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Domenica, Agosto 09, 2020
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Bruce Fenton e la scoperta dei resti di un antica città di Giganti


Nella primavera del 2012, un team di esploratori e ricercatori guidato da Bruce Fenton si è imbattuto in uno sconosciuto complesso megalitico situato in una zona notevolmente inaccessibile dell’Amazzonia ecuadoriana.

Dalle prime osservazioni, il team ha subito intravisto nelle misteriose rovine la familiare sagoma a forma di piramide. Il sito, infatti, presenta una struttura molto grande di tipo megalitico, con dimensioni della base pari a circa 80 metri per lato, con un altezza di circa 80 metri e con pareti molto inclinate.

La struttura è costituita da grandi blocchi di pietra tagliati in maniera irregolare, con un peso stimato di due tonnellate ciascuno. Le pareti dell’edificio risultano essere realizzate con l’utilizzo di centinaia di tali blocchi.

La parte superiore sembra essere una zona pianeggiante, forse una piattaforma utilizzata dai sacerdoti per le cerimonie sacre. Inoltre, nella zona circostante sono stati ritrovati moltissimi manufatti di pietra e di ceramica.

Molti di questi strumenti sembrano essere stati realizzati per l’estrazione e la raffinazione di un qualche tipo di minerale metallico. Lo stile degli edifici e degli oggetti trovati suggerisce che appartengano ad una ignota cultura pre-Inca.


Ciò che stupisce sono le dimensioni decisamente grandi degli utensili, difficilmente utilizzabili da esseri umani di dimensioni normali. Questo ha suscitato il sospetto nei ricercatori di trovarsi davanti ad una delle leggendarie città perdute dei giganti ben note nelle leggende locali ecuadoriane.

Le cronache del secolo scorso riportano la scoperta di numerose ‘ossa umane giganti’ rinvenute nelle grotte circostanti l’area e in altre parti dell’Ecuador.

Si tratta di un luogo che genera molta paura tra i membri delle odierne tribù della giungla, in quanto ritengono che sia protetto da ‘spiriti guardiani’, esseri che non sono di questo mondo.

I locali raccontano di molti esploratori avventuratisi nella giungla adiacente a questa zona senza fare più ritorno. Certamente si tratta di una zona molto pericolosa anche per gli esploratori più esperti, molti dei quali sono scomparsi mentre davano la caccia ad antiche città perdute o a fantomatici immensi tesori nascosti.

La squadra ha scoperto diverse grandi colline vicino alla struttura, tutte delle stesse dimensioni. È possibile che ciascuno di questi promontori sia una piramide ancora da identificare. Se l’ipotesi venisse confermata, il sito si configurerebbe come una ‘città’ di piramidi, con dimensioni molto più significative della singola struttura.

Durante le indagini, una porzione di suolo è stato rimosso dal lato della grande collina, rivelando ciò che sembrano enormi blocchi di pietra tagliati con precisione.

La superficie è alquanto levigata, tuttavia con i segni dell’erosione provocata dagli agenti atmosferici e dal terreno che li ricopre. Questo fa supporre che se le strutture sono state realizzate artificialmente, devono essere anche molto antiche, molti più antiche di altre strutture note in Ecuador.

Sebbene ad occhi poco allenati la parere della struttura possa sembrare altamente caotica e posizionate a caso, la collocazione delle rocce è molto simile alla configurazione registrata in altri siti antichi mesoamericani, come ad esempio nel forte di Sacsayhuamán, una struttura tradizionalmente attribuita agli Inca, ma che per loro stessa ammissione fu realizzato da una popolo antico che aveva la capacità di ammorbidire le rocce.

 

Tuttavia, a differenza del sito peruviano, nel quale non è stato utilizzato nessun tipo di malta, tra le rocce ecuadoriane sembra esserci un materiale legante tipo cemento, anche se alcuni hanno ipotizzato che possa essere un qualche tipo di sostanza vetrificata, come se le pietre fossero state sciolte in quel punto perché si incollassero. Esempi del genere sono stati riscontrati in altri siti dell’America Latina.

La scoperta di questo complesso, se verrà confermata la sua origine artificiale, potrebbe essere l’ennesima prova tangibile del fatto che il nostro pianeta, in un tempo remoto, abbia ospitato una razza di esseri giganti. Nel video caricato sul sito di Fenton è possibile vedere le suggestive immagini del ritrovamento nella giungla amazzonica dell’Ecuador.

Fenton è convinto che la struttura sia stata realizzata da uomini del passato. Resta da vedere quanto sia grande la zona interessata dalle strutture. La deduzione che fa il ricercatore è che possano esistere altri complessi ‘urbani’ della stessa civiltà sepolti nella giungla. Tuttavia sono necessarie ulteriori indagini per stabilire i fatti.

Un team internazionale di esperti si sta già attivando per una nuova spedizione sul sito, al fine di realizzare una mappa precisa delle strutture e per realizzare un documentario per divulgare le caratteristiche sorprendenti di questo intrigante ritrovamento. Anche il governo ecuadoriano pare si stia attrezzando per organizzare delle indagini approfondite. Il sospetto è che il sito possa essere l’ultima testimonianza di un contatto dei nostri antenati con gli Antichi Astronauti.


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