Text Size
Mercoledì, Luglio 26, 2017
Scienza e Futuro La nano-chitarra e la nano-radio: quando la tecnologia si fa microscopica

La Storia di Atlantide

Diamo un’occhiata ad alcuni particolari stupefacenti che Edgar Cayce fornì nella serie 364 su Atlantide. Secondo Cayce la massa terrestre del continente di Atlantide era enorme. Il ...

Edgar Mitchell, l'astronauta che confermò la visita degli alieni

Una delle testimonianze più autorevoli suglu Ufo proviene proprio da chi nello spazio c'è andato davvero in missione. Il suo nome è Edgar "Ed" Dean Mitchell (Hereford, 17 settembre 1930) è un astrona...

La civiltà perduta degli Olmechi

Gli Olmechi erano un'antica civiltà precolombiana che viveva nell'area tropicale dell'odierno Messico centro-meridionale, approssimativamente negli stati messicani di Veracruz e Tabasco sull'Istmo di ...

Ecco il ricercatore che è riuscito a registrare il volto e la voce di uno spirito nel tunnel di Drakelow, Inghilterra.

Dopo anni di ricerche, Anthony Mark, investigatore del paranormale trentenne, è riuscito nel suo intento: catturare l’immagine di un fantasma in un video. L’incontro con lo ‘spirito errante’ ...

L'enorme Nave aliena stazionata vicino al Sole

Durante il monitoraggio del Sole, da parte della sonda spaziale Soho, è stato rilevato un oggetto alquanto insolito. L'oggetto in questione sembra essere enorme e rimane in fase stazionaria sulla co...

La tecnologia futuristica usata dagli antichi vichinghi che sorprende gli scienziati

Le cronache raccontano che chi brandiva una spada Ulfberht aveva un vantaggio significativo rispetto ai nemici. Anche se di dimensioni e forma simili ad una comune spada vichinga, la Ulfberht e...

  • La Storia di Atlantide


    Publish In: La Nostra Storia
  • Edgar Mitchell, l'astronauta che confermò la visita degli alieni


    Publish In: Le Prove
  • La civiltà perduta degli Olmechi


    Publish In: Civiltà Misteriose
  • Ecco il ricercatore che è riuscito a registrare il volto e la voce di uno spirito nel tunnel di Drakelow, Inghilterra.


    Publish In: Uomini e Misteri
  • L'enorme Nave aliena stazionata vicino al Sole


    Publish In: Le Prove
  • La tecnologia futuristica usata dagli antichi vichinghi che sorprende gli scienziati


    Publish In: Uomini e Misteri

La nano-chitarra e la nano-radio: quando la tecnologia si fa microscopica

La prima chitarra su scala atomica era stata realizzata nel 1977 dai ricercatori della Cornell University. Quella chitarra riproduceva, scalandone le dimensioni milioni di volte, una Fender Stratocaster, uno strumento che appartiene al mito della musica pop. Si era trattato allora di effettuare una dimostrazione pratica di cosa fosse possibile realizzare utilizzando le nanotecnologie, quelle tecnologie cioè, che permettono di manipolare la materia sulla stessa scala che hanno atomi e molecole. Fabbricare una chitarra grande come un globulo rosso, poteva fornire una dimostrazione diretta e convincente della grande potenzialità di queste tecniche così avveniristiche, ma ora, gli stessi ricercatori, si sono spinti ancora più in là, realizzando la prima “sonata per nanochitarra”. La realizzazione della prima nanochitarra in grado di emettere suoni è stata annunciata nel corso del cinquantesimo International Symposium and Exibition, che la American Vacuum Society, ha tenuto lo scorso novembre a Baltimora. La chitarra che ha ispirato questa versione funzionante appartiene sempre all’universo della musica rock; si tratta infatti di una Gibson Flyng V.

primo modello


Gli esperti parlano di micro electro mechanical systems (MEMS) nel caso di dispositivi che pur avendo dimensioni dell’ordine di qualche decina di millesimo di millimetro, sono in grado di svolgere delle precise funzioni meccaniche. Ma nel caso della nanochitarra il livello di miniaturizzazione è ancora più spinto, almeno due ordini di grandezza, è per indicare questa famiglia di dispositivi ultra piccoli, è stato coniato un nuovo acronimo: NEMS. In questo caso la N sostituisce la M per indicare che le grandezze in gioco sono dell’ordine dei nanometri, ovvero del milionesimo di millimetro. I NEMS sono in grado di svolgere delle precise funzioni proprio in virtù delle loro dimensioni estremamente ridotte, tanto da consentire ad esempio di utilizzarli all’interno di biosensori per rilevare forze mininime o per misurare il peso di un singolo batterio.
La nanochitarra realizzata da Lidija Sekaric, ricercatore alla IBM Watson Research Center, insieme a Keith Aubin e Jingqing Huang, studenti della Cornell University, è circa cinque volte più grande dell’originale fabbricato nel ’77, ma le sue dimensioni sono comunque così piccole che è possibile vederla solo utilizzando un microscopio. Le sue corde fatte di silicio, hanno una sezione compresa tra i 150 e i 200 nanometri, mentre la loro lunghezza varia tra i 6 ed i 12 micrometri. Sono in grado di vibrare ad una frequenza 17 ottave al di sopra di quelle di una normale chitarra, che corrisponde ad un vibrazione 130000 volte maggiore.
Per farla suonare i ricercatori non hanno potuto utilizzare un normale plettro ma visto le dimensioni in gioco, è stato escogitato un sistema del tutto particolare; inviare un impulso laser per far vibrare le micro strutture. Proprio con questa tecnica sono state composte le prime musiche suonate dalla nanochitarra. Dopo aver “pizzicato” le corde con un impulso laser è stato registrato lo spettro d’interferenza creato dalla vibrazione delle corde nella luce riflessa. A questo punto il segnale ottico è stato trasformato elettronicamente in onde acustiche, inaugurando così la nuova era del “nano rock”. La nanochitarra può suonare solo tono semplici, facendo vibrare più corde contemporaneamente. La frequenza emessa è determinata dalla lunghezza delle corde, ma non dalla loro tensione come in una normale chitarra, anche se è possibile accordare lo strumento applicando una tensione continua agli estremi dello strumento.
Il gruppo di ricerca della Cornell University è specializzato nella realizzazione di dispositivi meccanici miniaturizzati che ricordano arpe, xilofoni o tamburi, tutti accomunati dalle dimensioni micrometriche e dalla capacità di risuonare solo su ben determinate frequenze.

nuovo modello


Un’applicazione pratica di questi strumenti può essere trovata ad esempio nei circuiti elettronici che utilizzano al loro interno degli elementi in rapida vibrazione. E’ questo il caso ad esempio di tutti quei sistemi che utilizzano le oscillazioni di un cristallo di quarzo per generare le onde portanti di trasmissione o per selezionare e filtrare il segnale ricevuto. Una nanocorda in rapida vibrazione potrebbe svolgere la stessa funzione occupando uno spazio minore e utilizzando una potenza bassissima. Questi stessi dispositivi, come dimostra la stessa nanochitarra, possono essere applicati anche per modulare la luce, e per questo potrebbero trovare applicazione anche nei sistemi di comunicazione su fibra ottica.


Di seguito il video della nano-radio ralizzata dalla Berkely University




blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit