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Venerdì, Ottobre 20, 2017
News Astronomia Turismo spaziale a rischio, il colore dei pianeti e l'anello B di saturno

Un nuovo segreto scoperto nel quadro della Gioconda di Da Vinci

Il mistero della Gioconda, uno dei più celebri dipinti di ogni tempo, probabilmente resterà tale fino alla fine dei tempi. E come tale continuerà a scatenare una continua ridda di ipotesi più o me...

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“E’ come se un cane si fosse trasformato in gatto durante la passeggiata”. Così i fisici hanno commentato l’esperimento che ha dimostrato come i neutrini possano cambiare al volo le loro caratteris...

Levitazione sonora, un' antica scienza del passato?

In tutto il mondo la memoria popolare registra un tempo remoto in cui i civilizzatori usavano il potere del suono per erigere le prime città. Avvolte nel più profondo mistero sono le rovine di Ti...

Gli ologrammi colorati in luce bianca

Una nuova tecnica consente di produrre ologrammi multicolori in cui i colori restano gli stessi anche cambiando direzione di vista, come nell'oggetto originale Una nuova tecnica che sf...

Il professor Eben Alexander, dopo essere tornato dalla morte, afferma "il Paradiso esiste!"

MILANO - Il professor Eben Alexander era sempre stato scettico a proposito di vita ultraterrena e dei racconti di esperienze extracorporee che gli venivano fatti dai suoi pazienti. Ma da quando n...

Il lancio del telescopio spaziale NuSTAR,la diffusione dei pianeti simili al nostro e l'avvio al grandissimo telescopio europeo E-LT

Tutto liscio per NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope array), che ha preso il volo verso  l’orbita terrestre. Alle 12:00 a.m. EDT (circa le 18:00  in Italia) è partito dall’atollo Kwajalein , ne...

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Turismo spaziale a rischio, il colore dei pianeti e l'anello B di saturno

Il turismo spaziale può nuocere gravemente alla salute, quella dell’intero pianeta. A lanciare l’allarme sono alcuni ricercatori della California: hanno simulato al computer il lancio in un anno di 1000 navette, più o meno il numero che potrebbero raggiungere le compagnie private nel 2020. E l’impatto ambientale che ne è risultato è preoccupante: un aumento della temperatura di un grado ai poli, quanto basta per provocare un pericoloso scioglimento dei ghiacci.

Responsabile sarebbe la fuligine prodotta dai motori delle navette, rilasciata a circa 40 chilometri di altezza: lassù non ci sono piogge a ripulire tutto, come invece avviene per quella emessa a quote molto più basse dai comuni aeroplani. E così la fuligine delle navette può rimanere in sospensione per oltre 10 anni, trattenendo il calore della luce solare e provocando un lieve aumento della temperatura che può portare allo scioglimento dei ghiacci.

Per la compagnia spaziale Xcor Aerospace la simulazione non è attendibile perché si basa sulle emissioni di motori vecchi e superati. Inoltre i dati sarebbero stati gonfiati. Ma anche nel dubbio su chi abbia ragione, e anche in presenza di emissioni minime, crediamo sia il caso di non inquinare affatto. Soprattutto perché parliamo di voli costosi, alla portata di pochi, e per di più solo a quote suborbitali. Cosa ci sia di spaziale in tutto questo ancora non lo abbiamo capito.


COLORI E PIANETI
Dimmi di che colore sei e ti svelerò la tua natura. Non è un test sulla personalità ma un nuovo modo per studiare e catalogare i pianeti. Il colore caratteristico di un pianeta, ovvero il modo in cui globalmente assorbe e riflette la luce della propria stella, permette di ricavare numerose informazioni sulla composizione della sua atmosfera o della sua stessa superficie. Perché allora non studiare un metodo per selezionare i pianeti a partire dalla loro colorazione? Ci ha pensato un gruppo di astronomi americani cominciando proprio dal Sistema solare: i pianeti sono stati “guardati” attraverso una opportuna combinazione di tre filtri colorati . I risultati sono stati rappresentati su un grafico e basta un’occhiata per vedere che c’è un solo caso che si isola da tutti gli altri, si tratta della Terra. Immaginiamo di essere degli alieni e di osservare i pianeti del Sistema solare con questo metodo: avremmo identificato subito l’unico mondo ospitale! L’idea è di applicare questa procedura agli altri sistemi planetari per andare a caccia di altre Terre o di possibili candidate ad esserlo. Per farlo però bisognerà aspettare di sviluppare tecnologie osservative sufficientemente potenti da permetterci di distinguere i colori dei singoli pianeti extrasolari.


UN ANELLO DA SPIEGARE
L’aspetto dell’anello B, la più vistosa fra le fasce di polvere e roccia che circondano Saturno, rappresenta da decenni un grosso punto di domanda. A cosa sono dovuti i numerosi solchi che lo fanno assomigliare a uno di quei vecchi dischi di vinile? Certo, la struttura degli anelli più esterni può risentire dell’influenza gravitazionale di lune grandi e piccole in orbita intorno a Saturno, ma questo fatto non dovrebbe riguardare il grande anello B. E infatti, stando a recenti analisi dei dati della sonda Cassini, i solchi che si osservano non sono dovuti a cause esterne. Sono il risultato di una ridistribuzione del materiale che compone l’anello stesso: c’è una tendenza naturale dei frammenti rocciosi di ammassarsi in fasce più dense, lasciando così delle zone più rarefatte, che sembrano dei solchi. Su scale completamente diverse e in linea del tutto generale, questa stessa tendenza ad ammassarsi si presenterebbe anche all’interno delle galassie a spirale e nei dischi di polvere e gas che circondano alcune stelle: un processo simile per scenari molto diversi.



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