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Lunedì, Settembre 28, 2020
Scienza e Futuro Darpa e l'elmetto del futuro

Le Sacre Reliquie: l'Arca dell'Alleanza

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I due buchi neri, la cui fusione (coalescenza, come dicono gli addetti ai lavori) ha dato origine alla brevissima onda gravitazionale rilevata da LIGO il 14 settembre 2015, potrebbero essersi origin...

Il tablet rivoluzionario del futuro

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La razza umana si sta ancora evolvendo

Come sarà l'uomo tra 20, 50 o 500 anni? Difficile dirlo: quello che sembra però essere confermato è che la specie umana si sta ancora evolvendo. A sostenerlo è un team di ricercatori canadesi ...

Il via dell'ESA per la missione Athena, il miglior pianeta candidato per essere la prima colonia umana extrasolare e l'invito del Papa a condividere la conoscenza dell'Universo

E’ deciso: sarà Athena, un sofisticatissimo osservatorio orbitante nei raggi X che prenderà il volo nel 2028, la seconda delle grandi missioni dell’Agenzia Spaziale Europea prevista nell’ambito de...

Il Quasar più lontano finora rilevato, pericolo evitato sulla stazione spaziale e il piccolo asteroide che ha mancato la Terra

E' il quasar più distante finora individuato e anche quello che sta suscitando accesi dibattiti. Si trova a oltre 12 miliardi di anni luce, e prima di individurlo ci sono voluti cinque anni di rice...

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Darpa e l'elmetto del futuro

Ecco l'elmetto con i sensori Comanderà soldati "a distanza"Il prototipo dell'elmetto

L'dea è semplice: se ogni singolo aspetto delle sensazioni umane, dalla percezione alle emozioni fino al comportamento è regolato dall'attività del cervello, allora è sufficiente stimolare quest'ultimo per indirizzare al meglio un militare durante un'azione di guerra. Già ma cos'è il "meglio"? Una risposta l'ha data la Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), il dipartimento che si occupa dei progettazione e ricerca per la difesa degli Stati Uniti.  Il "meglio", secondo gli alti comandi, consisterebbe nel poter infondere nei militari, quando necessario, un impulso al cervello per ridurre o aumentare gli stati d'ansia, lo stress, la miglior capacità possibile di osservare e trarre deduzioni durante un'attività, sentire meno dolore se feriti, rimanere svegli a lungo e intervenire sul militare in modo psichiatrico. Il mezzo sarebbe un elmetto, che, oltre che a proteggere la testa del soldato, abbia al suo interno queste potenzialità e faccia da interfaccia con un computer che posto a distanza adeguata possa interagire con il cervello. Una sorta di "controllo a distanza" delle menti degli uomini e delle donne inviati sui fronti più pericolosi, che pone non pochi interrogativi etici.

Fino ad oggi, al di fuori del mondo militare, molte sono le limitazione che rallentano le possibilità di stimolare il cervello per trattare malattie e controllare i processi di informazioni che passano per i circuiti dell'encefalo. La DBS, ad esempio, ossia la stimolazione profonda del cervello, viene utilizzata per limitare i problemi creati dal Parkinson, ma richiede un intervento chirurgico per impiantare elettrodi e batterie nel paziente. La TMS invece, che è utilizzata su chi, con problemi di depressione o allucinazioni, non reagisce alle medicine, non richiede interventi chirurgici, ma necessita di una stimolazione su  una piccola area del cervello, circa un centimetro per lato, e da lì non si deve uscire per ottenere gli effetti e, oltretutto, non riesce a stimolare i circuiti profondi del cervello dove risiedono molti circuiti importanti per il problema (tant'è che alcuni ricercatori la considerano niente più che un placebo).

"Al fine di oltrepassare queste limitazioni, abbiamo messo a punto un nuovo sistema tecnologico che invia ultrasuoni al cervello che stimolano i suoi circuiti senza interventi chirurgici. Inoltre il sistema ha una capacità che è almeno 5 volte superiore come qualità di intervento rispetto alla TMS", spiega William Tyler, della School of Life Sciences all'Arizona State University e che lavora per la Darpa. I risultati di tali ricerche sono ormai così avanzati che la Darpa vuole applicarli ai militari americani impegnati in azioni di guerra.

L'idea è di inserire in un casco tutti gli strumenti necessari per stimolare il cervello del combattente a seconda delle esigenze. I prototipi di tali caschi sono già sul tavolo della Darpa. Essi presentano una miniaturizzazione del sistema di trasmissione degli ultrasuoni e mostrano la possibilità di colpire i centri nervosi del cervello del militare senza che questi debba rimanere immobile. "Con questo elmetto, il soldato potrà ricevere informazioni di qualunque genere, sarà protetto come nessun altro elmetto ha fatto finora, ma soprattutto potrà essere stimolato in modo neurologico affinché i suoi centri nervosi rimangano in allerta per tutto il tempo necessario di un'azione di guerra senza momenti di riposo, potrà riceve stimoli per avere un comportamento da "uomo senza paura" e se l'azione di guerra lo porterà ad avere stati d'ansia pericolosi, questi potranno essere cancellati. E in caso venga ferito, gli si potrà limitare il dolore.

Fonte: repubblica.it


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