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Venerdì, Ottobre 18, 2019
News Astronomia Il pericoloso risveglio del Sole e il silenzio della sonda Spirit

Mingus, la supernova più distante scoperta finora, le nuove stime d'impatto di Apophis e le nuove scoperte di ALMA

Si chiama Mingus, in onore del musicista jazz Charles Mingus, ed è una tra le supernovae più lontane mai scoperte finora. Le supernovae sono stelle che al termine dela loro evoluzione esplodono in...

L'astro sfuggito ad un buco nero, le bellissime immagini realizzate da Chandra e la condivisione del sapere nella scienza

Sarà pure un “immenso Paradiso” il superammasso di galassie che ospita anche la Via Lattea, la nostra ‘casa’, ma a volte, qua e là, in questa sterminata regione di spazio, l’esistenza di parecchi...

L'incredibile monolite nero fotografato su Mercurio dalla sonda Messenger

Sembra che Marte non è l’unico pianeta del nostro sistema solare che ospita monoliti misteriosi. Secondo le immagini registrate dalle sonde spaziali, relative alla superficie di Mercurio, il pianeta...

E' stato realizzato dal MIT il mantello dell'invisibilità anche per gli elettroni

Un mantello dell’invisibilità per gli elettroni è stato proposto da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che illustrano i risultati a cui sono giunti in un ar...

Il mistero della pioggia color sangue di Kerala in India di possibile origine extraterrestre

La Pioggia rossa in Kerala è un fenomeno che è stato osservato sporadicamente dal 25 luglio al 23 settembre 2001 nello stato indiano meridionale di Kerala. Si verificarono violenti acquazzoni nei qu...

Le molecole organiche complesse create dalle stelle,l'immenso campo magnetico dei buchi neri e l'assenza di civiltà aliene su 100.000 galassie

Un recente studio ha dimostrato che le molecole organiche complesse, che sono alla base delle cellule e quindi anche della vita sulla Terra, si sono create nella fase di formazione stellare, sopra...

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    Publish In: Uomini e Misteri
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Il pericoloso risveglio del Sole e il silenzio della sonda Spirit

Il primo agosto i satelliti che si dedicano allo studio del Sole hanno registrato un brillamento, una improvvisa eruzione molto luminosa. Non si tratta di un fenomeno insolito per la nostra stella, eppure questa volta l’interesse suscitato è stato notevole. Mauro Messerotti dell’Inaf- Osservatorio astronomico di Trieste ci spiega il perché:

“Non è stato effettivamente un fenomeno di tipo nuovo ma ha segnato una ripresa abbastanza intensa dell’attività solare. Abbiamo sperimentato un minimo di attività molto prolungato, c’è stata una ripresa nei primi mesi del 2010, poi nuovamente un periodo di quiescenza e questo brillamento ha segnato una ripresa abbastanza importante. Sebbene non intenso in sé, ha provocato una espulsione di massa dalla corona solare che poi si è propagata in tutte le direzioni e ha raggiunto e interessato la Terra.”

Questi fenomeni quindi ci interessano da vicino, che tipo di effetti hanno sul nostro pianeta?

“C’è una serie molto nutrita di effetti poiché l’espulsione di massa dalla corona solare, quando interagisce con il campo magnetico della Terra, lo perturba. Avvengono quindi delle tempeste geomagnetiche e delle variazioni impulsive dell’intensità del campo magnetico terrestre (cosa che fa impazzire le bussole per capirci) e naturalmente anche le aurore polari che sono quelle luminescenze nel cielo notturno determinate dalla precipitazione di particelle che provengono dal Sole. Sono interessati anche i sistemi tecnologici: le particelle che provengono dal Sole possono distruggere l’elettronica dei satelliti, possono variare le caratteristiche nell’atmosfera terrestre e quindi la propagazione delle radioonde, possono determinare degli effetti a livello del suolo e indurre delle correnti elettriche molto intense negli elettrodotti provocando dei blackout elettrici come è già successo in passato anche in maniera abbastanza significativa.”

Quindi è importante tenere d’occhio questo genere di comportamenti, ma noi oggi abbiamo gli strumenti per riuscire in qualche modo a prevederli?

“Abbiamo una rete di osservatori spaziali e abbiamo anche una serie di strumenti di osservazione da terra, però la previsione è particolarmente difficile perché per molti di questi fenomeni ci sfugge ancora la fisica e quindi dobbiamo fare delle previsioni che sono di tipo statistico e questo le rende affidabili fino a un certo punto.”


TERRA CHIAMA SPIRIT
Mentre noi ci godiamo l’estate, qualcuno, su Marte, si trova nel bel mezzo di un rigido inverno. Si tratta del rover Spirit, il robot con le ruote della NASA che dallo scorso 22 marzo ha smesso di inviare segnali. Il 26 luglio i tecnici hanno dato inizio alle procedure per cercare di ristabilire le comunicazioni. A differenza degli inverni precedenti, questa volta le batterie rischiano di non garantire l’energia minima necessaria a mantenerlo, per così dire, in letargo.

Intrappolato nella sabbia dallo scorso anno, Spirit non è riuscito a raggiungere una posizione sufficientemente soleggiata alla quale esporre i propri pannelli solari e ora la sua temperatura interna tocca i -55°, quando si era sempre riusciti a mantenerla al di sopra dei -40°. Riuscirà il vecchio Spirit a raccogliere le forze per emettere un “bip” di risposta? Non ci resta che aspettare, almeno fino a marzo 2011: dopo di allora, se l’estate del pianeta rosso non riuscirà a risvegliare il rover, è poco probabile che avremo ancora sue notizie.



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