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Sabato, Maggio 26, 2018
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L'incontro tra il buco nero e la grande nube,la cometa Lovejoy e gli astromateriali persi della Nasa

 


Per il buco nero gigante al centro della nostra Galassia è tempo di risvegliarsi e prepararsi per un pasto inatteso. Una grande nube di gas ci sta finendo dentro ma prima sarà ridotta in tanti lunghi sfilacci. Un evento che promette di regalarci nuove informazioni su ciò che accade in quelle zone per nostra fortuna molto lontane. La nube sta andando incontro al buco nero alla velocità di 2.500 chilometri al secondo e di questo passo fra due anni colpirà il gas che ruota vorticosamente attorno al buco, prima di caderci dentro. La nube, tuffandosi a tutta velocità in quel gas vorticoso e incandescente, sarà ridotta in tanti lunghi filamenti. Ma soprattutto quel tuffo darà origine a emissioni di energia che sarà possibile studiare con i nostri telescopi, ottenendo nuove informazioni su ciò che avviene nei dintorni del buco nero. Per gli astronomi il tutto equivale a un regalo molto gradito. Il buco nero nel cuore della nostra Galassia è infatti considerato un po’assonnato rispetto ai suoi simili al centro di altre galassie. Per riuscire a studiarlo come si deve ogni tanto ci vuole qualche scossone, come quello che avrà fra due anni quando si ritroverà a inghiottire gli sfilacci di gas.

La cometa sopravissuta
Tutti la davano per spacciata, ma la cometa Lovejoy ha dimostrato di essere un osso duro ed è sopravissuta, al di là di ogni aspettativa, al suo incontro ravvicinato con il Sole. È stata scoperta di recente, il 2 dicembre e, considerata la sua orbita, era chiaro fin da subito che si sarebbe spinta ad appena, si fa per dire,  140’000 km dalla superficie visibile del Sole. Può sembrare una distanza ragguardevole, ma la temperatura da quelle parti può superare il milione di gradi e per la cometa Lovejoy, che con un diametro di circa 200 metri è essenzialmente un grosso blocco di ghiaccio, questo poteva significare la vaporizzazione. Ben tre missioni spaziali dedicate allo studio del Sole, SDO, SOHO e STEREO, l’hanno osservata andare incontro al suo destino che però, a sorpresa, non si è rivelato fatale: la cometa è rispuntata dalla parte opposta della nostra stella, dopo esserle passata dietro, un po’ “dimagrita” ma non ancora distrutta.

Chi li ha visti?
La NASA ha fatto l’appello e il risultato è che, fra il 1970 e il 2010, ben 517 non hanno risposto: si tratta di astromateriali, ovvero di esemplari di quel prezioso bottino raccolto nello spazio, dai campioni di suolo lunare alla polvere di cometa. Alcuni sono stati prestati e non sono poi stati restituiti, altri sono stati persi e altri ancora rubati (e solo in un secondo momento recuperati). È quanto emerge da una verifica interna fatta dall’agenzia americana: una gestione decisamente poco accorta del prezioso materiale, raccolto con impegno e investimento di quantità consistenti di denaro nel corso di molte missioni, da quelle che hanno portato l’uomo sulla Luna, a quelle del calibro di Stardust, sonda che è riuscita a raccogliere della polvere di cometa e a spedirla sulla Terra. Ora la NASA provvederà applicate nuove misure di sicurezza per impedire che si verifichino altre scomparse. Certo, le 517 registrate non sono motivo di orgoglio ma anche tenere costantemente gli occhi su tutti i 140mila campioni lunari, 18mila campioni di meteoriti e circa5mila altri frammenti che vengono periodicamente dati in prestito per motivi scientifici e didattici, è , in un certo senso, una sorta di missione.



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