Text Size
Lunedì, Febbraio 24, 2020
Scienza e Futuro Il futuro dei giubbotti antiproiettile e dei satelliti è nelle Nanostrutture Resistenti

Popolo Azteco

Ecco a voi la storia di uno dei popoli che hanno vissuto contemporaneamente alla grande civiltà dei Maya, che ci hanno lasciato tanti segni della loro antica cultura.Un misterioso popolo che ha costru...

Il gigantesco Ufo avvistato vicino alla Stazione Spaziale Internazionale

Un enorme oggetto a forma di sigaro è stato documentato ieri 29 Aprile 2016 dallo Skywatcher StreetCap1, attraverso la diretta video (Ustream NASA) dalla Stazione Spaziale Internazionale. L’oggetto...

Se le tensioni internazionali arrivano nello spazio

Durante la Guerra Fredda, Stati Uniti e Unione Sovietica strinsero una sorta di accordo informale di non belligeranza per i satelliti in orbita geostazionaria, fondamentali per le previsioni del tem...

Le caratteristiche dei rapimenti alieni investigate da Karla Turner

Il dott. Jacques Vallee ha più volte sottolineato delle similitudini che esistono tra i racconti di esperienze ufologiche e di rapimento alieno e i racconti del folklore popolare e le favole. Io n...

La vita dopo la morte. La straordinaria esperienza di Brian Miller

Brian Miller, 41 anni, è un camionista dell’Ohio. Mentre era intento ad aprire un contenitore, si è reso conto che c’era qualcosa che non andava. L’uomo ha immediatamente chiamato la polizia. ...

Edgar Mitchell, l'astronauta che confermò la visita degli alieni

Una delle testimonianze più autorevoli suglu Ufo proviene proprio da chi nello spazio c'è andato davvero in missione. Il suo nome è Edgar "Ed" Dean Mitchell (Hereford, 17 settembre 1930) è un astrona...

  • Popolo Azteco


    Publish In: Civiltà Misteriose
  • Il gigantesco Ufo avvistato vicino alla Stazione Spaziale Internazionale


    Publish In: Le Prove
  • Se le tensioni internazionali arrivano nello spazio


    Publish In: Scienza e Futuro
  • Le caratteristiche dei rapimenti alieni investigate da Karla Turner


    Publish In: Le Prove
  • La vita dopo la morte. La straordinaria esperienza di Brian Miller


    Publish In: Uomini e Misteri
  • Edgar Mitchell, l'astronauta che confermò la visita degli alieni


    Publish In: Le Prove

Il futuro dei giubbotti antiproiettile e dei satelliti è nelle Nanostrutture Resistenti

Quanto può resistere un materiale nanostrutturato che viene colpito da un proiettile? Sicuramente molto più dei moderni pannelli di kevlar o di acciaio. Ma le prove di laboratorio convenzionali non sono adatte a caratterizzare questo tipo di materiali.

È per questo che Jae-Hwang Lee del Dipartimento di Scienza e ingegneria dei materiali del Massachusetts Institute of Technology a Cambridge, negli Stati Uniti, ha realizzato un test balistico microscopico, descritto in un articolo pubblicato su "Nature Communications".

Non è solo la sicurezza dei militari o delle forze dell'ordine a essere in gioco quando si parla di materiali antiproiettile. La resistenza a impatti con piccoli oggetti che viaggiano a velocità dell'ordine di 300 metri al secondo interessa un ampio spettro di applicazioni, dalla realizzazione di satelliti e sonde spaziali che devono resistere all'urto dei micrometeoriti fino alle pale dei motori dei velivoli, che devono reggere la collisione con detriti e spesso anche di uccelli.

Nanostrutture ultraresistenti contro proiettili e micrometeoriti 

Ned Thomas, rettore della George R. Brown School of Engineering presso la Rice University, mostra un disco di poliuretano con i proiettili bloccati e sigillati all'interno.


Un notevole passo in avanti nella realizzazione di materiali antiproiettile si è avuto con l'avvento dei materiali compositi, primo fra tutti il kevlar, in grado di offrire il notevole vantaggio della leggerezza rispetto a qualunque lega metallica. Il progresso ulteriore degli ultimi anni è invece legato ai materiali nanostrutturati, grazie alla possibilità di controllare quasi atomo per atomo le caratteristiche microscopiche dei materiali in studio.

La possibilità poi di testare ciò che è stato realizzato in laboratorio ha però forti limitazioni, dovute a un evidente problema di scala dimensionale: un proiettile vero produce un danno da impatto che supera di alcuni ordini di grandezza la reazione microscopica che si vuole verificare.

Lee e colleghi quindi hanno pensato di ricorrere in primo luogo a proiettili miniaturizzati, costituiti da sfere di silice con diametro dell'ordine del micron, che vengono proiettati a grande velocità da un laser di grande potenza contro un copolimero a blocchi realizzato accoppiando una sostanza vetrosa e una gommosa.

Grazie a una tecnica di cattura delle immagini di risoluzione eccezionale - fino a 10 nanometri - si è riusciti a visualizzare l'intero campo d'impatto e a definire nei dettagli i meccanismi di dissipazione dell'energia dell'impatto. Si è riusciti anche a ottenere un primo risultato quantitativo che già potrebbe essere utile nelle applicazioni: la resistenza all'urto può essere aumentata del 30 per cento con un'opportuna orientazione degli strati.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit