Text Size
Venerdì, Gennaio 19, 2018
Scienza e Futuro Le prime fibre luminescenti perfettamente integrabili nei tessuti

I superscienziati si riuniscono per risolvere la (ipotetica) fine del mondo

CI SIAMO talmente abituati a vederlo minacciato da un'apocalisse al cinema, che si tratti di disastri climatici, asteroidi giganti o alieni mostruosi, che quasi non ci pare uno scenario possibile...

Boyd Bushman, lo scienziato che lavorò nell'Area 51 su tecnologia aliena

Stanno circolando in questi giorni le rivelazioni su UFO e Area 51 fatte “in punto di morte” da Boyd Bushman, un rinomato scienziato che per conto di Lockheed Martin avrebbe eseguito dei test su ogge...

Fantasma ripreso col cellulare

Il video girato da un ragazzino inglese di 12 anni con il suo cellulare, e pubblicato dal sito del "Sun" ha fatto del clamore in Inghilterra Il giovane ha dichiarato al Sun di aver sentito strani rum...

La sparizione misteriosa della squadriglia 19 e di altri aerei e navi. La storia del triangolo delle Bermuda

Il 5 dicembre del 1945 cinque Avengers, aerei bombardieri, si alzavano in volo dalla ...

La battaglia Ufo di Basilea del 1566

Il 7 agosto 1566 dischi e sfere volanti comparvero in gran numero nel cielo di Basilea e furono osservati in tutto il cantone Svizzero. Un'incisione dell'epoca, conservata alla Biblioteca centrale...

L'evoluzione dei telescopi, dal cannocchiale allo Spitzer

Lo strumento usato da Galileo per osservare il cielo era un oggetto semplice. Si trattava di un telescopio rifrattore che aveva due lenti ai due estremi di due tubi, di cui uno entrava nell'altro. ...

  • I superscienziati si riuniscono per risolvere la (ipotetica) fine del mondo


    Publish In: Scienza e Futuro
  • Boyd Bushman, lo scienziato che lavorò nell'Area 51 su tecnologia aliena


    Publish In: Le Prove
  • Fantasma ripreso col cellulare


    Publish In: Uomini e Misteri
  • La sparizione misteriosa della squadriglia 19 e di altri aerei e navi. La storia del triangolo delle Bermuda


    Publish In: La Nostra Storia
  • La battaglia Ufo di Basilea del 1566


    Publish In: Le Prove
  • L'evoluzione dei telescopi, dal cannocchiale allo Spitzer


    Publish In: Tecnologia Spaziale

Le prime fibre luminescenti perfettamente integrabili nei tessuti

Un grande passo verso i tessuti che emettono luce

Un nuovo tipo di fibre luminescenti perfettamente integrabili nei tessuti e prodotte con una tecnica scalabile a livello industriale è stato realizzato da un gruppo di ricercatori della Fundan University e dell'Università della California a Los Angeles che illustrano il metodo da loro adottato in un articolo pubblicato su “Nature Photonic”.

Fibre di questo tipo potrebbero avere numerose applicazioni, prima fra tutte la creazione di dispositivi e schermi indossabili, andando ben oltre le possibilità offerte dai diodi organici a emissione di luce (OLED), che permettono la produzione di monitor flessibili e schermi piatti. Gli OLED, infatti, hanno una potenza di funzionamento relativamente alta che li rende poco adatti all'uso in dispositivi indossabili.

Per questo la ricerca si è indirizzata allo studio di sottili fibre luminescenti, o PLEC (polymer light-emitting electrochemical cell), le prime delle quali vennero realizzate il laboratorio già vent'anni fa. Tuttavia, nonostante i notevoli progressi fatti in laboratorio, le fibre ottenute si scontravano con due problemi: la produzione di fibre di lunghezza adeguata alle possibili applicazioni e la difficoltà a integrarle nei tessuti.

Nel nuovo studio Qibing Pei, uno di pionieri della ricerca in questo campo, e colleghi, descrivono una tecnica per produrre fibre luminescenti che superano questi ostacoli. La nuova fibra è ottenuta creando un rivestimento di PLEC intorno a un sottilissimo filo di acciaio, del diametro di appena 127 micron. Questo rivestimento è formato da tre strati: uno di nanoparticelle di ossido di zinco che funziona come strato di trasferimento di elettroni; lo strato propriamente luminescente, costituito da una miscela di un polimero coniugato, un elettrolita e un sale; e un nanotubo di carbonio che funge da anodo trasparente.

Quando viene applicata una tensione tra il filo di acciaio che fa da catodo e il nanotubo, il filo inizia a generare luce, che raggiunge il massimo di luminosità nel giro di pochi minuti. Nei prototipi realizzati finora la luce emessa è solo gialla o blu, ma i ricercatori spiegano che con alcune variazioni nel metodo di preparazione sarà possibile ottenere anche altri colori. Le fibre luminescenti sono inoltre abbastanza flessibili da poter essere piegate più volte senza perdite significative delle prestazioni, e questo le rende perfettamente integrabili nei tessuti.
L'ultimo ostacolo ancora da superare è l'aumento della loro stabilità operativa, perché allo stato attuale, una volta raggiunta la luminosità massima, questa inizia lentamente a scemare.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit