Text Size
Domenica, Maggio 28, 2017
News Astronomia Il pianeta nano Makemake, il buco nero della nostra galassia ed i vuoti cosmici per l'energia oscura

Usate le onde gravitazionali per investigare i buchi neri super massicci, l'influenza delle stelle Magnetar sulle Supernovae e la strana onda che infiamma la corona solare

I buchi neri super-massicci, dalla massa di milioni o miliardi di volte quella del nostro Sole, sono corpi bizzarri ma tutt’altro che rari, visto che molte galassie – se non tutte – ne ospitano un...

La sostanza dell'isola di Pasqua che ci permetterà di vivere a lungo

  E' il sogno dell'umanità da sempre. Un elisir di lunga vita, una sostanza cioè che faccia vivere a lungo, anzi a lunghissimo, meglio se si evita anche l'invecchiamento. Dalla lontana e misteri...

Viviamo davvero in un Universo simulato? La scienza indaga

ALL'INIZIO dell'anno Elon Musk, visionario fondatore di Tesla e di Space X con cui vuole portarci su Marte nel giro di un paio d'anni, ha spiegato una delle sue tante tesi sul presente e sul futu...

L'immagine di una base aliena scattata dalla Nasa nel lato oscuro della Luna

Una foto molto interessante degli archivi ufficiali della NASA mostra qualcosa di insolito. Scattata nel lato oscuro della Luna, l'immagine presenta una struttura artificiale che a differenza delle ...

La Nascita della Galassia

Una galassia è un grande insieme di stelle, sistemi, ammassi ed associazioni stellari, gas e polveri (che formano il mezzo interstellare), legati assieme dalla reciproca forza di gravità.Il nome deriv...

Scoperti altri tre pianeti vicnino ad una nana rossa, il risveglio della sonda New Horizons ed il braccio più lungo della nostra galassia

Tre pianeti di dimensioni paragonabili a quella della Terra sono stati individuati nell’orbita di una “fresca” Nana Rossa dal cacciatore di esopianeti per antonomasia, il telescopio spaziale Keple...

  • Usate le onde gravitazionali per investigare i buchi neri super massicci, l'influenza delle stelle Magnetar sulle Supernovae e la strana onda che infiamma la corona solare


    Publish In: News Astronomia
  • La sostanza dell'isola di Pasqua che ci permetterà di vivere a lungo


    Publish In: Scienza e Futuro
  • Viviamo davvero in un Universo simulato? La scienza indaga


    Publish In: Scienza e Futuro
  • L'immagine di una base aliena scattata dalla Nasa nel lato oscuro della Luna


    Publish In: Le Prove
  • La Nascita della Galassia


    Publish In: L'Universo e il Sistema Solare
  • Scoperti altri tre pianeti vicnino ad una nana rossa, il risveglio della sonda New Horizons ed il braccio più lungo della nostra galassia


    Publish In: News Astronomia

Il pianeta nano Makemake, il buco nero della nostra galassia ed i vuoti cosmici per l'energia oscura


Makemake è un pianeta nano, come Plutone, e si trova al di là dell’orbita di quest’ultimo. La sua lontananza, le dimensioni ridotte (il diametro è circa la metà di quello della Luna), il fatto che non brilli di luce propria ma rifletta quella del Sole, lo rendono un oggetto difficile da osservare. Bisogna avere pazienza e servirsi di ogni aiuto possibile, anche quello delle stelle. In altre parole, bisogna aspettare che il pianeta nano passi davanti, lungo la nostra linea di vista, a una delle stelle che stanno sullo sfondo. Anche se la stella si trova a parecchi anni luce di distanza, la sua luce viene bloccata dal passaggio, in questo caso, di Makemake. Studiando il comportamento della luce della stella, determinando se si affievolisce più o meno bruscamente quando il bordo del pianeta nano la blocca, è possibile capire se questo possegga o meno un’atmosfera. Questa osservazione è stata effettuata con tre telescopi dell’ESO, in Cile. Il risultato? Makemake non avrebbe intorno a sé un’atmosfera globale. Queste osservazioni hanno anche permesso di determinare la densità dell’oggetto: mediamente un centimetro cubo di Makemake pesa circa 1,7 grammi, è una densità inferiore a quella della Luna (3.3 g/cm3).

 


Li chiamano vuoti cosmici e potrebbero dirci se l’energia oscura esiste davvero. I vuoti cosmici sono regioni dell’Universo quasi del tutto prive di materia, grandi decine di milioni di anni luce. L’estensione di queste regioni dipende da vari fattori, tra i quali come lo spazio si sta espandendo. Quindi, se riuscissimo a determinare con accuratezza la forma di ogni regione di vuoto cosmico, potremmo stabilire con maggiore precisione se lo spazio si sta espandendo allo stesso modo un po’ ovunque o se lo sta facendo a velocità diverse a seconda della zona. Al momento sappiamo che l’Universo si sta espandendo sempre più velocemente, forse perché esiste una sfuggente energia oscura che sta gonfiando lo spazio. Determinare come lo spazio si sta gonfiando è quindi fondamentale per confermare o meno l’esistenza di questa energia. Obiettivo che potrebbe essere raggiunto con i grandi telescopi di nuova generazione. Grazie alle loro misure, sarà possibile ricostruire con precisione la forma dei vuoti cosmici già conosciuti e di scoprirne di nuovi. Molti astronomi sono ottimisti: potrebbero bastare meno di vent’anni per concludere questa lunga campagna di raccolta dati per risolvere il mistero dell’energia oscura.

DIETA LIGHT PER IL NOSTRO BUCO NERO


A giudicare dalle sue abitudini alimentari, il buco nero supermassiccio che si trova al centro della nostra Galassia non è vorace come altri suoi colleghi, in altri sistemi stellari. Pare che si limiti a sbocconcellare qualcosa di tanto in tanto. È quanto emerge dai dati ottenuti con il telescopio orbitante Chandra, sensibile alla radiazione X, dalla strumentazione sensibile agli infrarossi presso il Keck delle Hawaii e soprattutto dalla sonda NuSTAR, in orbita soltanto dallo scorso giugno. NuSTAR, infatti, ha colto il nostro buco nero mentre manifestava la sua presenza ovvero proprio nell’atto di inghiottire uno dei suoi bocconi. La materia inghiottita, nello spiraleggiare verso il buco nero, è stata sottoposta a enormi forze di marea, ha raggiunto temperature dell’ordine di 100 milioni di gradi e ha emesso la radiazione X osservata dalla sonda. La vista acuta di NuSTAR ci permetterè di monitorare questo genere di pasti e di capire perchè il nostro buco nero sia più pigro rispetto ad altri .

Video


blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit