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Lunedì, Febbraio 24, 2020
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Ecco come secondo la scienza potrebbe finire il mondo

Tempeste solari, asteroidi o supervulcano: quale tipo di cataclisma è più probabile che spinga gli esseri umani sull’orlo dell’estinzione? Ecco un excursus con alcune delle più diffuse teorie sulla fine del mondo, con tanto di analisi per comprendere se questi fenomeni naturali potrebbe portare alla fine del mondo come lo conosciamo, o se sono soltanto pura fantascienza.

 

METEORITI E ASTEROIDI – Giganteschi pezzi di roccia che cadono dallo spazio hanno creato eccitanti trame per i film fantascientifici degli anni ’90 come «Armageddon» e «Deep Impact». L’«ipotesi di Alvarez», secondo cui i dinosauri si sarebbero estinti per un asteroide entrato in collisione con la Terra, ha suscitato diverse critiche quando la teoria è stata pubblicata per la prima volta nel 1980. Ma da allora è stato ampiamente accettato il fatto che la collisione con un meteorite potrebbe effettivamente avere spazzato via l’intera popolazione dei dinosauri oltre 65 milioni di anni fa. L’ultima volta che un meteorite ha colpito la Terra, causando danni significativi, è stato nel 1908 quando una formazione rocciosa delle dimensioni di un palazzo di dieci piani è esploso sopra la Siberia, abbattendo 80 milioni di alberi su una superficie di 2mila chilometri quadrati vicino al fiume Tunguska. Per fortuna la regione è così disabitata che l’impatto non ha ferito nessuna persona. Secondo gli scienziati russi però un asteroide chiamato «Apophis», le cui dimensioni sono pari a due campi da calcio, potrebbe entrare in collisione con la Terra il prossimo 16 aprile 2036. Di fatto però le possibilità sono piuttosto remote, circa una su 233mila.

TEMPESTE SOLARI – Potenti tempeste solari esattamente come quelle cui il mondo ha assistito nelle ultime settimane si verificano una volta ogni 11 anni, tutte le volte cioè che il campo magnetico del Sole si inverte. Ma le macchie e le tempeste solari dovrebbero raggiungere il loro massimo nel 2013. La National Academy of Sciences afferma che nell’epoca moderna le fiammate solari potrebbero mettere fuori uso 300 importanti trasformatori in 90 secondi e creare un black out in grado di coinvolgere 130 milioni di persone. Gli scienziati hanno inoltre stimato che durante il primo anno dopo una tempesta solare, i danni potrebbero raggiungere 1,2 trilioni di sterline, e per porvi rimedio potrebbero essere necessari da quattro a dieci anni. Una portavoce della divisione di Eliofisica della Nasa ha dichiarato a Yahoo! News: «Dire che le fiammate solari potrebbero portare alla fine del mondo è un po’ drastico. Ma in termini di influenza sugli esseri umani, danneggerebbero notevolmente i nostri stili di vita; inoltre, possono distruggere le comunicazioni su cui facciamo affidamento, come le linee elettriche e i satelliti Gps».

 

SPOSTAMENTO DEL POLO – Secondo una teoria smentita dagli esperti, una profezia Maya prevedrebbe che nel 2012 lo spostamento dei poli magnetici della Terra creerà devastazioni a non finire. Pur non riferendosi al 2012, sono diversi però gli scienziati che hanno ipotizzato un cambiamento della posizione di Polo Nord e Polo Sud, e quello più famoso è stato senza dubbio Albert Einstein. Inoltre secondo uno studio realizzato nel 2006 dalla Princeton University, il geologo Adam Maloof ha dichiarato che i poli della Terra si sarebbero già spostati. La ricerca ha scoperto che il Polo Nord 800 milioni di anni fa potrebbe essersi trovato nel mezzo dell’Oceano Pacifico, e che all’epoca l’Alaska era a Sud come l’equatore oggi.

ERUZIONI DEL SUPERVULCANO – Secondo i vulcanologi, l’ultimo supervulcano ad avere eruttato è stato il monte Toba a Sumatra, in Indonesia, circa 75mila anni fa. Migliaia di chilometri quadrati di ceneri e biossido di zolfo furono lanciati nell’atmosfera, facendo scendere la temperatura globale di 21 gradi. Ora gli scienziati internazionali parlano della possibilità di una futura eruzione di uno dei più grandi vulcani preistorici conosciuti, quella dello Yellowstone nello Wyoming (Stati Uniti). Ma un altro supervulcano si troverebbe in Italia, nei Campi flegrei. E’ stato il responsabile dell'Osservatorio nazionale di geofisica e vulcanologia , il professor Giuseppe Di Natale, a individuare il «supervulcano» italiano. Il complesso sarebbe in grado di una distruzione centinaia di volte più devastante di quella che causò il Vesuvio durante l'eruzione che seppellì Pompei. Addirittura, una eruzione di questo supervulcano potrebbe distruggere l'intera Europa.

 

RISCALDAMENTO GLOBALE – Se la temperatura media della Terra dovesse continuare a salire alla stessa velocità registrata negli ultimi 50 anni, la faccia della Terra come la conosciamo cambierebbe, affermano i climatologi. Le motivazioni di questo cambiamento climatico causato dall’uomo sarebbero state documentate dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), che ha raffigurato uno scenario apocalittico. Entro il 2100 infatti se la temperatura si alzasse di 6 gradi, le foreste sarebbero spazzate via, molti terreni fertili sarebbero distrutti e il Mar Glaciale Artico rimarrebbe privo di ghiaccio anche nel pieno dell’inverno. A Londra farebbe caldo come al Cairo, con una qualità dell’aria così scadente che danneggerebbe il sistema respiratorio degli esseri umani.

 


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