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Sabato, Giugno 23, 2018
News Astronomia Turismo spaziale a rischio, il colore dei pianeti e l'anello B di saturno

La possibile acqua di Tritone,il passaggio di Venere davanti al Sole e l'insolito aumento dei raggi cosmici negli anni 774 e 775

Tritone ci nasconde qualcosa. E forse quel qualcosa è tanta acqua liquida. Il che sarebbe una sorpresa vista la sua lontananza dal Sole. Tritone è un piccolo satellite di Nettuno, ultimo pianeta ...

L'Ufo filmato nella bassa Normandia durante un'abduction

Un incredibile video è stato filmato da un testimone nella bassa Normandia a Nord della Francia. Il video in questione mostra una luce che rimane immobile nel cielo sdoppiandosi per poi tornare a es...

Il video dell'Ufo ripreso dalla polizia britannica sul quotidiano The Sun

Secondo il quotidiano inglese The Sun, una pattuglia di Polizia, composta da due agenti, sono stati testimoni dell’avvistamento di un misterioso oggetto volante a forma di sigaro, avvenuto il 13 Se...

119 persone scomparse nel nulla, un villaggio trovato deserto. Il mistero della colonia di Roanoke

Tutto cominciò nel 1584 quando Sir Walter Raleigh reclutò due esperti uomini di mare, Philip Amadas e Arthur Barlowe, per inviarli nel Nuovo Mondo. Il loro incarico consisteva nell’individuare un ...

La misteriosa scritta ebraica trovata su una roccia antica in New Messico

Nel 1933, nello Stato del New Mexico negli Stati Uniti, ai piedi del pianoro nei pressi della cittadina di Los Lunas venne fatta una scoperta sorprendente; una pietra, costellata di alcuni strani...

La sostanza dell'isola di Pasqua che ci permetterà di vivere a lungo

  E' il sogno dell'umanità da sempre. Un elisir di lunga vita, una sostanza cioè che faccia vivere a lungo, anzi a lunghissimo, meglio se si evita anche l'invecchiamento. Dalla lontana e misteri...

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Turismo spaziale a rischio, il colore dei pianeti e l'anello B di saturno

Il turismo spaziale può nuocere gravemente alla salute, quella dell’intero pianeta. A lanciare l’allarme sono alcuni ricercatori della California: hanno simulato al computer il lancio in un anno di 1000 navette, più o meno il numero che potrebbero raggiungere le compagnie private nel 2020. E l’impatto ambientale che ne è risultato è preoccupante: un aumento della temperatura di un grado ai poli, quanto basta per provocare un pericoloso scioglimento dei ghiacci.

Responsabile sarebbe la fuligine prodotta dai motori delle navette, rilasciata a circa 40 chilometri di altezza: lassù non ci sono piogge a ripulire tutto, come invece avviene per quella emessa a quote molto più basse dai comuni aeroplani. E così la fuligine delle navette può rimanere in sospensione per oltre 10 anni, trattenendo il calore della luce solare e provocando un lieve aumento della temperatura che può portare allo scioglimento dei ghiacci.

Per la compagnia spaziale Xcor Aerospace la simulazione non è attendibile perché si basa sulle emissioni di motori vecchi e superati. Inoltre i dati sarebbero stati gonfiati. Ma anche nel dubbio su chi abbia ragione, e anche in presenza di emissioni minime, crediamo sia il caso di non inquinare affatto. Soprattutto perché parliamo di voli costosi, alla portata di pochi, e per di più solo a quote suborbitali. Cosa ci sia di spaziale in tutto questo ancora non lo abbiamo capito.


COLORI E PIANETI
Dimmi di che colore sei e ti svelerò la tua natura. Non è un test sulla personalità ma un nuovo modo per studiare e catalogare i pianeti. Il colore caratteristico di un pianeta, ovvero il modo in cui globalmente assorbe e riflette la luce della propria stella, permette di ricavare numerose informazioni sulla composizione della sua atmosfera o della sua stessa superficie. Perché allora non studiare un metodo per selezionare i pianeti a partire dalla loro colorazione? Ci ha pensato un gruppo di astronomi americani cominciando proprio dal Sistema solare: i pianeti sono stati “guardati” attraverso una opportuna combinazione di tre filtri colorati . I risultati sono stati rappresentati su un grafico e basta un’occhiata per vedere che c’è un solo caso che si isola da tutti gli altri, si tratta della Terra. Immaginiamo di essere degli alieni e di osservare i pianeti del Sistema solare con questo metodo: avremmo identificato subito l’unico mondo ospitale! L’idea è di applicare questa procedura agli altri sistemi planetari per andare a caccia di altre Terre o di possibili candidate ad esserlo. Per farlo però bisognerà aspettare di sviluppare tecnologie osservative sufficientemente potenti da permetterci di distinguere i colori dei singoli pianeti extrasolari.


UN ANELLO DA SPIEGARE
L’aspetto dell’anello B, la più vistosa fra le fasce di polvere e roccia che circondano Saturno, rappresenta da decenni un grosso punto di domanda. A cosa sono dovuti i numerosi solchi che lo fanno assomigliare a uno di quei vecchi dischi di vinile? Certo, la struttura degli anelli più esterni può risentire dell’influenza gravitazionale di lune grandi e piccole in orbita intorno a Saturno, ma questo fatto non dovrebbe riguardare il grande anello B. E infatti, stando a recenti analisi dei dati della sonda Cassini, i solchi che si osservano non sono dovuti a cause esterne. Sono il risultato di una ridistribuzione del materiale che compone l’anello stesso: c’è una tendenza naturale dei frammenti rocciosi di ammassarsi in fasce più dense, lasciando così delle zone più rarefatte, che sembrano dei solchi. Su scale completamente diverse e in linea del tutto generale, questa stessa tendenza ad ammassarsi si presenterebbe anche all’interno delle galassie a spirale e nei dischi di polvere e gas che circondano alcune stelle: un processo simile per scenari molto diversi.



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