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Martedì, Giugno 27, 2017
Profezie passate e future Le profezie del monaco Basilio

Le profezie del monaco Basilio

“Arrivera’ un giorno nel quale troverete
il mar Nero sugli Urali e il mar Caspio sulle alture
del Volga, perche’ tutto verra’ mutato.
E’ necessario sia cosi’, perche’ nel tempo in cui
cambieranno tutti i numeri,
la terra sara’ marcia e lo sara’ anche l’uomo.
All’uomo nuovo verra’ consegnata una terra
arata, pronta per la semina, in cui sarebbe follia
cercare Mosca o San Pietroburgo o Kiev:
tutto sara’ passato.
Nuove saranno le montagne e nuovi i fiumi.
Nuove le piante e le pietre.
Su tutto passera’ l’angelo del Signore
per infondere l’alito della vita.
La terra verra’ sbucciata come un frutto.
Molti fiumi e molti mari verranno inghiottiti
dalla terra e nuovi fiumi
e nuovi mari dalla terra sorgeranno.
Le reliquie della Santa Madre le ritroverete sulle
spiagge del mar Nero e quelle di Kiev tra i monti.
Quando tutto sara’ cambiato i popoli della terra
saranno veramente fratelli, i pochi superstiti
scenderanno dai monti e si abbracceranno,
perche’ il nuovo alito della vita
non verra’ dai mari, ma dai monti.
Quando le tre civilta’ saranno finite, l’uomo
ritornera’ alla civilta’ della grotta
e imparera’ a vivere.”

Questa è una delle profezie più inquietanti del monaco Basilio;

ma chi era questo monaco?

Il monaco Basilio fu un profeta russo vissuto all’epoca di Pietro I° il Grande. Nato a Mosca nel 1660, Basilio rinunciò a famiglia e carriera per rinchiudersi nel convento ortodosso di Kalnin. Era solito offrire pane e consolazione ai poveri e recarsi a pregare nella cattedrale del Beato Basilio, appena fuori il Cremlino. Durante queste "estasi divine" iniziò ad avere delle visioni del futuro, che scrisse in prosa. Molte si sono già avverate:
"Quando il Mille si aggiungerà al Mille, gli uomini voleranno e le immagini di quello che succede a Mosca si potranno vedere allo stesso tempo a Kiev e a Costantinopoli".
Il sant’uomo predisse anche l’incendio che nel 1737 distrusse parte di San Pietroburgo, la caduta degli zar ("con il sangue dei ricchi si laveranno le scale dei poveri") e l’avvento del comunismo in Russia ("vi verrà promessa la terra dei lavoratori, ma vi verrà data la terra degli schiavi...").
Basilio morì nel 1722, ma ancora oggi vengono studiate le sue profezie, dette di San Pietroburgo. Eccone alcuni stralci:
"Quando il secondo millennio del cristianesimo sarà prossimo alla fine, ogni casa vorrà accendere la sua candela, ma il buio dominerà. Sangue e lacrime bagneranno la terra dei popoli slavi".
Come poteva sapere Basilio che negli anni ‘90 sarebbe avvenuta una guerra fratricida tra Serbi e Croati? "Breve sarà il tempo dello zar che zar non è". Si tratta forse di un riferimento ad Elzin, che i cronisti di tutto il mondo hanno ribattezzato "Zar"? Speriamo che altre profezie del monaco rimangano disattese, come quella che parla della conquista di Mosca e di gran parte dell’Occidente ad opera mussulmana ("Scomparirà la stella e la falce della Luna si poserà sul Cremlino"), o l’altra che recita "sarà ancora guerra, tutto avverrà quando il mondo intero festeggerà la pace". Di notevole interesse, comunque, le previsioni inerenti la fine dei tempi e il mondo a venire. Quando la misura sarà colma - afferma il monaco - giungerà un personaggio chiamato enigmaticamente l’uomo di Colosse.
"Sarà un uomo inviato da Dio per unire i frammenti del mondo e aprire le porte d’un tempo nuovo... Egli sarà l’avanguardia del Governo Universale".
Chi è l’uomo di Colosse? Il Governo Universale in questione è forse il "New World Order"?
Incredibilmente precise le profezie sull’inquinamento e il degrado ambientale:
"Alla fine del millennio un prato verde non lordato dall’uomo e una pianta non avvelenata saranno una rarità... l’uomo sarà attorniato da cibo e da acque, ma morirà di fame e sete, perché l’erba che vedrà crescere e il frutto che vedrà maturare saranno veleno, come pure l’aria che respira...".
Basilio inoltre rimprovera il genere umano, accusandolo di aver bruciato il "sangue della Terra", ovvio riferimento al petrolio.
"All’uomo era stata affidata la Terra affinché la custodisse come un tesoro del creato: invece, quando le macchine voleranno come uccelli e l’uomo ucciderà l’uomo con i raggi del Sole, essa sarà uno straccio sporco e lacero".
A parte i precisi riferimenti ad aerei e laser, colpiscono le accuse di Basilio, dure ma motivate.
"Il Sole cambierà strada e la Luna si perderà fra i monti, le stelle pioveranno sulla Terra... Montagne invisibili passeranno nel cielo, e quando una di queste si vedrà, mancherà il tempo della preghiera. Sentirete allora il pianto di mille madri, perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna".
Non v’è dubbio che il santo uomo si riferisca alla caduta di un enorme meteorite, mentre il cambio di "percorso" del Sole e della Luna sarebbe da addebitarsi ad una alterazione del piano orbitale terrestre, in seguito confermata:
"Arriverà un giorno nel quale troverete il mar Nero sugli Urali e il mar Caspio sulle alture del Volga, perché tutto verrà mutato... All’uomo verrà consegnata una Terra arata pronta per la semina, in cui sarebbe follia cercare Mosca, San Pietroburgo o Kiev... Dove un tempo regnava il ghiaccio ora brucerà il Sole, e gli agrumi più gustosi verranno raccolti sulla terra della Santa Madre Russia, mentre sulle coste settentrionali dell’Africa regnerà il ghiaccio".
Basilio quindi scrive che quando tutto sarà passato, "i popoli della Terra saranno veramente fratelli, i superstiti scenderanno dai monti e si abbracceranno, perché il nuovo alito di vita non verrà dai mari, ma dai monti".
Molti addotti hanno riferito che gli alieni consigliavano loro di andare a vivere in campagna o in montagna: è solo un caso? È interessante sottolineare che, a differenza dell’Apocalisse di Giovanni, qui i disastri non sono mandati dall’Eterno per punire l’uomo, ma per "ridisegnare la Terra distrutta dall’uomo."
Un Dio ecologista e decisamente meno vendicativo di quello biblico, che infine sulla fronte dell’uomo scriverà la parola umiltà, perché "deve ricordarsi che non è una creatura superiore, ma creatura tra le creature della Terra. A lui verrà dato il compito di lavorare la Terra, e il cibo gli sarà dato dalle erbe e dai frutti. La carne non potrà mangiare la carne...".
Il vegetarianismo entrerà dunque nel novero dei comandamenti? Tornano alla mente le analisi dei laboratori militari di Wright-Patterson, in cui le EBE venivano catalogate come vegetariane.
Infine, Basilio annuncia: "Piccolo uomo del duemila, non sforzarti di capire che cosa sarà il tempo nuovo: il tuo sforzo è inutile, perché la tua mente è chiusa ai disegni dell’Eterno. Sappi solo che l’uomo del Tempo dei Giusti non nascerà piangendo, verrà deposto nella culla della felicità, camminerà sul sentiero della pace, parlerà con lo spirito e non avrà bara".




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