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Lunedì, Giugno 18, 2018
News Astronomia Aumentare gli astronauti sulla ISS, novità sul pianeta Kepler 19-b ed i brillamenti solari più intensi

Scoperta una gigantesca tomba di un antico faraone sconosciuto

Un team di ricercatori composto da archeologi della University of Pennsylvania e del Ministero Egiziano delle Antichità ha portato alla luce la tomba di un faraone non ancora conosciuto nei pressi...

Ufo ripresi dallo Shuttle della Nasa che si esibiscono

Nel video seguente sono stati filmati degli Ufo dallo Shuttle della Nasa. Nella prima parte si vedono gli Ufo che mostrano come di voler comunicare con "l'osservatore" dello Shuttle infatti si mettono...

L'incredibile immagine del 1968 di un Ufo gigante nascosto sulla Luna

In una incredibile immagine, scattata dal satellite Lunar Orbiter 3 sulla Luna nel 1968 ci sono delle vere sorprese, infatti nella foto in questione consultabile nel sito ufficiale qui, http://www.l...

Il telescopio Herschel e i filamenti delle nubi di gas,il buio oltre le stelle e nuovi ritardi per il lancio del James Webb

All’interno delle nubi di gas che occupano le vaste regioni di spazio fra stella e stella, si formano talvolta dei lunghi filamenti. È a queste scie gassose che il telescopio Herschel, dell’Agenzia...

Prove del tentativo di abbattere un Ufo

Una delle notizie sugli Ufo che pochi conoscono è che nel 1991 la Nasa durante la missione Space Shuttle STS-48 ha filmato un avvenimento alquanto insolito; infatti da quanto si evince dal filmato si ...

Chichen Itza e il mistero della piramide nascosta all'interno i un'altra piramide.

Una piramide nell’altra, e poi un’altra ancora: gli archeologi hanno scoperto che il tempio di Kukulkan, nel sito archeologico di Chichen Itza (nella penisola dello Yucatan) nascondeva un’ulterior...

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    Publish In: Oopart Archeomisteri
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    Publish In: Le Prove
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    Publish In: Oopart Archeomisteri

Aumentare gli astronauti sulla ISS, novità sul pianeta Kepler 19-b ed i brillamenti solari più intensi

Ora che gli shuttle sono andati in pensione che ne sarà degli astronauti della NASA? Aumenteranno. La risposta può sembrare contraddittoria e alla NASA non tutti sono d'accordo. Eppure secondo un report presentato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche è un passo da fare se si vuole portare avanti il programma spaziale americano.

Nel 2000 il numero di astronauti afferenti alla NASA aveva raggiunto quota 200, il massimo storico. Ora è sceso a 60. Un numero che va aumentato secondo quanto scritto nel report. Anzitutto per la Stazione Spaziale: la lunga permanenza in orbita provoca un indebolimento delle ossa e temporanei problemi alla vista. E' quindi necessario garantire con più frequenza il cambio di equipaggio.
Guardando più avanti, c'è poi il progetto di far sbarcare i primi uomini su un asteroide e successivamente su Marte. Inoltre non si esclude di avere un giorno a disposizione un' intera flotta di navette spaziali, ognuna delle quali avrà bisogno del suo equipaggio. Ufficialmente la NASA fa sapere di essere disponibile a far crescere il numero di astronauti. Ma in via neanche tanto informale qualcuno sottolinea come nessuna di queste future missioni sia certa perché dipenderà dai finanziamenti e dalla situazione sociale ed economica. Aumentare o non aumentare? Questo è il problema.

IL PIANETA RITARDATARIO
Non essere puntuale per colpa di qualcuno che c’è, ma non si vede. È quanto succede a Kepler 19-b un pianeta in orbita intorno a una stella simile al Sole, a oltre 650 anni luce da noi. Era stato individuato dal telescopio spaziale Kepler perché gira intorno alla propria stella passandole periodicamente davanti, lungo la nostra linea di vista, provocando quindi delle diminuzioni della luminosità che misuriamo. Queste periodici abbassamenti, tuttavia, non si ripetono con la puntualità che ci si aspetterebbe, significa che talvolta il pianeta è in ritardo e talvolta è in anticipo. È evidente che subisce un’azione di tira e molla gravitazionale, da parte di qualcuno nelle vicinanze e questo qualcuno non può che essere un altro pianeta. Il Kepler Telescope non riesce a rilevarlo: probabilmente la sua orbita è inclinata e dalla nostra posizione di osservatori non lo vediamo oscurare la propria stella. È il primo caso di un pianeta extrasolare che viene scoperto in questo modo.


RIVELAZIONI SUI BRILLAMENTI
Sembra proprio che i brillamenti solari siano più brillanti, in tutti i sensi, di quando credevamo. Sono improvvise e violente emissioni di radiazione e particelle, delle vere e proprie eruzioni di energia del Sole, gli eventi più energetici del Sistema solare. Grazie ai dati ottenuti di recente dal Solar Dynamics Observatory, della NASA, li conosciamo meglio e abbiamo scoperto che sono più intensi di quanto misurato in precedenza e che possono impiegare anche delle ore per esaurirsi. Questi nuovi aspetti sono estremamente importanti per dipingere un quadro più dettagliato di un fenomeno che ci riguarda da vicino. I brillamenti solari investono anche la nostra atmosfera: quando sono particolarmente energetici possono causare seri problemi alla nostra strumentazione in orbita. Conoscerli è fondamentale per stabilire delle strategie che permettano di limitare danni assolutamente indesiderati.



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