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Martedì, Febbraio 20, 2018
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L'incredibile osservatorio astronomico di 4000 anni fa: Arkaim, la Stonehenge russa

Le pietre circolari del Wiltshire sono diventate famose, conquistandosi il loro posto nella cultura popolare di tutto il mondo.

Eppure, con somma sorpresa, ci si sta rendendo sempre più conto che Stonehenge non è l’unico esempio ci cerchio megalitico del mondo.

Gli archeologi calcolano che su tutta la Terra esistano circa 5 mila strutture simili, alle coordinate geografiche più disparate, indice del fatto che questa costruzione aveva un significato fondamentale per i nostri antenati.

L’Inghilterra, quindi, non ha il monopolio dei cerchi megalitici. Alcuni dei più interessanti monumenti del genere si trovano all’interno dei confini dell’ex Unione Sovietica. Arkaim, è uno di questi.

Аркаим (in russo), è considerato da alcuni come il sito archeologico più importante ed enigmatico del nord Europa. Il sito è oggetto di polemiche ed è a volte indicato come la Stonehenge della Russia. Si trova alla periferia della regione di Chelyabinsk, negli Urali meridionali, appena a nord del confine con il Kazakistan.

Il sito viene generalmente datato al 17° secolo a.C., anche se sono state proposte datazioni antecedenti, fino al 2000 a.C. L’insediamento apparteneva alla cultura di Sintashta-Petrovka, un’antica cultura dell’età del bronzo vissuta nella parte settentrionale della steppa eurasiatica, al confine tra Europa Orientale ed Asia Centrale, nel periodo compreso tra il 2100 ed il 1800 a.C.

Le prime bighe conosciute sono state trovate nelle tombe di Sintashta, e questa cultura è considerata la probabile origine di questa tecnologia, che in seguito si espanse in tutto il Vecchio Mondo e giocò un ruolo importante nelle antiche tecniche di battaglia. Gli insediamenti di Sintashta sono anche importanti per l’incredibile attività di estrazione del rame e di lavorazione del bronzo, insolita per una cultura della steppa.

Il sito venne scoperto nel 1987 da un team di scienziati di Chelyabinsk che stavano pianificando la realizzazione di un lago artificiale proprio in quell’area. I primi scavi furono diretti da Gennadii Zdanovich, inizialmente i ritrovamenti furono praticamente ignorati dalle autorità sovietiche ma l’attenzione sul sito crebbe dopo ulteriori scavi archeologici. Nel 1991 il sito venne designato riserva culturale e nel 2005 venne visitato da Vladimir Putin.

L’insediamento di Arkaim copre un’area di 20 mila metri quadrati . Attorno alle mura di Arkaim vi erano campi arabili irrigati tramite un sistema di canali. Si compone di due cerchi di abitazioni separate da una strafa, con una piazza centrale.

I primi esploratori attribuirono anche un altro nome ad Arkaim, ‘Swastika City’, almeno per un paio di ragioni. La prima dovuta alla planimetria del sito, che (con una certa fantasia) può apparire simile al simbolo della svastica, seppur con le braccia arrotondati collegati a un anello centrale al posto di una croce.

La seconda ragione è dovuta al fatto che il sito è attribuito alla cultura Sintashta-Petrovka, la proto-razza ariana, a cui apparterrebbero tutti i popoli indoeuropei, in un’erronea trasposizione sul piano biologico delle famiglie linguistiche. Sono in molti a voler considerare Arkaim come il luogo di origine della ‘razza bianca superiore’, anche se la scienza ufficiale non da alcun valore a questo ragionamento.

Al di là dell’associazione politicamente scorretta, il sito è oggetto di grande interesse da parte degli archeoastronomi, ed è qui che sta la ragione della sua associazione a Stonehenge. E’ noto da tempo che il sito inglese fu costruito per l’osservazione astronomica. Il sito permette l’osservazione di 10 fenomeni astronomici grazie a 22 elementi, mentre Arkaim ne consente l’osservazione di 18 con 30 elementi.

Da questo punto di vista, sembrerebbe che Arkaim è un osservatorio astronomico migliore rispetto al suo omologo inglese. Secondo l’archeologo russo K.K. Bystrushkin, Stonehenge offre una precisione di osservazione con uno scarto di 10 minuti d’arco, mentre Arkaim offre una precisione di 1 minuto d’arco. Si tratta di una precisione sconcertante considerata l’antichità del sito. Per ottenere la stessa precisione bisognerà attendere il lavoro di Almagesto di Grecia circa 2 mila anni dopo.

Potrebbe sembrare ovvio per alcuni, ma il fatto che questi siti fossero apparentemente concepiti come osservatori astronomici, e perfino come calendari, prima ancora delle intuizioni degli Egiziani e dei Greci, costringe ad attribuire a queste culture preistoriche un indice di complessità e raffinatezza che finora non è stato ancora riconosciuto, fino ad ipotizzare l’esistenza di una civiltà sconosciuta o perduta nel lontano passato della storia umana.

Arkaim è solo un esempio della ricca collezione archeologica nascosta nel territorio russo. Purtroppo, buona parte di essi sono andati perduti a causa del progresso industriale, come il sito di Sarkel, una fortezza in pietra dell’830 a.C. Distrutta dal governo sovietico nel 1952 per la costruzione del Bacino di Cimljansk.

Inoltre, a causa della segretezza e della mancanza di cooperazione accademica durante la guerra fredda, numerosi siti devono ancora essere esplorati e analizzati e, forse, moltissimi altro sono ancora da scoprire.


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