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Giovedì, Gennaio 18, 2018
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I primi due pianeti scoperti da casa,il pianeta gigante scomparso e la fine del progetto MARS500

Prima doppietta segnata dai Planet Hunters, i cacciatori domestici di pianeti. Sono i 40.000 navigatori del web che comodamente seduti a casa, davanti ai loro computer hanno analizzato la luce emessa da 150.000 stelle. Obiettivo: identificare i segni che possono indicare la presenza di pianeti in orbita. E l'inizio non poteva essere dei migliori: dopo appena un mese dall'apertura della caccia sono già stati individuati due possibili pianeti extrasolari.

I due pianeti hanno dimensioni da due volte e mezzo sino a otto volte quelle della Terra. Uno dei due sembra inoltre essere di tipo roccioso, anche se purtroppo non si trova alla giusta distanza dalla stella per poter sperare di trovarvi condizioni di abitabilità.
La luce delle stelle è stata raccolta dal telescopio spaziale Kepler, che sta individuando decine di pianeti extrasolari e centinaia di candidati. Con numeri così elevati il team scientifico preposto alle analisi è obbligato a selezionare solo i candidati più probabili, posticipando o scartando gli altri. E' qui che si inseriscono i cacciatori che possono scovare pianeti tra gli oggetti messi da parte. Considerato che la prima doppietta è stata ottenuta in poche settimane è probabile che nei prossimi mesi i planet hunters segnino altri punti sul loro tabellino. E chissà che non siano loro a trovare il tanto atteso primo pianeta abitabile.

IL GIGANTE CHE NON C’È PIÙ
Da una nuova serie di simulazioni al computer, che hanno cercato di ricostruire la storia evolutiva del nostro Sistema solare, risulta che in passato ci saremmo persi per strada un pianeta. Certo, una simulazione non ha la pretesa di dirci come sono andate esattamente le cose, ma ci offre degli scenari plausibili. Oltre a Giove, Saturno, Urano e Nettuno, quindi, un tempo potrebbe esserci stato un altro gigante gassoso. Questo, dopo un violento incontro con Giove, 4 miliardi di anni fa, avrebbe avuto la peggio e sarebbe stato sbalzato via nello spazio interstellare. Anche osservando i sistemi planetari di altre stelle, gli astronomi sono portati a credere che i nostri pianeti non si siano formati in corrispondenza delle attuali posizioni. I giganti gassosi, in origine, sarebbero stati più vicini al Sole e solo successivamente sarebbero migrati verso l’esterno, e nel farlo si sarebbero vicendevolmente disturbati, tanto che secondo altre simulazioni Urano o Nettuno avrebbero dovuto essere sbalzati via. Ad essere cacciato, invece, potrebbe essere stato un altro, una vittima sacrificale che si trovava fra Saturno e Urano.

MARS 500: È QUASI FINITA!
Sta per concludersi il più estremo esperimento psicologico mai effettuato. Si tratta del progetto Mars 500, attraverso il quale sono state ricreate, il più fedelmente possibile, le condizioni di un vero viaggio su Marte: andata, breve permanenza e ritorno, con tutto il tempo che serve, circa 500 giorni in tutto. L’equipaggio di sei persone, tre russi, un francese, un cinese e l’italiano Diego Urbina, in realtà non ha mai lasciato la Terra, ma dal 3 giugno 2010 vive segregato in un ambiente di 550 metri cubi, chiuso ermeticamente. Il tutto si svolge in Russia presso l’Institute of Biomedical Problems. Dopo un’uscita, effettuata in un ambiente che simula le condizioni di Marte, è iniziato il viaggio di ritorno che finirà finalmente il prossimo 5 novembre. Una missione umana su Marte si preannuncia ricca di rischi e incognite, anche dal punto di vista psicologico ed esperimenti di questo tipo sono quanto mai necessari per conoscere in anticipo alcune problematiche.



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