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Domenica, Ottobre 20, 2019
News Astronomia I nuovi dati sulla velocità dei neutrini,i risultati delle analisi della polvere di Hayabusa ed il numero dei Pianeti vagabondi

La prova dell'esistenza dei giganti nel passato esiste: il dito fossilizzato di un gigante

Secondo il giornale tedesco Bild.de, un ricercatore di nome Gregor Spörri avrebbe fotografato quello che sembra essere un dito gigante mummificato. Il “dito” è di dimensioni davvero considerevoli:...

Il mistero del più antico calendario realizzato dall'uomo: Il calendario di Adamo

L’area geografica dove è collocato il Calendario di Adamo si trova nei pressi Mpumalanga ed è stata scoperta nel 2005 da Johan Heine, mentre sorvolavano la zona nel corso di una missione per salvare...

Real mistery:il mistero della donna che attraversa un fantasma in Giappone

In un video girato su una strada del Giappone succede qualcosa di davvero strano. Una passante, durante la sua passeggiata, passa attraverso una "persona" senza accorgersene. Possibile che alcuni fa...

I nomi delle lune di Plutone, il mistero dei potenti lampi radio e cosa succede attorno ai buchi neri giganti

Nessuna delle lune di Plutone verrà chiamata Vulcano, con buon pace dei fan di Star Trek. Ma andiamo con ordine: Plutone è uno dei pianeti nani del nostro sistema solare. Sino a due anni fa si cono...

La mummia di un alieno di 2000 anni fa del tipo "grigio" ritrovata in Egitto

Il  corpo di un alieno mummificato è stato trovato sepolto perfettamente conservato con cura  in un'antica piramide. Una creatura misteriosa tra i 150 ei 160 centimetri è stata trovata da un arche...

La Nasa pronta con Dream Chaser con i voli spaziali commerciali,i mini-satelliti che controlleranno il traffico in orbita ed un importante passo in avanti verso l'antimateria

Si avvicina sempre di più il ritorno al volo spaziale umano per gli Stati Uniti.  Dopo mesi di test, alcuni dei quali falliti, e anni e anni di progettazione, la Sierra Nevada Corporation e la NAS...

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    Publish In: News Astronomia

I nuovi dati sulla velocità dei neutrini,i risultati delle analisi della polvere di Hayabusa ed il numero dei Pianeti vagabondi

Più veloci della luce solo per pochi mesi. E’ quanto accaduto ai famosi neutrini sparati dal CERN di Ginevra verso i laboratori del Gran Sasso. Lo scorso settembre il clamoroso annuncio che i neutrini avevano viaggiato più veloci della luce. Ora, ecco la possibile rivincita di chi, pur partecipando all’esperimento, riteneva la conclusione troppo affrettata. Gli ultimi controlli hanno infatti scoperto un malfunzionamento in uno dei cavi  a fibra ottica impiegato nel sistema di misurazione. Un difetto che potrebbe aver falsato l’esperimento. Anche in questo caso l’invito alla cautela è d’obbligo: così come mesi fa si era cercato di dire che il risultato era solo indicativo e ancora tutto da confermare, allo stesso modo va ora dimostrato che il cavo fosse difettoso già dallo scorso settembre. Ma al di là di ogni congettura, la cosa migliore è attendere maggio, quando sarà possibile ripetere un nuovo lancio di neutrini. Sperando che il caso non si complichi ancora di più.

CHIEDI ALLA POLVERE


Nonostante gli imprevisti e i guasti che hanno più volte messo a repentaglio la riuscita della sua missione, la sonda giapponese Hayabusa alla fine ce l’aveva fatta: era riuscita a prelevare granelli di polvere dell’asteroide Itokawa e rispedirli a Terra. Il prezioso contenitore era stato recuperato, dopo il rientro in atmosfera, nel 2010: da quel momento i microscopici souvenir di Itokawa sono stati oggetto di analisi approfondite. La polvere ha dato molte risposte: ad esempio ha permesso di ipotizzare che Itokawa, un grosso macigno irregolare lungo circa 500 metri, sia stato parte di un asteroide ben più grande, circa 20 km. Nel corso del tempo, su Itokawa si sono verificati numerosi impatti con altri piccoli corpi rocciosi, che hanno lasciato il segno: ma la cosa che sorprende è che anche gli stessi grani di polvere mostrano segni di microscopici impatti, dei crateri in miniatura osservabili con potenti microscopi. Le dimensioni dei grani analizzati vanno dai 0.04 ai 0,11 mm, ma pur così piccoli mostrano segni di impatti dovuti a scontri con particelle ancora più piccole. Queste caratteristiche permettono di saperne di più sugli effetti che le “intemperie spaziali” hanno sulla superficie degli asteroidi, e di capire meglio cosa succede, e cosa è successo, là fuori, nel nostro Sistema solare.

PIANETI VAGABONDI
Pianeti vagabondi, alla deriva nello spazio senza essere vincolati a nessuna stella: mondi in cui la notte è perenne. Sembrano scenari ideali per le storie di fantascienza, invece, stando ai risultati di uno studio del KIPAC, un laboratorio della Stanford University, si tratta di casi reali e, per di più, numerosi. Di pianeti che, almeno in apparenza, non sembrano legati ad alcuna stella ne sono già stati individuati. Facendo le opportune considerazioni statistiche, i ricercatori del KIPAC sono arrivati a ipotizzare che di questi oggetti, nella nostra galassia, ce ne sarebbero davvero molti: un numero che supera di 100 mila volta quello totale delle stelle. È una stima che può far sorgere qualche perplessità e che è stata accolta con scetticismo da alcuni. In ogni caso, gli esperti di pianeti extrasolari, sostengono che nell’80% dei casi, i sistemi planetari nelle prime fasi della loro formazione attraversano un periodo molto caotico dal punto di vista gravitazionale: tanto che possono verificarsi anche espulsioni di pianeti che iniziano così la loro carriera di vagabondi.



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