Text Size
Mercoledì, Ottobre 23, 2019
News Astronomia L'arrivo della cometa Ison, l'origine delle molecole d'acqua trovate su Giove ed il mistero degli Hot spots trovati su Betelgeuse

Nightcrawler, il mistero degli esseri filmati in America dall'aspetto inquietante

Vi è una leggenda dei nativi della zona attorno al California Yosemite Park che narra la storia di strane creature, esseri provenienti dalle stelle che vengono descritte come deformi, senza corpo ...

Secondo l’ex ministro della difesa canadese, tutti i leader mondiali stanno coprendo la presenza Ufo

Secondo l’ex ministro della difesa canadese, non solo i leader dei governi di tutto il mondo stanno mantenendo nascoste le prove che gli alieni esistono, ma ci sono 80 specie esotiche di alieni c...

Quei teschi (alieni?) trovati a Omsk in Siberia

Degli archeologi russi, nella città siberiana di Omsk, si sono imbarcati in un studio di resti umani che ritengono troppo strani per essere pubblicamente esposti nel Museo della città. La squadra di a...

Il sistema binario studiato al millisecondo,le nuove immagini del misterioso esagono di Saturno e la spettrografia dell'Universo primordiale

Un astrofisico e un appassionato di astronomia hanno unito le forze per rivelare dettagli intriganti di una particolare pulsar al millisecondo chiamata PSR J1723−2837. Questa pulsar fa parte di un ...

Il mistero dei suoni di provenienza sconosciuta registrati in tutto il pianeta

                    Dal mese di Dicembre del 2011 in rete si stanno moltiplicando i video che evidenziano strani suoni di cui non si conosce la causa e la provenienza. In alcuni casi ...

Le 5 meraviglie della scienza che ci porteranno nel futuro

Strutture che sembrano provenire da altri mondi, tecnologie surreali, enormi macchinari: alcuni incredibili 'monumenti scientifici' sono stati costruiti per attuare le piu' avanzate ricerche. Ecco 5 t...

  • Nightcrawler, il mistero degli esseri filmati in America dall'aspetto inquietante


    Publish In: Civiltà Misteriose
  • Secondo l’ex ministro della difesa canadese, tutti i leader mondiali stanno coprendo la presenza Ufo


    Publish In: Le Prove
  • Quei teschi (alieni?) trovati a Omsk in Siberia


    Publish In: Oopart Archeomisteri
  • Il sistema binario studiato al millisecondo,le nuove immagini del misterioso esagono di Saturno e la spettrografia dell'Universo primordiale


    Publish In: News Astronomia
  • Il mistero dei suoni di provenienza sconosciuta registrati in tutto il pianeta


    Publish In: Uomini e Misteri
  • Le 5 meraviglie della scienza che ci porteranno nel futuro


    Publish In: Uomini e Misteri

L'arrivo della cometa Ison, l'origine delle molecole d'acqua trovate su Giove ed il mistero degli Hot spots trovati su Betelgeuse


La cometa ISON, che dovremmo poter vedere anche a occhio nudo a novembre quando raggiungerà la sua minima distanza dal Sole, è già una sorvegliata speciale. Un’immagine realizzata il 10 aprile grazie al telescopio Hubble ci mostra l’oggetto quando si trovava a 634 milioni di km dalla Terra, già vistosamente attivo ovvero con una chioma e una coda di polvere ghiacciata emessa dal nucleo. Questi frammenti di polvere, secondo il ricercatore Paul Wiegert, potrebbero dar luogo a una insolita pioggia di meteore quando il nostro pianeta attraverserà quella regione dello spazio in cui la cometa li ha seminati, lasciandoseli alle spalle. Intorno al 12 gennaio 2014, secondo Wiegert, i minuscoli granelli, incontreranno gli strati alti della nostra atmosfera, ma non si trasformeranno nelle cosiddette stelle cadenti bruciando in scie fulminee e luminose. La discesa sarà lenta e, in pratica, non ci accorgeremo di nulla. C’è però la possibilità che questa spruzzata di polvere possa nel tempo dar luogo al fenomeno delle nubi nottilucenti, bagliori dalle sfumature blu a più di 80 km di altezza nei cieli polari. Per il momento sono solo ipotesi, staremo a vedere che tipo di spettacolo ci regalerà la ISON.


ACQUA DI COMETA SU GIOVE


Molecole d’acqua nell’alta atmosfera di Giove: da dove arrivano, perché sono lì? I sospetti, molto forti, c’erano da tempo ma a risolvere il caso ci ha pensato il telescopio orbitante Herschel, dell’ESA. A portare quelle molecole fra le nuvole del gigante gassoso, ci avrebbe pensato la cometa Shoemaker-Levy 9, nel luglio del 1994. Il nucleo cometario di ghiaccio e roccia, spintosi pericolosamente vicino a Giove, non aveva resistito alla sua attrazione: andò in pezzi, si spaccò in 21 frammenti che poi il pianeta inghiottì uno a uno. Poiché il vapore d’acqua osservato non può essere stato prodotto sullo stesso Giove, deve esserci stato portato: da qui i sospetti sulla cometa kamikaze. Per avere la conferma è stato necessario studiarne la distribuzione. Il monitoraggio effettuato da Herschel ha evidenziato una concentrazione d’acqua 2-3 volte maggiore nell’emisfero sud, soprattutto nell’area in cui vennero ingoiati i frammenti cometari. Si deduce così che circa il 95% dell’acqua nella stratosfera gioviana è un souvenir portato dalla Shoemaker-Levy 9.



Uno crede di conoscere bene una stella, e basta guardarla da un’altra angolazione per scoprire un sacco di cose nuove. Prendete Betelgeuse, per esempio. E’ una delle supergiganti più vicine alla Terra, ed è una delle stelle più note e identificabili del cielo notturno, nella costellazione di Orione. Ora una nova immagine ripresa dal radio telescopio britannico e-MERLIN mostra caratteristiche di Betelgeuse finora sconosciute. Hot spots, o regioni di gas sorprendentemente caldo nell’atmosfera esterna, e un arco di gas più freddo, nella parte ancora più esterna, la cui massa si avvicina a quella della Terra. La ricerca, pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, mostrano che l’atmosfera di Betelgeuse si estende per cinque volle la superficie visibile della stella (che è circa 1000 volte più grande del Sole).

Gli hot spot hanno una temperatura tra i 4000 e i 5000 gradi kelvin, molto superiore alla media della temperatura della stella che è di 1200 gradi. L’arco di gas freddi (alla temperatura di circa 150 gradi Kelvin) si trova invece a quasi 7,4 miliardi di chilometri dalla stella. Come spiega Anita Richards dell’Università di Manchester, prima autrice dello studio, non è chiaro perché gli hot spot siano così caldi. “Potrebbe essere che le onde d’urto causate dalle pulsazioni della stella o dalla convezione di calore negli strati esterni stiano comprimendo e riscaldando il gas. oppure che l’atmosfera esterna sia come bucherellata, e che in realtà stiamo osservando strati inferiori più caldi attraverso essa. Quanto all’arco, pensiamo sia il risultato di un periodo di perdita di massa dalla stella avvenuto nell’ultimo secolo, ma se abbia una relazione con gli hot spot non lo sappiamo”.

Il meccanismo che porta stelle come Betelgeuse a perdere materia nello spazio, aumentando così la riserva di materia interstellare da cui si possono formare nuove stelle non è stato ancora del tutto spiegato. Studi come questo (che proseguirà con altri strumenti tra cui ALMA e VLA) potranno contribuire a chiarire il mistero.

Video


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit