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Mercoledì, Luglio 26, 2017
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    Publish In: News Astronomia

Il lampo più potente e brillante mai osservato


Secondo gli autori, almeno il 10 per cento della massa della stella viene convertito in energia e irraggiato come radiazione X e radiazione gamma più energetica

Il lampo di luce più brillante mai osservato proviene dal centro di una galassia distante 3,8 miliardi di anni luce dove un buco nero sta risucchiando materia da una stella: l’ipotesi è stata ora confermata da una nuova ricerca degli astronomi di un’ampia collaborazione internazionale a cui hanno partecipato tra gli altri gli astronomi dell’Università di Warwick e dell’Università della California a Berkeley, che ne riferiscono sull’ultimo numero della rivista Science.

Quando la sonda Swift Gamma Burst Mission rivelò il lampo di luce nella costellazione del Drago, gli astronomi pensarono si trattasse di un burst di raggi gamma da una stella in fase di collasso. Il 31 marzo tuttavia Joshua Bloom dell'UC Berkeley cominciò a ipotizzare che non si trattasse di un burst tipico se non per il fatto che emetteva getti ad alta energia, come se una stella delle dimensioni del Sole fosse inghiottita da un buco nero un milione di volte più massiccio.

Le approfondite analisi dei dati di Swift e le successive osservazioni dell'Hubble Space Telescope e del Chandra X-ray Observatory hanno confermato l'intuizione iniziale di Bloom. Ciò che rendeva speciale l'evento, denominato Sw 1644+57, era la sua lunga durata e il fatto che appariva nel centro di una galassia posta a 4 miliardi di anni luce di distanza da noi.

Poiché si ritiene che la maggior parte delle galassie contengano un buco nero massiccio al loro centro, un burst di lunga durata potrebbe essere l'effetto di forze marea di una stella che sta per essere inghiottita.

"Questo burst ha prodotto un'incredibile quantità di energia nell'arco di un periodo di tempo molto ampio, e l'evento è ancora in corso a più di due mesi e mezzo di distanza”, ha spiegato Bloom, professore associato di astrnomia dell'UC Berkeley. “Ciò avviene perché nel processo viene rilasciata una notevole quantità di energia”.

Bloom e colleghi nel loro lavoro ipotizzano che almeno il 10 per cento della massa della stella venga convertito in energia e irraggiato come radiazione X e radiazione gamma più energetica da un getto relativistico che fuoriesce lungo l'asse di rotazione. E la Terra sembra proprio essere lungo la direzione di osservazione del getto.


"L’unica spiegazione trovata finora per le dimensioni, l’intensità, la scala temporale e il livello di fluttuazione dell’evento osservato è che un buco nero al centro di quella galassia abbia smembrato una stella per un effetto di marea”, hanno concluso i ricercatori. “Il buco nero in rotazione ha creato i due getti, uno dei quali punta verso la Terra.”


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