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Mercoledì, Ottobre 18, 2017
News Astronomia Il continuo problema della spazzatura spaziale, la tempesta monitorata su Saturno e l'immagine da 9 miliardi di pixel del centro della nostra galassia

L'inspiegabile aumento dei Crop Circles in tutto il mondo nel 2011

Dalla fine degli anni '70, nei campi dell'Inghilterra, sono sorti i Crop Circles, ovvero i cosiddetti "cerchi nel grano", anche se il termine crop significa "raccolto", quindi sarebbe più esatto defin...

Le nuove scoperte su una nana rossa e il suo pianeta, nuovi indizi sull'evoluzione dell'universo ed il bizzarro moto delle lune di Plutone

Lei è una stella nana rossa, nota per la sua intensa attività, lui un pianeta della classe della superterre, scoperto nel 2009. Insieme formano una coppia assai peculiare, denominata GJ1214 e GJ12...

Il pianeta che cambia periodicamente sole,il misterioso rallentamento di Venere e la fine delle rocce nei buchi neri

Di possibili pianeti solitari che vagano nello spazio abbiamo sentito parlare. Ma pianeti intrappolati tra due stelle, che passano da una all’altra come una pallina da ping pong, questa è una novi...

Nubi luminose, acqua sulla Luna e viaggi spaziali

Le chiamano nubi nottilucenti e sono ancora in cerca di una spiegazione. Costituite da miriadi di particelle ricoperte di ghiaccio, si trovano a decine di chilometri più in alto delle altre nuvole. Pr...

MAVEN: la missione Nasa per l'atmosfera di Marte,gli antichi anelli di Saturno e le più giovani stelle finora scoperte

Quando si naviga con una bussola è possibile orientarsi grazie al campo magnetico globale della Terra. Ma su Marte, se si dovesse andare in giro con una bussola sarebbe puntare a casaccio da una a...

L'Ufo filmato da un pilota commerciale in Costa Rica

Uno degli ultimi più sensazionali filmati di Ufo è stato girato da un pilota che volava in Costa Rica che sembra mostrare un oggetto volante non identificato. Il filmato corrisponde a un volo di Mer...

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Il continuo problema della spazzatura spaziale, la tempesta monitorata su Saturno e l'immagine da 9 miliardi di pixel del centro della nostra galassia

Ancora una volta torna alla ribalta il problema  della spazzatura spaziale. E ancora una volta per un incidente. Ad agosto un razzo doveva portare  in orbita due satelliti per le telecomunicazioni. Ma durante il volo un guasto ha lasciato il razzo e il suo carico a vagare su un orbita molto più bassa di quella programmata. E soprattutto con i serbatoi ancora pieni a metà. Una vera bomba pronta ad esplodere. Esplosione che è avvenuta questo mese, riducendo il tutto in  un migliaio di piccoli frammenti che ora vagano come proiettili più o meno alla stessa quota della Stazione Spaziale Internazionale e di altri satelliti. Per ora non c’è pericolo per gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale ma una rete di telescopi e di radar sta comunque cercando di individuare le traiettorie dei frammenti. Possono scovare quelli grandi come una palla da tennis, ma non quelli più piccoli che proprio per questo sono i più pericolosi.

SATURNO: QUANDO PASSA LA TEMPESTA?


A giudicare dalle apparenze, tutto sembrerebbe tornato come un tempo, ma le apperenze non ingannano la sonda Cassini, in orbita intorno a Saturno. Qualche tempo fa, infatti, l’emisfero nord del pianeta con gli anelli aveva cambiato aspetto a causa di una enorme tempesta che ne sconvolse gli strati gassosi, rimescolandoli in modo evidente, tanto da apparire come una grande pennellata chiara. Aveva fatto la sua comparsa a dicembre 2010 e aveva imperversato per qualche mese prima di dissolversi. Non se ne vede più alcuna traccia, a guardare il pianeta si direbbe che la tempesta sia defintivamente passata…ma gli strumenti della sonda Cassini e gli sguardi acuti di due telescopi, il Very Large Telescope in Cile e l’IRTF delle Hawaii, hanno rilevato che al di sotto degli strati superficiali ancora persiste un vortice gassoso. È la tempesta iniziata due anni fa, che ancora non si è del placata. Nascosta alla vista, ma visibile agli infrarossi come un grande vortice ovale, continuerà ad essere monitorata.

9 MILIARDI DI PIXEL PER IL CENTRO GALATTICO


Un’immagine da 9 miliardi di pixel: per stamparla con la risoluzione che di solito si utilizza per i libri bisognerebbe fare un bel po’ di spazio. Otterremmo una foto lunga 9 metri e alta 7. Sono queste le dimensioni di una delle più grandi immagini astronomiche mai realizzate. Il merito è di VISTA, telescopio agli infrarossi dell’ESO, che ha osservato il cielo in direzione del centro della nostra galassia. Si tratta di una zona in cui lo sguardo dei telescopi ottici non riesce a penetrare a causa della presenza di polvere interstellare, un zona che tuttavia è di fondametale interesse per lo studio della struttura della nostra galassia e, in generale, delle galassie a spirale. A partire dai dati di VISTA è stato anche possibile catalogare più di 84 milioni di stelle, un numero dieci volte maggiore rispetto a quanto ottenuto con lavori precedenti.

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