Text Size
Lunedì, Maggio 29, 2017
Scienza e Futuro La prima pianta ibridata con un circuito elettronico

"Così faremo nascere una stella in laboratorio"

ROMA - Sta per nascere una stella. In laboratorio. Il progetto di innescare una fusione nucleare per crearne una, qui sulla Terra, va avanti dal 2010 e gli ostacoli che ne impediscono la realizza...

I giganteschi flussi di particelle cariche della nostra galassia, consigli per vedere il cielo di Gennaio ed il successo cinese della missione spaziale Chang’e 2

Che il centro della Via Lattea, la nostra Galassia, fosse alquanto turbolento era ben noto da tempo. Ma non che da quelle zone fuoriuscissero giganteschi flussi  di particelle cariche, veri e prop...

Stampa in 4D. Il futuro è già tra noi

Le stampanti 3D non hanno ancora finito di stupire il mondo con le loro incredibili realizzazioni che sui tavoli dei laboratori dei più avanzati Istituti di ricerca tecnologica, come il Self-Assem...

Chip del futuro,il ritorno di Hayabusa e il satellite con la vela

Microchip ancora più piccoli, veloci ed economici. Saranno prodotti entro il prossimo anno, aumentando le prestazioni di computer, automobili e telefonini senza incidere sul prezzo. Tutto questo ...

L'incontro con l'asteroide Lutetia, il satellite innovativo IKARUS e i mini satelliti

Era un incontro ravvicinato atteso da tempo anche se è durato appena un minuto. Protagonisti la sonda europea Rosetta e l’asteroide Lutetia. Un minuto può sembrare poco ma è bastato per riprendere ...

Pier Luigi Ghina, l'uomo delle nuvole

Pier Luigi Ighina è nato a Milano il 23 Giugno 1908.A 16 anni scopre l'atomo magnetico. Con un microscopio lenticolare stabilisce che è la colla della materia. Riesce a scomporlo ...

  • "Così faremo nascere una stella in laboratorio"


    Publish In: Scienza e Futuro
  • I giganteschi flussi di particelle cariche della nostra galassia, consigli per vedere il cielo di Gennaio ed il successo cinese della missione spaziale Chang’e 2


    Publish In: News Astronomia
  • Stampa in 4D. Il futuro è già tra noi


    Publish In: Scienza e Futuro
  • Chip del futuro,il ritorno di Hayabusa e il satellite con la vela


    Publish In: News Astronomia
  • L'incontro con l'asteroide Lutetia, il satellite innovativo IKARUS e i mini satelliti


    Publish In: News Astronomia
  • Pier Luigi Ghina, l'uomo delle nuvole


    Publish In: Uomini e Misteri

La prima pianta ibridata con un circuito elettronico

Sviluppare sensori che registrano i livelli di ormoni nelle piante e ne controllano la fisiologia, oppure realizzare piante ibride, ovvero con elementi artificiali in grado di convertire in elettricità lo zucchero prodotto nella fotosintesi, o, ancora, alterare i processi biochimici delle piante medicinali per accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci.

Sono gli obiettivi dell'integrazione di componenti elettronici nel fusto e nelle foglie di Rosa floribunda, la comune rosa da giardino, descritta su "Science Advances" da Eleni Stavrinidou e colleghi della Linköping University a Norrköping, in Svezia.

Radici, fusto, foglie e sistema vascolare delle piante sono responsabili della produzione di segnali che regolano crescita e funzionalità dell'organismo vegetale. Queste caratteristiche sono analoghe alle interconnessioni tra dispositivi e tra cavi nei circuiti elettronici. Da qui l'idea, nata negli anni novanta, d'integrare circuiti elettronici nelle piante, con l'obiettivo di realizzare dispositivi flessibili, grazie a cui realizzare dispositivi praticamente di qualunque forma voluta. Finora tuttavia la fusione tra circuiti elettronici e funzioni delle piante è stato un compito arduo.

Metà pianta, metà circuito elettronico

Illustrazione dell'integrazione tra la pianta di rosa e i cicuiti elettronici (Credit: Linköping University)

Stavrinidou e colleghi hanno dimostrato il funzionamento di alcuni componenti chiave di un circuito elettronico integrati in una rosa. Gli autori hanno sfruttato il processo naturale usato dalla pianta per assorbire l'acqua attraverso il suo lungo xilema, una struttura che fa parte del suo sistema vascolare, per introdurre all'interno della rosa un polimero conduttore trasparente in soluzione, chiamato PEDOT. È un processo simile a quello che avviene quando si colorano i fiori utilizzando l'assorbimento di acqua colorata.

All'interno dello xilema, il polimero è in grado di auto-organizzarsi, formando un sistema integrato ed elettronicamente attivo, che può condurre elettricità all'interno della pianta e realizzare anche una porta NOR, cioè una delle porte logiche fondamentali per l'elaborazione delle informazioni digitali.

Gli autori sono riusciti a introdurre nella pianta anche un tipo speciale di materiale elettronico che permette di illuminarla e di cambiarne il colore a comando, solo con l'applicazione di una tensione elettrica.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit