i robot sempre più sicuri nell'interazione con l'uomo", ha osservato ancora. Si possono immaginare anche robot mimetici, insieme a nuovi dispositivi biomedici, una nuova generazione di sensori, fino a tessuti 'cangianti' al servizio della moda o di mobili 'sensibili'


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