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Sabato, Giugno 06, 2020
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Il mistero archeologico nel deserto della Giordania che confonde i ricercatori."Le ruote i pietra"

Nel marzo del 2006, mentre sorvola i campi di lava nera vicino l’oasi di Azraq in Giordania, il satellite QuickBird fotografa una serie di rozze sagome a forma di ruota.

Le dimensioni di queste ruote variano tra i 25 e i 70 metri di diametro.

Dopo aver tracciato un primo gruppo di formazioni, i ricercatori ne trovano un altro e un altro ancora: migliaia di ruote che a nord si estendono fino alla Siria e a sud fino all’Arabia Saudita.

La quantità, le dimensioni e l’area di estensione di queste ‘ruote’, sono a dir poco straordinarie.

Nessuno vive in questa landa arida e desolata, a parte le occasionali tribù nomadi di beduini, e questi strani raggruppamenti di strutture a forma di ruota, non sono presenti in nessun altra parte del mondo: gli archeologi sono perplessi.

Il primo mistero a cui si vorrebbe dare soluzione è l’identità dei costruttori di queste bizzarre strutture, mentre il secondo sarebbe quello di svelare il loro scopo. Per indagare sulle strutture, il professor David Kennedy dell’Università di Oxford si è recato di persona nel deserto giordano.

Kennedy nota che le ruote sono raggruppate secondo schemi precisi, con muri sporadici alti circa un metro. «La forma più semplice che ho potuto individuare è quella di un cerchio quasi perfetto, con un fulcro centrale dal quale si diramano dei raggi», spiega il ricercatore inglese. «Sembra proprio la ruota di un carro».

Direttamente dalla preistoria

Nei pressi delle strutture non sono state rinvenute iscrizioni o altri tipi di simboli, il che rende completamente sconosciuta l’identità dei loro costruttori. Non si fa menzione delle ‘ruote di pietra’ nemmeno nei testi antichi.

Solo i beduini sanno della loro esistenza: «ho chiesto loro cosa fossero e mi hanno risposto di non saperlo. Dicono che sono state costruite dagli ‘antichi’», racconta Kennedy.

Ed infatti le strutture sembrano essere molto antiche. Usando una tecnica chiamata ‘Optically stimulated luminescence (OSL)‘, gli archeologi fanno risalire le ruote a circa 8.500 anni fa, decisamente più antiche delle famose ‘Linee di Nazca‘.


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