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Domenica, Gennaio 17, 2021
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La pagoda nera konark

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La Pagoda Nera di Konarak (India) col grande enigma della colossale pietra sommitale. La struttura riporta elementi che presuppongono la conoscenza della struttura atomica, di macchine volanti, della cosmologia come solo gli studi più recenti hanno messo in evidenza.
Il tempio di Konarak, che i marinai, scorgendolo da lontano, chiamavano la "Pagoda nera", sarebbe così chiamato perché sorge in un luogo (Kona, angolo) in cui il sole (arka) si mostra indirettamente e non di fronte.
La fondazione del tempio viene attribuita al re Narasimha, che regnò sull’Orissa dal 1238 al 1264, che lo avrebbe costruito in onore di Surya, il dio-sole, nella speranza di essere guarito dalla lebbra e anche, secondo certe cronache, in espiazione di un delitto da lui commesso.
E’ probabile che questo tempio gigantesco non sia stato portato a termine.
La sua torre santuario doveva innalzarsi a più di 70 metri, ma crollò più volte, nonostante che le sue pietre fossero state connesse con uncini di ferro battuto: attualmente ne rimane lo zoccolo.
Il peso delle pietre unito, verso il 1630, a un terremoto, deve aver contribuito a far crollare questo magnifico edificio.
Il luogo dove fu fatto costruire il tempio dal re Narasimha corrisponderebbe a quello dove uno dei figli di Krishna, Samba, sarebbe stato guarito dalla lebbra dal dio Surya.
La torre del tempio di Konarak è ormai solo un mucchio di pietre, il suo Jaga-mohana (sala dell’assemblea) è rimasto in perfetto stato di conservazione, come pure la base del Nata-maudir, o sala delle feste.
Tutto l’insieme aveva la forma di un gigantesco Ratha (carro) del sole, comprendente ventiquattro ruote scolpite a grandezza naturale in andesite violacea con inclusioni di ferro, e riproducevano una specie di quadrante solare.
Tutte le parti del tempio ancora visibili, fino alle ruote spesse più di venti centimetri, sono decorate con sculture di grande eleganza formale, esprimenti, probabilmente, il concetto metafisico del ciclo della vita, delle rinascite e, più direttamente i dodici mesi dell’anno nel loro aspetto diurno e notturno.
Le scene, molte delle quali erotiche, descrivono ogni sorta di animali, reali o fantastici, danzatrici, musici, processioni, naga attorcigliati, motivi floreali e leoni mitici.


 
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Di seguito il video che racconta di questa straordinaria costruzione (in inglese)

 

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