Text Size
Venerdì, Novembre 24, 2017
Scienza e Futuro L'apprendimento durante il sonno? E' possibile secondo la scienza

Le misteriose piramidi scoperte in Antartide

                          Può essere possibile che in Antartide vi fosse abbastanza caldo nel recente passato per aver ospitato una civiltà antica? Ancora più sconcertante è la question...

Anna Katharina Emmerik, la suora che riusciva a vedere oltre il tempo e la vita

Nata in una famiglia di contadini, quinta di nove figli, divenne domestica e poi sarta prima di entrare nel 1802 nel monastero di Agnetenberg presso Dülmen, insieme alla sua amica Klara Söntgen. An...

Primi passi per costruire strutture nanoscopiche

Tra le applicazioni possibili, vi sono la realizzazione di membrane nanoporose o di strutture a qubit per computer quantistici L'antico sogno di realizzare strutture tridimensionali con u...

La tecnologia futuristica usata dagli antichi vichinghi che sorprende gli scienziati

Le cronache raccontano che chi brandiva una spada Ulfberht aveva un vantaggio significativo rispetto ai nemici. Anche se di dimensioni e forma simili ad una comune spada vichinga, la Ulfberht e...

La nuova teoria dell'Universo arcobaleno, dove il tempo non ha avuto inizio

E se l'universo non avesse avuto un principio, e il tempo si estendesse indietro all'infinito, senza un big bang che abbia dato inizio alle cose? E' una possibile conseguenza di un'idea chiamata “...

Il mistero del foro a forma di asterisco scoperto in Norvegia

Alcuni operai dell'azienda KA Aurstad a Volda, in Norvegia, sotto 4 metri di profondità hanno trovato un buco molto particolare, sicuramente non naturale. Il foro si presenta come un asterisco e pr...

L'apprendimento durante il sonno? E' possibile secondo la scienza

Il sonno non consente soltanto di consolidare i ricordi di eventi vissuti durante la veglia, sma anche di formare nuove associazioni tra sensazioni acquisite con  organi di senso diversi: è questa la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Neuroscience” a firma di Anat Arzi del dipartimento di Neurobiologia del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, e colleghi di altri istituti israeliani.

Benché il sonno sia caratterizzato da una perdita di coscienza accompagnata da una diminuita capacità di reagire agli stimoli esterni, molte osservazioni sperimentali portano a ipotizzare che anche mentre dormiamo la mente sia in grado di elaborare informazioni sensoriali.

La mente impara anche nel sonno

Durante il sonno, oltre a consolidare la memoria di informazioni acquisite durante la veglia, la mente riesce anche a formare nuove associazioni tra informazioni percettive diverse

In quest'ultimo studio è stata valutata la capacità di 28 soggetti di associare tra loro, durante il sonno, odori e suoni percepiti per la prima volta e proposti contemporaneamente: in particolare odori piacevoli (per esempio odore di shampoo) o spiacevoli (odore di pesce andato a male) e particolari toni. Nessuno di questi stimoli  era sufficientemente intenso o sgradevole da svegliare i volontari. Lo stato di sonno era documentato e seguito tramite una polisonnografia eseguita da un tecnico esperto.

Nella prima fase del test, sono stati somministrati i diversi odori ed è stata osservata un'evidente risposta non verbale: i soggetti inspiravano più profondamente quando l'odore era piacevole rispetto a quando era spiacevole. Successivamente, le stesse sostanze sono state fatte inalare mentre venivano associati in modo univoco un particolare suono per ognuna di esse.

Il giorno successivo, con i soggetti svegli, gli sperimentatori hanno riprodotto gli stessi suoni ma in totale assenza di qualunque odore: anche in quanto caso sono state riscontrate differenze nella profondità dell'inspirazione, che risultava maggiore quando i soggetti udivano il suono accoppiato il giorno prima all'odore piacevole.

Il fenomeno può essere spiegato – argomentano gli studiosi - ipotizzando che durante il sonno si siano stabilite nuove associazioni tra suoni e odori che si mantenevano anche durante la veglia, pur con meccanismi inconsci di attivazione fisiologica, riguardanti in particolare il respio.

In una fase successiva, gli sperimentatori hanno voluto indagare le possibili differenze negli effetti del condizionamento percettivo attuato durante le fasi di sonno REM rispetto a quella non REM. Dall'analisi statistica dei dati registrati, sono emersi due risultati interessanti: sebbene la risposta immediata del respiro fosse più intensa durante il sonno REM rispetto a quello non REM, la permanenza della risposta durante la veglia veniva osservata solo se il condizionamento era avvenuto durante il sonno non REM.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit