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Lunedì, Luglio 16, 2018
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    Publish In: Scienza e Futuro

Arrivo della sonda Dawn sull'asteroide Vesta, la quarta luna di Plutone e l'ultimo atterraggio dello shuttle

Per la sonda Dawn questo mese è stato indimenticabile. Pochi giorni fa è entrata in orbita attorno a Vesta, il più grande asteroide della fascia tra Marte e Giove da quando Cerere è stato promosso a pianeta nano. E ci ha spedito la prima immagine ravvicinata del corpo roccioso, ottenuta da una distanza di soli 16.000 chilometri.


Riprese come questa servono come riferimento per stabilire la traiettoria della sonda: dalle piccole differenze tra orbita calcolata e orbita effettiva sarà possibile risalire alla massa di Vesta con una precisione mai raggiunta prima. Il livello di dettaglio nelle immagini è inoltre molto maggiore rispetto a quelle riprese in precedenza dalla sonda stessa quando era ancora lontana dal suo obiettivo. Ora sarà possibile studiare la superficie di Vesta guardandone i particolari.
La prima immagine ravvicinata ad esempio conferma come la superficie di Vesta abbia mantenuto traccia degli impatti subiti nel corso della sua storia. Questo rende l’asteroide un ottimo testimone del passato, e in particolare di quali fossero le condizioni “ambientali” presenti nel sistema solare quando si sono formati i pianeti e gli asteroidi.

PLUTONE NE HA 4
Sarà anche piccolo, più piccolo della nostra Luna, ma di lune che gli ruotano intorno ne possiede ben 4. Il pianeta nano in questione è il lontano Plutone, e questa sua quarta luna una è scoperta recentissima, effettuata grazie al telescopio spaziale Hubble. Accorgersi della sua presenza non era facile perché è piccolissima: il suo diametro secondo le stime è fra i 13 e i 34 chilometri. Per il momento è stata battezzata semplicemente P4, ma con tutta probabilità verrà scelto anche per lei un nome più evocativo, giusto per non essere da meno di Caronte, Notte e Idra, le altre tre lune plutoniane. È così piccola e lontana che al momento sarà difficile sapere qualcosa di più sul suo conto, anche per il telescopio Hubble. Fortuna che c’è una sonda della NASA, la New Horizons, che per andare a studiare Plutone si era già messa in viaggio da tempo (è partita nel 2006). Arriverà a destinazione nel 2015, e la piccola P4 sarà senz’altro occasione per del lavoro extra.


ADDIO SHUTTLE
Con l’atterraggio dello shuttle Atlantis, avvenuto con successo il 21 luglio, finiscono le missioni delle navette americane e con esse si chiude un capitolo di storia: storia dell’esplorazione spaziale, della scienza, dell’umanità. Per gli shuttle non ci saranno più conti alla rovescia, né decolli, ma i musei e gli sguardi di chi li vorrà vedere da vicino. Sono trascorsi 30 anni dal primo lancio e adesso per Endeavour, Discovery e Atlantis è arrivato il momento di uscire di scena. A fare ancora su e giù dalla Stazione Internazionale ci penseranno i veicoli Soyuz, ma certo, senza gli shuttle non sarà più la stessa cosa.




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