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Lunedì, Febbraio 19, 2018
Scienza e Futuro I ricercatori e la loro previsione di come sarà il futuro tra 30 anni

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I ricercatori e la loro previsione di come sarà il futuro tra 30 anni


DOC E MARTY protagonisti di "Ritorno al futuro II" decisero di approdare proprio al 21 ottobre 2015. Come sarà l'Italia tra altri 30 anni? Secondo Roberto Paura, presidente dell'Italian Istitute for the Future, la rivoluzione maggiore ci sarà nel settore dei trasporti: "molto probabilmente non avremmo automobili che volano, ma sicuramente ci sposteremo con le auto a guida autonoma. Una tecnologia ormai già matura, che con il passare del tempo prenderà sempre più piede".

Simbolo dell'evoluzione tecnologica nel corso dei secoli, il treno sarà sempre più veloce. Dopo quelli automatici della metropolitana di Parigi, Berlino e Roma, Roberto Paura è pronto a scommettere che presto i convogli senza pilota ci permetteranno di velocizzare gli spostamenti e percorrere, per esempio, la tratta Roma-Milano in meno di un'ora. "Sicuramente verrà perfezionata la tecnologia degli aerei ipersonici e riusciremo così ad arrivare da Roma a New York in poco meno di due ore. Una rivoluzione che ci permetterà di ridurre le distanze", spiega Paura.

Altra novità nel mondo avveniristico dell'Italian Istitut for the future è la realtà virtuale. "I google glass sono i pionieri di questa rivoluzione digitale" dice Paura, e un domani non troppo lontano, grazie a questa tecnologia, ognuno potrà aggirarsi negli studi di registrazione delle maggiori case discografiche, sfilare a Parigi o Milano ed esibirsi davanti a folle oceaniche. Meno ottimistiche sono invece le previsioni che Paura fa parlando del cambiamento climatico. "Le temperature saliranno di almeno uno o due gradi e questo avrà un impatto negativo sugli ecosistemi. Ci troveremo a fronteggiare molte difficoltà"

Il futuro ci riserva delle sorprese anche per quanto riguarda la cucina. Secondo il Cnr oltre ai piatti tipici della tradizione gastronomica italiana, mangeremo anche pietanze a base di meduse, alghe e insetti. Non si tratta soltanto di innovazione ma anche di una fonte di nutrimento alternativo per integrare i cibi tradizionali in vista della crescita della popolazione.

"Le meduse possono trasformarsi da disagio in risorsa: nel Mediterraneo ci sono centinaia di tonnellate di biomassa di questi cnidari, costituiti essenzialmente da acqua e proteine, soprattutto collagene, con efficace attività anti-ossidante", spiega Antonella Leone dell'Istituto di Scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Cnr. "In particolare, molecole estratte dalla Cassiopea mediterranea (Cotylorhyza tuberculata) mostrano una significativa attività anti-cancro contro cellule di carcinoma mammario umano. Alcune specie, inoltre, per l'abbondanza di composti bioattivi, potrebbero rappresentare nuove fonti alimentari, o mangimi alternativi, e una preziosa risorsa di sostanze naturali di interesse biotecnologico, nutraceutico, nutracosmeceutico".

Anche le microalghe hanno importanti proprietà nutritive e rappresentano una delle fonti più promettenti di proteine e di composti bioattivi (acidi grassi polinsaturi, pigmenti e vitamine). "In particolare la Spirulina (Arthrospira platensis), ricca in proteine, pro-vitamina A, minerali (Ca, Mg e Fe), acido-linolenico e ficocianina, è da secoli usata come alimento in Asia, Messico e in Africa: 100 gr di questa microalga contengono almeno 60 gr di proteine, una percentuale non riscontrabile nella carne né in altre fonti vegetali", precisa Graziella Chini Zittelli dell'Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise) del Cnr.

Per i ricercatori questa alga potrebbe essere usata per realizzare alimenti nutraceutici come pane, pasta e prodotti caseari, in particolare per anziani, bambini, sportivi e vegani; in Paesi meno ricchi, potrebbe garantire una dieta bilanciata e ridurre la malnutrizione. Le colture microalgali, infine, possono diminuire in modo significativo il sovra-sfruttamento di suolo e acqua e pertanto rappresentano una valida alternativa alle colture agricole tradizionali.

Ricchi di proprietà nutritive sono anche gli insetti, che suscitano però qualche resistenza negli italiani. "Sono circa due miliardi le persone che, in più di 90 paesi, si nutrono di insetti", precisa Francesco Gai dell'Ispa-Cnr. Questi animali secondo la Fao possono rappresentare un'opportunità percorribile per migliorare lo stato di nutrizione nelle popolazioni dei paesi in via di sviluppo: sono infatti ricchi di proteine e grassi 'buoni', di calcio, ferro e zinco.

"In un mondo sempre più affollato cresce l'esigenza di sfamare gli uomini con nuovi cibi. La ricerca può dire molto in questo settore, caratterizzando le proprietà nutritive e organolettiche dei nuovi cibi e fornendo informazioni sulla loro salubrità", commenta Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr. "Le sorprendenti proprietà nutritive di alcuni cibi largamente disponibili ma culturalmente assenti dalla dieta dei popoli occidentali, come insetti, meduse e alghe, meritano di essere valorizzate - aggiunge Loreto - Le prospettive di utilizzo dei nuovi cibi, nell'alimentazione umana come in quella animale, sono molto interessanti, ma bisogna fare attenzione a pianificare bene lo sfruttamento di queste risorse, per evitare di produrre danni agli ecosistemi".


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