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Martedì, Maggio 23, 2017
News Astronomia L'origine del magnetismo lunare, il Sole danneggia la Venus Express ed i problemi alla vista degli astronauti

Lo studio sui mini buchi neri,il pianeta sopravvissuto alla sua Stella ed il monitoraggio delle Lune del Sistema Solare

Secondo uno studio dell’Università di Pricenton i mini buchi neri non sarebbero poi così pericolosi. Anche se dovessero colpirci, si limiterebbero ad attraversare la Terra da parte a parte, senza f...

Il mistero dei sarcofagi giganti a Saqqara in Egitto

Situato sulla riva ovest del Nilo, a circa 30 km a sud de Il Cairo, si trova il sito di Saqqara, una delle aree funerarie più antiche e vaste di tutto l’antico Egitto. Sull’immensa necropoli t...

Ufo piramidale sopra il Cremlino

Una enorme piramide in aria, proprio sopra il Cremlino, rimasta lì per ore e grande centinaia di metri. E' la presunta astronave aliena che ha creato il panico in Russia, grazie ad un video amator...

Zeta Reticuli

Zeta Reticuli  è un sistema stellare binario localizzato a circa 39 anni luce dalla Terra. Si trova nella costellazione circumpolare antartica del Reticolo, ed è visibile ad occhio nudo nell'emisfero ...

Facendo esercizio fisico, secondo la scienza, si modifica anche il DNA

Che l'esercizio fisico faccia bene alla salute è un fatto noto e dimostrato innumerevoli volte. Difficile tuttavia immaginare che l'effetto positivo arrivi fino a un livello biologico fondamentale...

I 5 casi più clamorosi di avvistamenti Ufo avvenuti nel 2014

Il 2 luglio di ogni anno, data simbolica perché è quella del presunto crash di Roswell, si tiene una giornata dedicata agli avvistamenti Ufo nel mondo. E nell’occasione sono eletti i cinque casi più...

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L'origine del magnetismo lunare, il Sole danneggia la Venus Express ed i problemi alla vista degli astronauti

Una roccia grande cinque volte Londra punta verso la Luna. Lo scontro è tremendo, la roccia si polverizza. Parte della polvere viene scagliata nello spazio e parte ricade sulla superficie lunare, sino a raggiungerne la parte opposta. Secondo una simulazione al computer, è quanto potrebbe essere  avvenuto oltre tre miliardi di anni fa: un asteroide esteso 200 chilometri si sarebbe schiantato sul polo sud della Luna, spargendo la sua polvere in zone diverse del satellite. E queste zone coincidono con le regioni dove, a sorpresa, è stato misurato un campo magnetico. A sorpresa in quanto la Luna non possiede un campo magnetico: aver scoperto qua e là zone magnetizzate era quindi un vero mistero. Ora la simulazione potrebbe aver risolto il caso: se la roccia era ricca di metalli, dopo lo scontro la sua polvere avrebbe magnetizzato le zone sulle quali si è depositata.

UN SOLE CHE ACCECA


Il Sole si è svegliato e qualcuno è rimasto accecato. La nostra stella sta attraversando una delle sue periodiche fasi di attività, esibendo con maggiore frequenza fenomeni come macchie solari e brillamenti. A questi ultimi sono spesso associate anche le cosiddette emissioni di massa coronale, enormi sbuffi di plasma, imponenti nubi di protoni ed elettroni spruzzati nello spazio. La settimana scorsa una di queste emissioni, particolarmente energetica, ha raggiunto anche la Terra innescando spettacolari aurore polari, ma senza provocare danni rilevanti alle apparecchiature in orbita. Prima di raggiungere noi, tuttavia, l’ondata di particelle energetiche è passata dalle parti di Venere, investendo la sonda europea che gli orbita intorno, Venus Express: questa volta i problemi ci sono stati. I sensori di orientamento che permettono alla sonda di stabilire la sua posizione esatta tenendo d’occhio le stelle, sono stati accecati. è un problema momentaneo, si pensa di poterli ripristinare, ma nel frattempo Venus Express ha bisogno di molta assistenza da terra. Fa affidamento sui suoi giroscopi che la aiutano, per così dire, a mantenere l’equilibrio, svolgendo una funzione che possiamo paragonare a quella dei recettori situati nell’orecchio umano. Questo però non basta a renderla autonoma. Il Sole attivo obbliga a un periodo di maggiore attività anche i tecnici della missione che adesso si augurano ritorni tranquillo per un po’, così da poter ripristinare la vista di Venus Express.

LO SPAZIO FA MALE ALLA VISTA
Nello spazio anche la vista umana può subire dei danni, questa volta non per colpa del Sole ma delle condizioni di microgravità. Il nostro corpo, i nostri organi, sono “progettati” per vivere in determinate condizioni di pressione, gravità e temperatura: se fossimo delle macchine, varie impostazioni andrebbero cambiate in vista di lunghe permanenze nello spazio. Non potendolo fare, il nostro organismo deve adattarsi come meglio può, senza riuscire a evitare certi indesiderati effetti collaterali. Oltre a conseguenze note, come l’indebolimento di muscoli e ossa, sembra che trascorrere periodi prolungati in orbita possa causare problemi anche alla vista. è ciò che emerge da uno studio effettuato su 27 astronauti con all’attivo, in media, 108 giorni di permanenza nello spazio: sottoposti a risonanza magnetica hanno esibito anomalie simili a quelle che si riscontrano nei casi di ipertensione endocranica e che possono far insorgere disturbi anche gravi alla vista. Questo è un altro dei rischi ai quali vanno incontro gli astronauti che si apprestano a trascorrere lunghi periodi in orbita, rischi che da tenere ben presenti in vista delle future missioni spaziali.



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