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Sabato, Giugno 23, 2018
Scienza e Futuro In futuro gli Hard Disk avranno 5 dimensioni

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In futuro gli Hard Disk avranno 5 dimensioni

Un tempo erano i floppy disk. Poi sono arrivati cd-rom, dvd e blu-ray. E infine è stata la volta delle velocissime memorie allo stato solido (per non parlare del cloud storage e degli attesissimi qubit): le soluzioni per archiviare dati elettronici, insomma, non mancano. L'offerta è variegata e accessibile a (quasi) tutti i portafogli. Ma una cosa così non l'avevamo ancora sentita. Una nuova tecnica, sviluppata dai ricercatori della University of Southampton, permette di conservare dati in modo altamente efficiente e duraturo usando le proprietà ottiche e geometriche di particolari lastre di vetro nanostrutturato. Il dispositivo messo a punto dagli scienziati è in grado di memorizzare informazioni per oltre un milione di anni ed è resistente al calore fino a oltre 1.000°C.

Il sistema era già stato descritto teoricamente, ma è la prima volta che viene realizzato e testato in laboratorio, come raccontano gli autori in un articolo presentato alla Conference on Lasers and Electro-Optics di San Jose: “Per la prima volta, dei dati reali sono stati memorizzati e successivamente recuperati usando la nostra tecnica”, spiega il ricercatore Jingyu Zhang. “Siamo riusciti a scrivere e leggere con successo un file pdf all'interno del vetro”. La tecnologia sfrutta cinque dimensioni del cristalo: le tre tradizionali – lunghezza, larghezza e spessore – e altre due aggiuntive, cioè l' orientazione degli assi della struttura e la birifrangenza, una proprietà ottica legata al modo in cui il materiale rifrange la luce. Usando così tante dimensioni, ogni punto del vetro riesce a memorizzare tre diversi bit d'informazione: il prototipo dei ricercatori ha una capienza totale di oltre 360 terabyte.

Il processo prevede l'utilizzo di un laser ultra-veloce a femtosecondi, molto più costoso rispetto alle componenti utilizzate per gli hard disk tradizionali: per questo motivo, secondo Zhang, la tecnologia non è destinata (almeno per ora) a soppiantare le soluzioni oggi in uso. “Ma potrebbe essere interessante per le grandi aziende di cloud storage dei dati”, conclude il ricercatore. La caccia al partner industriale per la commercializzazione del dispositivo è iniziata.


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