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Venerdì, Settembre 18, 2020
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Ultime sulla luna Phobos, asteroidi vicini e il record del mulinello stellare

Una serie di incontri ravvicinati per svelare cosa nasconde una delle due lune di Marte. La luna in esame è Phobos, ad avvicinarla è la sonda europea Mars Express. In questi giorni, la sonda sta passando vicino al piccolo satellite dalla forma a patata, giungendo tra l’altro alla distanza minima di appena 67 chilometri. Tra gli obiettivi, capire cosa c’è dentro Phobos: è tutto un blocco unico o è pieno di buchi e caverne?

A dircelo saranno i dati raccolti da uno degli strumenti di bordo: il radar MARSIS, costruito in gran parte in Italia. Roberto Orosei, vice responsabile scientifico dello strumento:

“MARSIS è un radar in grado di sondare l’interno di un corpo. Viene utilizzato per studiare il sottosuolo di Marte alla ricerca della presenza di ghiaccio d’acqua e di acqua liquida mentre nel caso di Phobos cerca di capire la sua struttura interna, attraverso gli echi di segnali che vengono riflessi da discontinuità, fratture e crepe.”

Una volta determinata la struttura interna, sapremo anche qual è la vera origine di Phobos. L’ipotesi più diffusa è il satellite sia un semplice asteroide della fascia principale rimasto intrappolato dall’attrazione di Marte.

“E’ una delle ipotesi. L’altra è che invece si sia formato lì. Ognuna delle due ipotesi implica una diversa struttura interna, quindi dalla sua struttura possiamo capire quale è stata la sua origine. Se proviene dalla fascia degli asteroidi, risulterà indifferenziato, come un unico blocco di pietra. Se invece si è formato lì, dai detriti di un impatto che ha colpito la superficie di Marte, che sono schizzati in orbita e si sono poi aggregati, allora Phobos avrà una struttura fatta di grossi macigni compattati l’uno con l’altro. Se è così, lo vedremo con i dati radar.”

VICINI E NASCOSTI
Sono 16 asteroidi che percorrono orbite vicine a quella della Terra e dei quali finora non ci eravamo accorti. Poi è arrivato il telescopio orbitante WISE che, in appena 6 settimane di osservazioni li ha smascherati. Questi 16 corpi rocciosi riflettono poco la luce del Sole: uno di essi è così scuro da poter essere paragonato all’asfalto! Ecco perché i normali telescopi ottici non li avevano individuati. Tuttavia, chi non riflette la luce del Sole la assorbe, riscaldandosi e WISE che è sensibile alla radiazione infrarossa “vede” le sfumature di temperatura. Accanto alla soddisfazione per la scoperta e per l’efficienza di WISE, c’è l’incertezza sul numero di questi oscuri vicini ancora da scoprire. Secondo le stime, nei dintorni della Terra ce ne potrebbero essere ben 200. Alcuni di essi potrebbero rappresentare una minaccia, ecco perché è necessario individuarli quanto prima, grazie a strumenti come WISE.

MULINELLO STELLARE
Quante cose si possono fare in 5 minuti? Poche e alla svelta, ma per una coppia di stelle questo piccolo intervallo di tempo è sufficiente a garantirsi un primato. In appena cinque minuti e qualche secondo queste due stelle, scoperte nel 1999, riescono a effettuare un giro completo una intorno all’altra: un vero mulinello stellare, tale da lasciare increduli gli stessi astronomi. La distanza che le separa è pari ad appena 3 volte il diametro della Terra e inoltre una delle due sta letteralmente risucchiando via il materiale appartenente all’altra, il tutto continuando la reciproca giravolta. Questo sistema stellare è un oggetto di studio interessantissimo perché potrebbe produrre le onde gravitazionali previste da Einstein ma non ancora rilevate con certezza nonostante le numerose ricerche.



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