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Lunedì, Febbraio 24, 2020
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Il picco solare previsto per il 2013, lo strano disco protoplanetario e le dune di Titano

Un massimo sotto tono


Per il Sole è il momento di tornare al massimo della sua attività. Brillamenti e tempeste solari stanno aumentando di intensità ma chi si aspetta qualcosa di clamoroso resterà deluso. Anzi, il nuovo massimo potrebbe risultare sotto la media. E pensare che pochi anni fa alcune previsioni preannunciavano una supertempesta solare per la fine del 2012. Previsioni non attendibili perché al momento non abbiamo sviluppato un modello affidabile che ci permetta di calcolare l’intensità dei cicli solari nel lungo periodo. A funzionare bene sono invece i modelli per le previsioni a breve termine. Per questo solo ora  possiamo dire cosa accadrà da qui ad un anno. Il nuovo massimo solare ci sarà ma verso febbraio del 2013 e si preannuncia deludente, forse il meno intenso degli ultimi 80 anni.

Il disco insolito
Intorno a una stella, a circa 700 anni luce da noi, c’è un disco di gas e polveri. È un disco protoplanetario, rappresenta cioè la fase precedente a quella che porterà alla formazione di nuovi pianeti. Un caso interessante, ma apparentemente solo uno dei tanti già individuati. Tuttavia, dallo studio di questa sorta di grande ciambella è emerso qualcosa di insolito in merito a uno dei suoi ingredienti. Il monossido di carbonio che normalmente si trova distribuito in maniera uniforme, in questo caso si trova concentrato in anello sottile all’interno del disco stesso. In precedenza non era mai stato osservato nulla del genere: questo caso solleva parecchi interrogativi. Questa distribuzione tanto insolita potrebbe essere legata al forte campo magnetico della stella che in qualche modo intrappola il monossido di carbonio. Forse è un caso unico o forse è soltanto raro: in ogni caso apre un nuovo panorama sullo studio dei meccanismi che portano alla formazione dei pianeti.

Le dune di Titano


A prima vista sembrano le dune sabbiose di uno dei nostri deserti. Invece, le immagini riprese dalla sonda Cassini, mostrano dettagli della più grande fra le lune di Saturno. Il 13% della superficie di Titano è infatti coperta da dune. Circa 10 milioni di chilometri quadrati di paesaggio che gli amanti della fantascienza possono immaginare simili a quelli visti sul pianeta Arrakis, del film Dune. Ma le somiglianze con i panorami che conosciamo, terrestri o fantascientifici, si limitano all’aspetto. Le dune di Titano sono extralarge rispetto ai nostri standard: lunghe centinaia di chilometri, possono raggiungere i 100 metri di altezza. E la composizione della loro sabbia è diversa da quella che tipicamente si trova sulla Terra: niente silicati ma idrocarburi solidi. Quindi le apparenze ingannano, le differenze sono sostanziali, ma fa comunque un certo effetto vedere le dune di un altro mondo.


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