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Giovedì, Agosto 13, 2020
News Astronomia L'acqua del nostro pianeta, una serra nello spazio e il concorso dell'ESO

I Crop Circles di Arecibo. Messaggi dal cosmo

  Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo trasmise nello spazio, in direzione dell'ammasso di stelle M13 (nella costellazione di Ercole) un messaggio, ideato da Frank Drake. Si trattav...

Il pianeta che cambia periodicamente sole,il misterioso rallentamento di Venere e la fine delle rocce nei buchi neri

Di possibili pianeti solitari che vagano nello spazio abbiamo sentito parlare. Ma pianeti intrappolati tra due stelle, che passano da una all’altra come una pallina da ping pong, questa è una novi...

L'avvistamento Ufo avvenuto in Antartide nel 1965

Nelle pubbliche dichiarazioni ufficiali , l'Argentina e il Cile hanno saldamente dichiarato l'esistenza di immagini a colori degli UFO riprese dalle loro stazioni scientifiche antartiche. A conferma...

Il pianeta di diamante trovato nella costellazione del Serpente

L'oggetto potrebbe essere il residuo di un peculiare processo di formazione in cui la materia gassosa in cui un’antica stella massiccia è stata assorbita dalla pulsar, che con il processo ha guadag...

Lo scontro galattico immortalato da Hubble, i proiettili di dimensioni planetarie scagliati da un buco nero e lo studio dei pesci per i problemi legati lla microgravità

Solo lo spazio profondo può offrirci delle immagini così mozzafiato, come questa “macchia” luminosa a oltre un miliardo di anni luce di distanza da noi. Si tratta di IRAS 14348-1447, il risultato...

La futura interazione tra macchina e cervello

La fantascienza cyberpunk degli anni ottanta raccontava di «impianti neurali» che connettevano il cervello a un dispositivo informatico. L’attore Keanu Reeves, protagonista di Johnny Mnemonic (1995)...

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    Publish In: Le Prove
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    Publish In: Scienza e Futuro

L'acqua del nostro pianeta, una serra nello spazio e il concorso dell'ESO

Da dove viene l’acqua del nostro pianeta? In gran parte dalla nube di polvere dalla quale si sarebbe formata la Terra. Lo affermano i ricercatori dell’Università di Londra, dopo aver elaborato al computer dei nuovi modelli di formazione planetaria. Eppure sembrava certo che a portare l’acqua fossero state le comete. Questi corpi ricchi di ghiaccio, avrebbero colpito il pianeta in gran numero circa 3-4 miliardi di anni fa: il loro ghiaccio, sciogliendosi, avrebbe poi formato gli oceani.


Tanta certezza si scontrava però con un dubbio: oltre all’ acqua, perché non troviamo altrettanta abbondanza di tutti gli altri elementi presenti nelle comete? Ora, i nuovi modelli elaborati a Londra danno una possibile risposta: le comete che ci hanno colpito erano meno di quello che pensavamo. La gran parte dell’acqua c’era già, loro si sono solo limitate ad aggiungerne poco altra.

I modelli dicono infatti che le molecole d’acqua presenti sulla Terra appena formata non sono volate via, a causa delle elevate temperature presenti all’epoca. Sono invece rimaste ben legate ai grani di polvere: e quando con il tempo il pianeta si è raffreddato, hanno potuto formare acqua liquida. Ricordiamo che questo scenario è per ora solo teorico. Inoltre non esclude che comete e anche asteroidi abbiano contribuito a portare il prezioso liquido qui da noi: semplicemente ne ridimensiona il contributo.

UNA SERRA NELLO SPAZIO
E’ una serra in miniatura, una serra da viaggio per un viaggio speciale, quello che attende l’astronauta italiano Paolo Nespoli. La meta è la Stazione Spaziale Internazionale, dove Nespoli rimarrà per un lungo periodo: da dicembre 2010 fino a marzo 2011. Fra i compiti e gli esperimenti che lo aspettano ci sarà anche la missione MagISStra che prevede la coltivazione di alcune piante di arabide comune, sfruttando una piccola serra progettata appositamente. In futuro, quando si viaggerà verso Marte o addirittura oltre, sarà fondamentale poter coltivare piante direttamente a bordo delle astronavi. Non solo, si valuta anche la possibilità di creare serre sulla Luna o sul pianeta rosso. Per questo è importante studiare la crescita e la fioritura delle piante in condizioni di microgravità e fare i confronti con quanto succede in condizioni normali, a terra. A terra, infatti, ci saranno altre serre, identiche a quella che andrà nello spazio, e molti occhi attenti ad osservare come crescono le piantine. In questa missione Paolo Nespoli avrà molti aiutanti: tutti gli studenti fra i 12 e i 14 anni che, con la propria classe, vorranno adottare una mini serra e partecipare all’esperimento con le proprie osservazioni, resoconti commenti. Tutte le informazioni per iscriversi e partecipare si trovano sul sito dell’ESA.


“HIDDEN TREASURES”: UN CONCORSO TARGATO ESO Con il concorso “Hidden Treasures –Tesori Nascosti”, lo European Southern Observatory, ESO, offre a chiunque la possibilità di rovistare dentro a uno scrigno, anzi, un archivio, e mettere mano a immagini ottenute in anni di osservazioni Non si tratta delle spettacolari foto astronomiche che siamo abituati ad ammirare in rete, in tv o nelle riviste specializzate, perlomeno non ancora. L’archivio dell’ESO contiene immagini per così dire “grezze”, così come sono state prodotte dagli strumenti. Lavorarci richiede tempo, pazienza e la capacità di interpretare i dati contenuti in ciascuna di esse. Tutto questo è sempre stato fatto dal personale dell’ESO, adesso però “Hidden Treasure” offre a chi lo desideri l’opportunità di lavorare sui singoli file d’archivio, combinarli e processarli usando software specifico. Partecipare è semplice: si accede all’archivio dell’ESO, ci si registra e ci si procura la propria cartella di file. A questo punto le immagini vanno combinate e opportunamente elaborate, secondo le regole ufficiali disponibili nel sito del concorso. Una volta conclusa l’opera, la si invierà nuovamente all’ESO che la valuterà. Il primo premio è molto allettante, consiste in un viaggio all-inclusive presso una delle strutture dell’ESO: il Very Large Telescope, che si trova in Cile. Per partecipare c’è tempo fino al 30 Novembre. Tutte le informazioni su www.eso.org.



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