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Mercoledì, Luglio 18, 2018
News Astronomia I nuovi dati sulla velocità dei neutrini,i risultati delle analisi della polvere di Hayabusa ed il numero dei Pianeti vagabondi

L'ultimo atterraggio del Discovery,la Voyager 1 verso i limiti del Sistema Solare e il mistero dell'atmosfera di Marte

Ha da poco concluso la sua ultima missione e ora per lo shuttle Discovery è giunto il momento di spegnere i motori e prendere posto in un museo. Si apre così l'ultimo atto nella storia di queste na...

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Un passo importante verso la creazione di un esoscheletro robotico comandato direttamente dall'attività cerebrale volontaria da far indossare a pazienti gravemente paralizzati Senza...

Il panificio tecnologico che usa la tecnologia NanoBak

C'è un nuovo ingrediente nell'antica ricetta per preparare il pane a Emden, in Germania. Il sistema NanoBak permette alla famiglia Sikken di ridurre i costi legati all'energia durante la produzione,...

Il misterioso Ufo verde avvistato in massa a Città del Capo

Quotidianamente, grazie soprattutto all’evoluzione delle reti sociali, si ricevono notizie di avvistamenti UFO (unidentified flying object, oggetto volante non identificato) che puntualmente spacca...

Mauro Biglino spiega la Bibbia, Ufo e Alieni

L'Ufologia è costantemente impegnata nella complessa attività di verificare, ogni giorno, l'attendibilità del materiale relativo ad avvistamenti di presunti UFO che giunge da ogni parte del globo...

Il più grande ammasso di Galassie che mette in difficoltà gli astronomi,il panorama simile alla Terra di Titano e il modulo spaziale gonfiabile "beam" realizzato dalla Nasa

E’ il più grande insieme di galassie mai individuato finora e mette in dubbio uno dei fondamenti della cosmologia moderna: il principio cosmologico. Andiamo con ordine: il gruppo è molto lontano e...

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I nuovi dati sulla velocità dei neutrini,i risultati delle analisi della polvere di Hayabusa ed il numero dei Pianeti vagabondi

Più veloci della luce solo per pochi mesi. E’ quanto accaduto ai famosi neutrini sparati dal CERN di Ginevra verso i laboratori del Gran Sasso. Lo scorso settembre il clamoroso annuncio che i neutrini avevano viaggiato più veloci della luce. Ora, ecco la possibile rivincita di chi, pur partecipando all’esperimento, riteneva la conclusione troppo affrettata. Gli ultimi controlli hanno infatti scoperto un malfunzionamento in uno dei cavi  a fibra ottica impiegato nel sistema di misurazione. Un difetto che potrebbe aver falsato l’esperimento. Anche in questo caso l’invito alla cautela è d’obbligo: così come mesi fa si era cercato di dire che il risultato era solo indicativo e ancora tutto da confermare, allo stesso modo va ora dimostrato che il cavo fosse difettoso già dallo scorso settembre. Ma al di là di ogni congettura, la cosa migliore è attendere maggio, quando sarà possibile ripetere un nuovo lancio di neutrini. Sperando che il caso non si complichi ancora di più.

CHIEDI ALLA POLVERE


Nonostante gli imprevisti e i guasti che hanno più volte messo a repentaglio la riuscita della sua missione, la sonda giapponese Hayabusa alla fine ce l’aveva fatta: era riuscita a prelevare granelli di polvere dell’asteroide Itokawa e rispedirli a Terra. Il prezioso contenitore era stato recuperato, dopo il rientro in atmosfera, nel 2010: da quel momento i microscopici souvenir di Itokawa sono stati oggetto di analisi approfondite. La polvere ha dato molte risposte: ad esempio ha permesso di ipotizzare che Itokawa, un grosso macigno irregolare lungo circa 500 metri, sia stato parte di un asteroide ben più grande, circa 20 km. Nel corso del tempo, su Itokawa si sono verificati numerosi impatti con altri piccoli corpi rocciosi, che hanno lasciato il segno: ma la cosa che sorprende è che anche gli stessi grani di polvere mostrano segni di microscopici impatti, dei crateri in miniatura osservabili con potenti microscopi. Le dimensioni dei grani analizzati vanno dai 0.04 ai 0,11 mm, ma pur così piccoli mostrano segni di impatti dovuti a scontri con particelle ancora più piccole. Queste caratteristiche permettono di saperne di più sugli effetti che le “intemperie spaziali” hanno sulla superficie degli asteroidi, e di capire meglio cosa succede, e cosa è successo, là fuori, nel nostro Sistema solare.

PIANETI VAGABONDI
Pianeti vagabondi, alla deriva nello spazio senza essere vincolati a nessuna stella: mondi in cui la notte è perenne. Sembrano scenari ideali per le storie di fantascienza, invece, stando ai risultati di uno studio del KIPAC, un laboratorio della Stanford University, si tratta di casi reali e, per di più, numerosi. Di pianeti che, almeno in apparenza, non sembrano legati ad alcuna stella ne sono già stati individuati. Facendo le opportune considerazioni statistiche, i ricercatori del KIPAC sono arrivati a ipotizzare che di questi oggetti, nella nostra galassia, ce ne sarebbero davvero molti: un numero che supera di 100 mila volta quello totale delle stelle. È una stima che può far sorgere qualche perplessità e che è stata accolta con scetticismo da alcuni. In ogni caso, gli esperti di pianeti extrasolari, sostengono che nell’80% dei casi, i sistemi planetari nelle prime fasi della loro formazione attraversano un periodo molto caotico dal punto di vista gravitazionale: tanto che possono verificarsi anche espulsioni di pianeti che iniziano così la loro carriera di vagabondi.



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