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Venerdì, Settembre 18, 2020
News Astronomia I problemi causati dalle fasce di Van Allen, le novità della sonda Dawn ed i problemi della sonda Juno

Il più grande ammasso di Galassie che mette in difficoltà gli astronomi,il panorama simile alla Terra di Titano e il modulo spaziale gonfiabile "beam" realizzato dalla Nasa

E’ il più grande insieme di galassie mai individuato finora e mette in dubbio uno dei fondamenti della cosmologia moderna: il principio cosmologico. Andiamo con ordine: il gruppo è molto lontano e...

La scoperta di una nuova Terra che avverrà molto presto, il nuovo tipo di esplosione stellare ed il pianeta extrasolare GJ 504b osservato direttamente

Scopriremo mai una nuova Terra? Quasi certamente sì e potrebbe avvenire molto presto. Anche grazie al telescopio spaziale Kepler. Anche se Kepler non è più a pieno regime, a causa di un guasto che...

Il mistero del più antico calendario realizzato dall'uomo: Il calendario di Adamo

L’area geografica dove è collocato il Calendario di Adamo si trova nei pressi Mpumalanga ed è stata scoperta nel 2005 da Johan Heine, mentre sorvolavano la zona nel corso di una missione per salvare...

Il gigante di ghiaccio in TW Hydrae, il cuore della Galassia M77 ed il colore rosso di Caronte

Il telescopio europeo ALMA, con un team guidato da astronomi giapponesi, torna a scrutare la stella TW Hydrae e soprattutto i suoi dintorni. L’interesse degli scienziati per questa stella simile a...

Ancora sorsprese nel nostro Sistema Solare,l'acqua salata nel cuore di encelado ed i rischi degli astronauti nello spazio

Parlando in termini astronomici, se la Terra è la nostra casa, il Sistema solare ne è appena il giardino e, nonostante ciò, la sua esplorazione per noi è tutt’altro che terminata. Basta poi affacc...

Il mistero della Sfinge

Per quanto i vari egittologi riconosciuti ufficialmente dal governo Egiziano neghino questa realtà, a differenza di quanto sostengono molti egittologi indipendenti (sicuramente più attendibili perch...

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    Publish In: Oopart Archeomisteri
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I problemi causati dalle fasce di Van Allen, le novità della sonda Dawn ed i problemi della sonda Juno

Ci sono due regioni a forma di ciambella che avvolgono la Terra, si chiamano fasce di van Allen e sono ricche di elettroni, altre particelle cariche e correnti elettriche che possono danneggiare i satelliti artificiali. La regola da seguire, quindi, è: stare alla larga dalle fasce di van Allen. Il 30 agosto però, con il lancio di due nuove sonde, la NASA ha deliberatamente violato questo divieto.Si chiamano Radiation Belt Storm Probes, sono pesantemente rivestite di materiale protettivo, e hanno 2 anni di tempo per scoprire cosa renda le temute fasce tanto pericolose e imprevedibili. In presenza di una tempesta solare, ad esempio, esibiscono i comportamenti più disparati: a volte si riempiono dei cosiddetti elettroni killer, a volte invece ne vengono svuotate, altre ancora sembra non succeda proprio nulla. Difficile, in questo modo, formulare teorie, anche solo comprendere la natura di queste regioni. Buon lavoro alle coraggiose sonda NASA quindi!


I CAPRICCI DI DAWN E JUNO


Dopo il piccolo intoppo dei giorni scorsi, la sonda DAWN della NASA, ha ripreso il suo viaggio: svincolatasi dal tenue campo gravitazionale di Vesta, il 4 settembre ha dato il suo addio al grande asteroide dopo avergli orbitato intorno per oltre un anno. L’anomalia che aveva richiesto alcune verifiche,riguardava la componentistica di uno dei sistemi di puntamento di precisione, sottoposta ad una anomala frizione. I sistemi di puntamento resteranno spenti fino a quando DAWN non raggiungerà la sua prossima tappa, il pianeta nano Cerere, nel 2015, ma verranno sottoposti a periodici controlli. Per una sonda che si rimette in carreggiata ce n’è un’altra che deve posticipare una delicata manovra: si tratta di Juno, decollata nel 2011 alla volta di Giove. Il 4 settembre Juno avrebbe dovuto riaccendere i motori e posizionarsi in modo tale da poter sfruttare la Terra come catapulta gravitazionale il prossimo anno. Ma i tecnici hanno sospeso l’operazione perchè all’interno del sistema di propulsione è stata rilevata una pressione più alta del dovuto. Dopo i controlli necessari, i motori verranno accesi il 14 settembre: questo ritardo non avrà ripercussioni sulla durata della missione. Juno arriverù puntuale all’appuntamento con Giove, a luglio 2016.



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