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Domenica, Dicembre 17, 2017
News Astronomia Gas intergalattico, le nuove fotocamere spaziali e l'ultimo saluto allo Shuttle

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L'inverno del 1885 fu eccezionalmente severo per il sudovest dell'Inghilterra, regione ...

Il misterioso ritrovamento di un dito gigante in Egitto

In Egitto è stato ritrovato un dito gigante di 40 cm, ma le foto sono state rilasciate per la prima volta soltanto adesso. Le immagini di questo dito sono state scattate da un ricercatore di nome...

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Chi l’avrebbe detto che in pieno Medioevo, periodo storico non certo aperto alla scienza, sarebbero stati gettati, seppur involontariamente, i semi di una delle teorie oggi più avanzata e dibattut...

Il villaggio addormentato: il misterioso caso del Kazakistan

I residenti del remoto villaggio di Kalachi, nel nord del Kazakistan, sono stati colpiti da una misteriosa malattia che fa dormire fino a quattro giorni di fila. I medici, tuttavia, non sono s...

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Una famiglia, padre edi i 2 figli, vanno nel bosco vicino ad un parco giochi quando ad un certo punto vedono uno strano insetto e vanno per filmarlo. Nel video si vede che non era esattamente un ins...

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Gas intergalattico, le nuove fotocamere spaziali e l'ultimo saluto allo Shuttle

Materia oscura ed energia oscura: insieme costituiscono il 95% dell’Universo.Solo il rimanente 5% è dato da protoni, neutroni ed elettroni, la cosiddetta materia ordinaria di cui sono fatti stelle e pianeti. Ordinaria ma in parte anche sfuggente visto che, osservazioni e calcoli alla mano, di quel 5% circa la metà non si sapeva dove potesse essere.

Il dilemma èstato finalmente risolto da un gruppo di ricercatori, tra i quali gli italiani dell’INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica. I loro risultati hanno stabilito che la materia ordinaria mancante è data da un gas che si trova tra le galassie. Sino ad ora questo gas era sfuggito alle osservazioni perché molto rarefatto: appena 6 atomi per metro cubo, contro il milione di atomi per metro cubo del comune gas interstellare.

Fabrizio Nicastro, tra i ricercatori coinvolti, ci spiega perché la conferma della presenza di questo gas intergalattico è giunta solo in questi ultimi anni:

“Il nostro gruppo ci sta lavorando da circa dieci anni. Abbiamo iniziato da quando sono diventati disponibili i nuovi strumenti in banda X, cioè da quando Chandra e XMM-Newton sono stati lanciati. Difatti tutte queste scoperte recenti sono state realizzate grazie a spettrometri X ad alta risoluzione che prima dei lanci di questi due satelliti non erano ancora operativi.”

Messa a posto la materia ordinaria, adesso si tratta di scoprire dove si trova la materia non ordinaria: ovvero quella parte di materia oscura che costituisce il 22% dell’intero Universo.

CHI SI GUARDA ALLE SPALLE
Il satellite Proba-2, dell’Agenzia Spaziale Europea, si dedica allo studio del Sole ed è verso di esso che puntano i suoi principali strumenti. C’è però un’eccezione, piccola quanto una tazzina del caffè, che anziché guardare la nostra stella rivolge l’attenzione al nostro pianeta. Si tratta di X-Cam una fotocamera sperimentale, di dimensioni molto ridotte, che si trova in orbita a bordo di Proba-2 proprio per testare sé stessa e le nuove tecnologie di cui è frutto. X-Cam è l’ultima arrivata di una serie di fotocamere in miniatura progettate da una compagnia Svizzera: ha già ottenuto un’immagine di prova dell’emisfero sud della Terra che mostra buona parte dell’Argentina. La sfida delle fotocamere destinate all’esplorazione spaziale consiste nel non sapere a priori cosa si vedrà, né quali immagini mettere a fuoco o quali siano i tempi di esposizione ottimali, ma la tecnologia di X-Cam la rende intelligente e capace di decidere tutto questo da sé. I successori di X-Cam hanno già un posto prenotato a bordo delle prossime missioni ExoMars e BepiColombo.

L’ULTIMA VOLTA DI ATLANTIS
Lo shuttle Atlantis, che in questi giorni è in orbita attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale, una volta tornato a terra potrebbe non decollare mai più. Dopo ben 25 anni di carriera, per Atlantis è arrivato il momento dell’addio allo spazio: con tutta probabilità, quella in corso è la sua ultima missione. Gli altri due vecchi compagni rimasti, Discovery e Endeavour, si ritireranno a loro volta e con la fine di quest’anno si concluderà l’epoca degli shuttle. Cosa succederà dopo? Per raggiungere la stazione orbitante ci si affiderà alla navette Soyuz e continueremo comunque a fare su e giù dallo spazio. Senza shuttle non sarà la stessa cosa, ma dopo più di trent’anni di attività è arrivato il momento di concludere questo capitolo dell’esplorazione spaziale per iniziarne di nuovi.


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