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Lunedì, Agosto 19, 2019
News Astronomia Turismo spaziale a rischio, il colore dei pianeti e l'anello B di saturno

L'isola del mistero. Hy-Brasil

Quest’oggi vi proponiamo una storia molto interessante, affascinante e misteriosa. Tutti conosciamo il mito di “Atlantide” e la sua storia che affascina migliaia di persone, ma pochi sono a conosc...

Ancora sorsprese nel nostro Sistema Solare,l'acqua salata nel cuore di encelado ed i rischi degli astronauti nello spazio

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Il mistero dell’isola di Samo, in Grecia, e i suoi manufatti

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La dama del Mali, l'incredibile statua di 150 metri di almeno 20.000 anni fa costruita da una civiltà sconosciuta

La “Dama del Mali” è una gigantesca scultura femminile alta 150 metri che domina la vetta inaccessibile di un monte in Guinea, alto tra l’altro ben 1500 m scoperta dal geologo Angelo Pitoni. ...

L'Ufo incandescente filmato in Siberia

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L'incredibile video della Nasa che riprende un essere alieno nello spazio aperto

Nel seguente incredibile filmato viene ripreso dalle telecamere della NASA della Stazione Spaziale Internazionale una strana entità,simile ad un pesce o ad un invertrebato che sembra attraversare se...

  • L'isola del mistero. Hy-Brasil


    Publish In: Civiltà Misteriose
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  • La dama del Mali, l'incredibile statua di 150 metri di almeno 20.000 anni fa costruita da una civiltà sconosciuta


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    Publish In: Le Prove
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Turismo spaziale a rischio, il colore dei pianeti e l'anello B di saturno

Il turismo spaziale può nuocere gravemente alla salute, quella dell’intero pianeta. A lanciare l’allarme sono alcuni ricercatori della California: hanno simulato al computer il lancio in un anno di 1000 navette, più o meno il numero che potrebbero raggiungere le compagnie private nel 2020. E l’impatto ambientale che ne è risultato è preoccupante: un aumento della temperatura di un grado ai poli, quanto basta per provocare un pericoloso scioglimento dei ghiacci.

Responsabile sarebbe la fuligine prodotta dai motori delle navette, rilasciata a circa 40 chilometri di altezza: lassù non ci sono piogge a ripulire tutto, come invece avviene per quella emessa a quote molto più basse dai comuni aeroplani. E così la fuligine delle navette può rimanere in sospensione per oltre 10 anni, trattenendo il calore della luce solare e provocando un lieve aumento della temperatura che può portare allo scioglimento dei ghiacci.

Per la compagnia spaziale Xcor Aerospace la simulazione non è attendibile perché si basa sulle emissioni di motori vecchi e superati. Inoltre i dati sarebbero stati gonfiati. Ma anche nel dubbio su chi abbia ragione, e anche in presenza di emissioni minime, crediamo sia il caso di non inquinare affatto. Soprattutto perché parliamo di voli costosi, alla portata di pochi, e per di più solo a quote suborbitali. Cosa ci sia di spaziale in tutto questo ancora non lo abbiamo capito.


COLORI E PIANETI
Dimmi di che colore sei e ti svelerò la tua natura. Non è un test sulla personalità ma un nuovo modo per studiare e catalogare i pianeti. Il colore caratteristico di un pianeta, ovvero il modo in cui globalmente assorbe e riflette la luce della propria stella, permette di ricavare numerose informazioni sulla composizione della sua atmosfera o della sua stessa superficie. Perché allora non studiare un metodo per selezionare i pianeti a partire dalla loro colorazione? Ci ha pensato un gruppo di astronomi americani cominciando proprio dal Sistema solare: i pianeti sono stati “guardati” attraverso una opportuna combinazione di tre filtri colorati . I risultati sono stati rappresentati su un grafico e basta un’occhiata per vedere che c’è un solo caso che si isola da tutti gli altri, si tratta della Terra. Immaginiamo di essere degli alieni e di osservare i pianeti del Sistema solare con questo metodo: avremmo identificato subito l’unico mondo ospitale! L’idea è di applicare questa procedura agli altri sistemi planetari per andare a caccia di altre Terre o di possibili candidate ad esserlo. Per farlo però bisognerà aspettare di sviluppare tecnologie osservative sufficientemente potenti da permetterci di distinguere i colori dei singoli pianeti extrasolari.


UN ANELLO DA SPIEGARE
L’aspetto dell’anello B, la più vistosa fra le fasce di polvere e roccia che circondano Saturno, rappresenta da decenni un grosso punto di domanda. A cosa sono dovuti i numerosi solchi che lo fanno assomigliare a uno di quei vecchi dischi di vinile? Certo, la struttura degli anelli più esterni può risentire dell’influenza gravitazionale di lune grandi e piccole in orbita intorno a Saturno, ma questo fatto non dovrebbe riguardare il grande anello B. E infatti, stando a recenti analisi dei dati della sonda Cassini, i solchi che si osservano non sono dovuti a cause esterne. Sono il risultato di una ridistribuzione del materiale che compone l’anello stesso: c’è una tendenza naturale dei frammenti rocciosi di ammassarsi in fasce più dense, lasciando così delle zone più rarefatte, che sembrano dei solchi. Su scale completamente diverse e in linea del tutto generale, questa stessa tendenza ad ammassarsi si presenterebbe anche all’interno delle galassie a spirale e nei dischi di polvere e gas che circondano alcune stelle: un processo simile per scenari molto diversi.



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