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Domenica, Maggio 28, 2017
Oopart Archeomisteri Le misteriose statue ritrovate ad Ain Ghazal

Le misteriose statue ritrovate ad Ain Ghazal

Nel 1997, leggendo la rivista "Archeo", fui attratto dalla fotografia che vedete qui a sinistra. Perché? Innanzi tutto vorrei descrivervi la storia di questi reperti fotografati.

"Nel 1997, presso la Arthur M. Sackler Gallery di Washington, fu allestita la mostra "Archeologia sulle rive del Giordano", curata da Ann Gunter e incentrata su un gruppo di cinque sculture rinvenute nel 1986 nel sito preistorico di Ain Ghazal, nei pressi di Amman (7000-6500 a.C. circa),capitale della Giordania. L'anno successivo al ritrovamento, il Conservation Analytical Laboratory della Smithsonnian Institution intraprese l'opera di studio e conservazione di queste interessanti sculture, prestate all'istituzione americana dal Dipartimento di Antichità della Giordania.

Le statue, mai pubblicate o esposte prima di questa occasione, furono casualmente rinvenute durante la costruzione di una strada e rimosse, insieme al blocco di terreno che le conteneva, per essere ricostituite e studiate in laboratorio.

Datate tra il 7000 e il 6500 a.C. circa, esse sono tra le più antiche statue antropomorfe rinvenute nel Vicino Oriente, ma non è ancora chiara l'esatta loro funzione e chi in esse sia raffigurato. In particolare un busto con due teste potrebbe essere la rappresentazione di una divinità venerata dalla locale comunità di agricoltori.

Le sculture, modellate a mano in gesso ottenuto da calcare locale  e rifinite con utensili in pietra, legno od osso, sono accompagnate in mostra da tre volti "umani" in gesso modellati sul teschio di defunti. Tale pratica - attestata in siti della Giordania, Israele e Siria - prevedeva, a distanza di qualche tempo dal seppellimento del cadavere, la dissepoltura dei resti ossei e il trattamento dei teschi che venivano decorati a fini rituali; da essi si ottenevano calchi totali o parziali, oggetto di venerazione nell'ambito di credenze religiose incentrate sul culto degli Antenati." (tratto da ARCHEO del Febbraio 1997, articolo di Filippo Salviati).

I volti che vedete fotografati qui a sinistra, sono quelli appena descritti da Salviati. A prima vista non dicono alcunché, ma esattamente due anni dopo, dovetti ricredermi.

Fu durante un documentario televisivo sul Caso Roswell che la mia attenzione fu colpita dalla fotografia di uno dei presunti alieni incidentati. Ero convinto di aver già visto un volto simile, e così andai a rovistare nei materiali raccolti alla rinfusa nella mia biblioteca. Ritrovai la rivista archeologica di cui sopra e mi ricordai delle fotografie in essa pubblicate. Ero più che mai convinto che quei volti di origini ed epoche apparentemente differenti si somigliassero, ma non ebbi il desiderio di approfondire. Poi, un collaboratore di Acam con cui ebbi l'occasione di parlarne, mi consigliò di preparare su questo argomento un articolo da inserire tra le pagine del sito.

Tuttavia, le parole stentavano a fluire e il discorso relativo era ben poca cosa. Poi, dovendo selezionare le immagini per l'articolo, volli tentare con Corel Draw 8 una sorta di sovrapposizione delle due immagini. Ebbi persino la fortuna di trovarle perfettamente proporzionate l'una all'altra, sebbene quella in bianco e nero dell'alieno fosse stata scattata con una angolazione focale leggermente differente. Ritagliai in un riquadro il calco centrale e lo affiancai al volto presunto alieno:

Effettivamente, non si può negare una qualche somiglianza nei tratti somatici dei due soggetti.

Ma preparatevi a vedere il risultato finale della semplice (senza trucchi) sovrapposizione della prima immagine alla seconda...



La maschera in gesso si adatta alla perfezione al volto dell'alieno di Roswell! Cosa può voler significare una simile coincidenza? Avevo forse scoperto qualcosa? Nemmeno ora oso pronunciarmi per una qualche forma di onestà intellettuale.

Ma vediamo di analizzare i dettagli della sovrapposizione.


L'unico aspetto discordante, riguarda la parte superiore della maschera in gesso, che presenta una sorta di capigliatura o copricapo. Ma se osserviamo attentamente l'arcata sopraccigliare destra dell'alieno ( di colore grigio più scuro ), ci accorgiamo che seguendo la linea inferiore del "copricapo" e proseguendola fino al lato opposto mancante, essa viene per così dire completata.

Tutto il resto sembra combaciare alla perfezione: le linee del volto, gli occhi, il naso, la bocca e il mento. Inoltre, la parte di maschera danneggiata a destra nella foto, viene riempita dalla guancia del volto alieno, mantenendo così inalterate le proporzioni generali del volto.

Provai a fare il negativo della sovrapposizione:


Dopo di che, volli eliminare i difetti visivi derivanti dal colore, ed equalizzai le due immagini sul bianco e nero, eseguendone poi di nuovo il negativo. Se nella prima sovrapposizione le due immagini combaciavano, ora mi sentivo di affermare che da quel che vedevo le due immagini rappresentavano la stessa tipologia morfologica.


Ma allora, cosa significa tutto ciò? E' una scoperta o una riscoperta? Secondo alcuni miti, tra cui quelli della tribù africana dei Dogon, intorno al 7000 a.C. una razza aliena venne sulla Terra e portò agli uomini ancora primitivi i concetti della scienza cosmica. Si fermarono sulla Terra per alcuni secoli. Prima di ripartire giurarono che un giorno essi sarebbero ritornati e si sarebbero stabiliti in mezzo a noi. Gli Egiziani credevano che anticamente furono gli dei a regnare sulla terra del Nilo per millenni, prima di consegnare nelle mani dei faraoni il potere politico e ai sacerdoti quello delle facoltà scientifiche. Secondo Robert Temple, autore de "Il mistero di Sirio", essi torneranno quando noi avremo saputo cogliere il significato delle innumerevoli tracce che hanno disseminato sul nostro pianeta, segni che l'archeologia ufficiale continua a disseppellire, ma che non sa interpretare.

Che gli alieni di Roswell siano i nostri Antenati? Qualcuno si chiederà se non sia possibile che qualcuno abbia contraffatto la fotografia di Roswell per somigliare ai calchi. Rispondo subito. Non è assolutamente possibile alcuna forma di contaminazione dei reperti, per il semplice fatto che la fotografia dell'alieno circola dagli anni cinquanta, e che le statue e i calchi in gesso risalenti al 7000-6500 a.C. sono state rinvenute soltanto negli anni ottanta.

Io non do nessuna risposta al polverone che credo verrà sollevato da questo articolo, perché la funzione di Acam è quella di aprire degli interrogativi. La filosofia nostra è: "essere scettici, ma cercare ogni prova per essere costretti a credere".

Fonte: Acam.it


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