Text Size
Giovedì, Giugno 21, 2018
Scienza e Futuro Il “cappello di Schroedinger”. Il metodo che apre la strada verso il microscopio quantistico

Le Piramidi in Bosnia

Diciamolo subito: anche se in questo viaggio parleremo di Piramidi, non siamo in Egitto. Alle mie spalle scorre infatti  la vita intensa della gente di Sarajevo. Sembra incredibile, ma solo pochi anni...

Il video preoccupante sugli Ufo in Australia

Durante una ripresa notturna avvenuta a Moonee Ponds in Australia si vedono diversi Ufo che attraversano il cielo indisturbati. La cosa preoccupante è il numero di questi Ufo. Si stanno forse prepar...

Il mistero degli Olmechi continua: ritrovati un disco ed un giaguaro di basalto di 3000 anni fa

Spesso gli Aztechi sono stati paragonati ai Romani e i Maya ai Greci. Si è anche detto che il ruolo dei Toltechi, tra i nativi americani, è simile a quello degli Etruschi in Italia. Come scriv...

La materia di origine biologica sui campioni del meteorite marziano caduto in Marocco,il pericoloso asteroide 2014 KC46 non colpirà la Terra e la necessità dei fermioni di Majorana per costruire il "simulatore universale"

Se Marte sia stato mai ospitale è ancora un mistero. Il rover della NASA Curiosity, che lavora sodo esaminando rocce, praticando fori, e controllando le previsioni, non è il  solo a cercare di ca...

Lo strato caldo sotto la superfice ghiacciata di Encelado, la stella appena nata nella nebulosa Zampa di Gatto e le nuove scoperte sperimentali su Titano

Cosa si nasconde sotto lo strato di ghiaccio al polo Sud di Encelado? La sesta luna di Saturno ospiterebbe un immenso oceano responsabile della formazione di molte delle fessure che “dipingono” la ...

Lo straordinario video dell'Ufo in modalità invisibile scoperto con una telecamera IR

Il filmato spettacolare che vi mostriamo è stato registrato la sera del 16 Settembre 2016, da un elicottero della Polizia Nazionale (National Police Air Service) attraverso una telecamera FLIR gesti...

  • Le Piramidi in Bosnia


    Publish In: Oopart Archeomisteri
  • Il video preoccupante sugli Ufo in Australia


    Publish In: Le Prove
  • Il mistero degli Olmechi continua: ritrovati un disco ed un giaguaro di basalto di 3000 anni fa


    Publish In: Oopart Archeomisteri
  • La materia di origine biologica sui campioni del meteorite marziano caduto in Marocco,il pericoloso asteroide 2014 KC46 non colpirà la Terra e la necessità dei fermioni di Majorana per costruire il "simulatore universale"


    Publish In: News Astronomia
  • Lo strato caldo sotto la superfice ghiacciata di Encelado, la stella appena nata nella nebulosa Zampa di Gatto e le nuove scoperte sperimentali su Titano


    Publish In: News Astronomia
  • Lo straordinario video dell'Ufo in modalità invisibile scoperto con una telecamera IR


    Publish In: Le Prove

Il “cappello di Schroedinger”. Il metodo che apre la strada verso il microscopio quantistico

È stato battezzato “cappello di Schroedinger” il dispositivo progettato da alcuni matematici dell'Università di Washington (UW) che teoricamente è in grado di amplificare la luce, le onde sonore e altri tipi di onde nascondendole al contempo all'interno di un contenitore invisibile.

I richiami del nome sono evidentemente due: il paradosso quantistico del “gatto di Schroedinger” (grazie all’assonanza tra i termini “cat” a “hat” in inglese) e il cilindro dei prestigiatori.


"In un certo senso, il paragone è azzeccato, dal momento che all’interno del "cappello" si verifica qualcosa di magico, anche se assolutamente scientifico”, ha spiegato Gunther Uhlmann, professore di matematica dell'UW che firma con i colleghi l’
articolo apparso sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

La loro ricercaSsi inserisce nel fecondo ambito di studi sulla possibilità di deflettere in modo controllato le onde elettromagnetiche mediante l’ottica trasformativa e i metamateriali che prende il nome di “mantello dell'invisibilità” (o
cloaking, in inglese) perché consente di produrre effetti di propagazione ondosa che non si possono osservare in natura e che riguardano un’ampia gamma di fenomeni: elettrostatici, elettromagnetici, acustici e quantomeccanici.

In termini teorici, il cloaking ideale produce un disaccoppiamento tra le parti dell’onda all’interno della regione schermata e l’esterno, determinando sia l’impossibilità di rilevare dall’esterno la presenza di un oggetto all’interno, sia l’impossibilità da parte delle onde che provengono dall’esterno di penetrare all’interno.


Nei dispositivi reali ciò che si può fare è ridurre al minimo l’accoppiamento tra interno ed esterno, anche se si verificano stati risonanti che distruggono sia l’invisibilità sia la schermatura. In prossimità di questi valori risonanti è possibile definire parametri di cloaking in modo che i flussi entrante e uscente siano bilanciati in modo preciso, permettendo un miglioramento dell’invisibilità pur pagando una certa penetrazione delle onde dall’esterno.


Un “cappello di Schroedinger” per l'invisibilità

Il grafico mostra un'onda di materia che colpisce le pareti del "cappello di Schroendinger": all'interno l'onda è amplificata; all'esterno procede come se non avesse mai incontrato alcun ostacolo.

“È possibile isolare e ingrandire ciò che si vuole vedere, rendendo il resto invisibile”, ha aggiunto Uhlmann. “L'amplificazione delle onde all’interno raggiunge valori incredibili, ma nonostante ciò è impossibile vedere ciò che succede all'interno del contenitore”.

La scelta del primo ambito di applicazione in questo caso ha ben poco di spettacolare: i ricercatori hanno infatti proposto di manipolare onde quantistiche di materia, una capacità che potrebbe aprire la strada alla costruzione di un microscopio quantistico, da utilizzare, per esempio per controllare i processi elettronici che si verificano sul chip di un computer.

“Dal punto di vista sperimentale, ritengo che l'aspetto più affascinante sia l'incredibile capacità di realizzare materiali per l'invisibilità acustica”, ha concluso Uhlmann. "Le lunghezze d'onda per le microonde, per i suoni e per le onde quantistiche di materia sono più ampie di quelle della luce e delle altre onde elettromagnetiche, il che rende più agevole rendere invisibili oggetti utilizzando questi fenomeni. Speriamo che si possa passare presto alle applicazioni, anche se è presto per dirlo”.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit