Text Size
Martedì, Marzo 09, 2021
News Astronomia Nuove definizioni scientifiche per Plutone, le ultime scoperte del satellite Plank ed il lato nascosto di Mercurio

La Sonoluminescenza, l'energia sconociuta del futuro

a sonoluminescenza è un processo fisico in cui l'energia sonora viene trasformata in luce, generata da una bolla, posta all'interno di un fluido, colpita da un suono. Nonostante il fenomeno fosse noto...

Rapiti dagli alieni: il caso di Pascagoula

La sera dell'11 ottobre 1973, giovedì, Charles Hickson e Calvin Parker, due operai di un cantiere navale rispettivamente di 42 e 19 anni, stavano pescando con la lenza sulla riva ovest del fiume Pa...

Il Toro di Stanford, un sistema per colonizzare lo spazio

Un Toro di Stanford è un progetto di habitat spaziale proposto nel 1975 da uno studio della NASA presso la Stanford University, capace di ospitare approssimativamente 10.000 residenti permanenti. Ha l...

Il caso delle misteriose e-mail inviate da un morto

Quando Jack Froese, 32 anni, nel giugno 2011 è morto di aritmia cardiaca, ha lasciato nel lutto numerosi amici e i suoi familiari. Ma la BBC ha rivelato che diverse misteriose e-mail postume sono ...

Le nove esperienze comuni sperimentate da chi è tornato dalla morte (NDE)

Le esperienze ai confini della morte rappresentano un fenomeno molto diffuso tra i pazienti vittime di gravi malattie o incidenti mortali, mostrando condizione di coma, arresto cardiocircolatorio ...

L'Ufo sferico rimasto immobile per ore a Fresno in California

Diversi residenti di Fresno, in California, sono stati testimoni di un avvistamento di massa di un Ufo. L'ufo in questione era di forma sferica ed emetteva luce propria, inoltre come sempre, era ass...

  • La Sonoluminescenza, l'energia sconociuta del futuro


    Publish In: Uomini e Misteri
  • Rapiti dagli alieni: il caso di Pascagoula


    Publish In: Le Prove
  • Il Toro di Stanford, un sistema per colonizzare lo spazio


    Publish In: Tecnologia Spaziale
  • Il caso delle misteriose e-mail inviate da un morto


    Publish In: Uomini e Misteri
  • Le nove esperienze comuni sperimentate da chi è tornato dalla morte (NDE)


    Publish In: Uomini e Misteri
  • L'Ufo sferico rimasto immobile per ore a Fresno in California


    Publish In: Le Prove

Nuove definizioni scientifiche per Plutone, le ultime scoperte del satellite Plank ed il lato nascosto di Mercurio

Prima del 2006 Plutone era il nono pianeta del sistema Solare. Oggi questo piccolo corpo dalla forma sferica è classificato pianeta nano. Una definizione che però potrebbe non essere ancora quella giusta. E questo a causa della scoperta di altre cinque lune che girano attorno a Plutone, che vanno ad aggiungersi alle precedenti cinque lune già conosciute. Ad esclusione  della luna più grande, Caronte, le altre sono dei piccoli sassi, in pratica degli asteroidi rimasti catturati dall’attrazione di Plutone. Il che però complica molte cose. Da una parte aumenta la preoccupazione per la sonda New Horizon: raggiungerà Plutone nel 2015  ma rischia di essere colpita da uno di questi piccoli oggetti, la cui presenza non era ancora stata scoperta al momento del lancio della missione. Inoltre rischia di essere rimessa in discussione la classificazione di Plutone come pianeta nano. Se infatti si scoprisse che è immerso in un nugolo di asteroidi, a quel punto non sarebbe più semplice definire Plutone come un asteroide tra tanti altri? E’ quanto vorrebbe quella parte della comunità scientifica che non ha mai apprezzato la definizione di pianeta nano, che in effetti da quando è stata adottata più che fare chiarezza, sembra avere aumentato la confusione tra studenti e ricercatori.

L’UNIVERSO DIVERSO DI PLANCK


Guardare l’Universo così com’era appena 380 mila anni dopo il Big Bang, osservarne la radiazione primordiale e individuare le disomogeneità, quelle regioni più calde e dense da cui poi, nel corso di miliardi di anni si sono formate le strutture cosmiche, le galassie e le stelle che popolano l’Universo attuale. È questo, in sostanza, il lavoro svolto dal satellite Planck nel corso dei 15 mesi della sua missione. Ha osservato il cosiddetto fondo cosmico con occhi speciali, sintonizzati non sulla luce visibile ma sulle microonde. I risultati, più precisi di quelli ottenuti dai suoi predecessori, ci rivelano che l’Universo è un po’ più vecchio e che gli ingredienti di cui è composto sono presenti in percentuali un po’ diverse da quanto precedentemente stimato. In altre parole non più 13,7 miliardi di anni età, bensì 13,82: una differenza legata alla necessità di rivedere, alla luce dei nuovi dati, il valore della costante di Hubble, un parametro fondamentale in cosmologia. In quanto agli ingredienti, la classifica non cambia: l’energia oscura è sempre al primo posto, seguita da materia oscura e materia ordinaria. Queste, però, sono un più abbondanti rispetto alle stime precedenti, si prendono un po’ più spazio tanto che la fetta occupata dall’energia oscura passa dal 72,8% al 68,3%. I dati di Planck rivelano anche tre anomalie, ovvero dati osservativi che non sono in sintonia con quanto previsto dalla teoria…tre note stonate che richiedono attenzione e che potrebbero essere un impulso per la fisica del futuro.

L'ALTRO LATO DI MERCURIO


Sono due anni che la sonda Messenger scruta ogni angolo di Mercurio, il pianeta più recondito dell’Universo, e ha già inviato ai ricercatori circa 150mila immagini della superficie, che appare per lo più pieno di crateri e “ruvido”. Ma non tutte le zone del pianeta sono così: dietro a quel lato così aspro il pianeta ne nasconde  un altro  ”morbido” e liscio.


Le ultime immagini di Messenger, infatti, mostrano pareti e pianure lisce attorno a una depressione irregolare di Mercurio. Segno che quella formazione geologica non è un cratere da impatto, come quelli lunari e come molti dei crateri osservati sullo stesso Mercurio, ma il bordo di un camino vulcanico, che si trova a nord-est del bacino Rachmaninoff ed è largo circa 36 chilometri.

Il “cratere” è circondato da una distesa di materiale altamente riflettente, espulso durante un’eruzione vulcanica. Altri condotti vulcanici sono stati trovati su Mercurio, come quello a forma di cuore nel bacino Caloris. Il materiale in superficie e la forma frastagliata del cratere sono la prova tangibile di un’eruzione e del passaggio della lava.

La formazione di questi crateri vulcanici sembra risalire a circa 4 miliardi di anni fa, quando il pianeta era particolamente attivo da un punto di vista geologico e vulcanico.


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit