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Giovedì, Dicembre 12, 2019
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La prima protesi metallica'? E' dell'antico Egitto

Il museo Rosacruciano di San Josè in California conserva una delle collezioni di mummie piu' straordinarie del mondo. Le sue sei mummie, nell'Agosto 1995, hanno richiamato un team di scienziati dalla Brigham Young University per studiarne il DNA. Durante i test radiografici la mummia di Usermontu, sacerdote vissuto durante la 26° dinastia ( 656 - 525 a.C. ) ha rivelato una caratteristica sorprendente. La sua gamba sinistra, all'altezza del ginocchio, presentava alle lastre una protesi metallica di 23 centimetri inserita tramite una complessa operazione chirurgica ( in foto la foto radiografata in due angolazioni differenti ). Il Dr. Wilfred Griggs a capo del team di scienziati della BYU e già noto per avere analizzato le mummie reali del Museo del Cairo e alcune mummie del Fayum, affermò "quando vidi per la prima volta le lastre radiografiche faticavo a crederci. Pensai si trattasse di una protesi moderna, inserita circa 100 anni fa per fissare la gamba della mummia, in quanto non avevo mai visto una cosa del genere ". Ma ad una sucessiva analisi svoltasi il novembre successivo Griggs sembrò sempre piu' convinto che si trattasse di un'operazione antica quanto la mummia. Nel febbraio 1996 il Dr. Griggs ritornò al Museo Rosacruciano per ulteriori analisi e per determinare se ci si trovasse di fronte alla piu' antica forma conosciuta di chirurgia al ginocchio. Le analisi confermarono l'ipotesi. Ecco cosa scrive il Dr. Griggs "con nostra sorpresa non vi erano piu' dubbi che si trattasse di un antico intervento chirurgico. Mai prima di allora una mummia aveva presentato una tale caratteristica". Ancora piu' sorprendente è risultato che il profilo della protesi fosse molto avanzato. Il Dr. Richard Jackson, chirurgo ortopedico della Brigham Young University che ha analizzato le radiografie ha assicurato che "siamo davanti a una protesi dal progetto molto moderno e che noi impieghiamo oggi in chirurgia per stabilizzare correttamente le ossa ". Le analisi sulla protesi hanno determinato che è costituita da puro ferro e che fu inserita quando Usermontu era ancora in vita. Trapanazioni dalla parte posteriore del ginocchio hanno permesso di inserire una piccola sonda che ha rivelato la presenza intorno alla protesi di una resina impiegata come cementificante. Una tecnica avanzata che permetteva anche di stabilizzare la rotazione della gamba. " Sono tecniche biomeccaniche attuali che mai immaginavamo potessero essere maneggiate dagli antichi egizi " ha affermato Riggs. La scoperta fatta sulla mummia di Usermontu è segno ancora una volta della presenza di una scienza avanzata nell'antichità, di cui i sacerdoti egizi custodivano i segreti. Un indizio in piu' di un'eredità culturale molto avanzata e poi dimenticata.


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