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Venerdì, Agosto 18, 2017
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Diamanti e Mammut, trovata acqua nello spazio e l'esperienza Nasa per i minatori

Perché 13mila anni fa i mammuth si sono estinti? Per alcuni ricercatori fu colpa di un asteroide o di una cometa che avrebbe colpito il Nord America. I conseguenti stravolgimenti climatici avrebbero causato l’estinzione di molti grandi animali, come i mammuth, oltre a lasciare un ricordo traumatico agli uomini dell’epoca. Sino ad oggi però non sono state trovate prove di quell’impatto, e ora giunge la notizia di un nuovo fallimento.


Questa volta, analizzando sedimenti risalenti a quel periodo, si cercava la presenza di nanodiamanti, ovvero diamanti microscopici che possono essersi formati solo sotto la pressione estrema dovuta all’impatto con un bolide celeste. Ma non ne è stato trovato nemmeno uno. Erano invece presenti strutture cristalline simili ai nanodiamanti, e questo potrebbe aver tratto in inganno chi anni fa pensò di averli scoperti e di avere quindi individuato la prova tanto cercata.

I sostenitori dell’impatto non demordono: per loro le analisi sui sedimenti non sono state effettuate nel modo giusto. Ma nel frattempo devono fare i conti con il numero crescente di ricercatori che dopo tanti fallimenti sta passando dalla parte degli scettici. Su una cosa sono però tutti d’accordo: 13mila anni fa il clima è cambiato velocemente e i mammuth ne hanno pagato le conseguenze a caro prezzo.


LA STELLA E LA SUA NUVOLA
L’osservatorio spaziale Herschel ha letteralmente scoperto l’acqua calda…dove non ci si sarebbe mai aspettati di trovarla. Non su un pianeta o un asteroide, ma intorno a una stella, sotto forma di una enorme nube di vapore acqueo. Da dove arriva? In un primo momento si è pensato che da quelle parti ci fossero stati piccoli pianeti o comete, corpi ricchi di ghiaccio che a un certo punto sarebbe diventato vapore, formando questa grande nuvola. Un’ipotesi che le misure effettuate da Herschel hanno fatto scartare: quel vapore è troppo caldo per provenire dalla distruzione di corpi ghiacciati. La spiegazione è che le molecole di acqua si siano formate proprio lì, grazie a un ingrediente speciale: la radiazione ultravioletta proveniente dalle stelle circostanti. Questa radiazione energetica va a colpire altre molecole presenti intorno alla stella, rompendole e rilasciano atomi di ossigeno che andrebbero poi ad attaccarsi alla molecole di idrogeno. Dato che idrogeno+ossigeno= acqua, ecco spiegata la nuvola intorno alla stella. Questa scoperta svela che la radiazione ultravioletta è l’ingrediente segreto per la ricetta dell’acqua spaziale.


MINATORI COME GLI ASTRONAUTI
L’esperienza maturata nel corso delle missioni spaziali corre a dare un aiuto psicologico ai 33 minatori intrappolati a 700 m di profondità in Cile. Vivere isolati per mesi in uno spazio chiuso: è quanto devono sopportare gli sfortunati minatori, ma sono anche le tipiche condizioni in cui vivono gli astronauti della stazione spaziale. Ecco allora che la NASA scende in campo, mettendo a disposizione quanto imparato nel corso degli anni. Ci sono alcuni aspetti da tener presenti: dall’importanza di gestire con efficienza le comunicazioni con l’esterno al fatto di non nascondere la verità su eventuali rallentamenti delle operazioni di salvataggio. Un punto fondamentale è la necessità, per il corpo e la mente, di mantenere i ritmi scanditi normalmente dal giorno e la notte, anche in un ambiente chiuso. Se viene a mancare questa alternanza, ha appurato la NASA, le conseguenze sono depressione, irritabilità e perdita di concentrazione. Secondo i dati in possesso dell’agenzia spaziale, il periodo più duro per il morale dei suoi equipaggi inizia con la seconda metà della permanenza in missione, ma ciò può non accadere: tutto dipende in questo caso da abilità e competenza dei soccorritori.




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