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Mercoledì, Settembre 26, 2018
Scienza e Futuro Preparatevi: l'era degli animali-robot è appena iniziata

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Preparatevi: l'era degli animali-robot è appena iniziata

ROMA - L'ultima novità è il robot-camaleonte, un mini-quadrupede molliccio, capace di confondersi in pochi istanti tra il fogliame di un bosco o il pietrisco di una spiaggia. Una scoperta firmata dall'Università di Harvard che permetterà di "spiare" sempre più da vicino l'ambiente, installando investigatori mimetici nei luoghi più difficili da monitorare.

E poi c'è Seabreacher X, un sottomarino che nell'aspetto somiglia a uno squalo e nelle prestazioni a un delfino, come quest'ultimo capace di guizzare fuori dall'acqua a 80km/h e di sfrecciare sotto a 40.

Meno spettacolare ma forse più utile il "tentacolo-robot" del Centro di micro-biorobotica del Polo Sant’Anna Valdera di Pontedera (Pisa), in grado muoversi sinuosamente e afferrare gli oggetti come fa un cefalopode. Riprodotto in miniatura e inserito nell'organismo durante un'operazione chirurgica, il tentacolo-robot potrebbe diventare il "braccio destro" dei chirurghi nei lavori di estrema precisione. E sempre lo stesso istituto ha sviluppato il robot-lampetra, dotato di sensori e meccanismi che sostituiscono muscoli e neuroni, una pelle artificiale e un sistema di navigazione che consente all'automa di risalire i fiumi: servirà a studiare il sesto senso negli animali e negli uomini.

Stanca della rincorsa a un progresso futuristico ma alienante (e costoso), la tecnologia torna a ispirarsi alla natura. Del resto, molte delle più funzionali invenzioni del secolo sono state realizzate osservando il funzionamento di piante e animali. Il metodo di chiusura a velcro, che negli anni '80 ha rivoluzionato la moda e non solo con la  chiusura "a strappo", è stato ad esempio brevettato negli anni '50 da un francese cui erano rimasti impigliati dei fiori di bardana sulla giacca.

Ispirandosi invece alla camminata "adesiva" di ragni e gechi, gli studiosi del Politecnico di Torino hanno iniziato a mettere a punto la "tuta di Spider Man", che secondo il Journal of Physics potrebbe essere pronta già nel 2017.

Il pesce-robot, in grado di integrarsi fra i consimili in squame e ossa, tanto da riuscire a diventarne addirittura un leader, è una realtà già da qualche anno, messo a punto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) in collaborazione con la New York University.

Ma sempre più spesso le similitudini vanno oltre l'aspetto e stanno nei meccanismi interni, ispirati alle capacità di sopravvivenza dell'animale.

Osservando le meduse, l'università del Texas e la Virginia Tech hanno creato Robojelly, un robot ispirato che come l'invertebrato planctonico si muove sott'acqua e si alimenta in modo automatico e autosufficiente, utilizzando i gas di idrogeno e ossigeno del mare. "Non ha bisogno di batterie o elettricità: l'unica emissione che rilascia è l'acqua", spiega Yonas Tadesse, uno dei ricercatori.

Il valore aggiunto di queste creazioni è spesso questo: l'ecosostenibilità. Gli animali, a differenza dell'uomo, per sopravvivere non inquinano. Si servono di ciò che la natura mette a disposizione, sfruttando le risorse senza sprechi. Ecco perché Minoru Asada, professore all'Università di Osaka, per sei anni presidente di "RoboCup", sfida ideata con l'obiettivo di realizzare entro il 2050 una squadra di robot umanoidi, ritiene che si debba passare alla "scienza umanoide", disciplina mirata allo studio dell'intelligenza artificiale derivante dall'interazione con l'ambiente.

La prospettiva è talmente affascinante che in un giardino di Alverca, in Portogallo, l'artista Leonel Moura ha creato uno zoo, unico al mondo, in cui al posto degli animali ci sono i robot. L'aspettativa fantascientifica è dunque quella di una tecnologia che imiti la natura al punto da sovrapporvisi. Quella reale, è che la scienza faccia tesoro della perfezione del mondo animale per dare lunga vita al pianeta.

Di seguito ecco gli animali robot

L'era degli animali-robot

Arrivano i robot-camaleonte: cambiano colore e si mimetizzano perfettamente nell'ambiente in cui si trovano, ideali per le ricerche in cui l'osservatore non deve essere notato, come quelle sul comportamento degli animali. I ricercatori dell'Università di Harvard, a Cambridge, coordinati da Stephen Morin, hanno sviluppato un sistema che permette a dei piccoli robot di mimetizzarsi con lo sfondo circostante e di mostrare colori molto vivaci, anche al buio.

Il tentacolo-robot del polotecnologico del Sant'Anna di Pisa

Il robot-lampetra

Lo studio dei polpastrelli del geco sta ispirando la creazione di tessuti futuristici

Robojelly, la prima medusa-robot

Il pesce-robot sviluppato in Giappone

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