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Domenica, Dicembre 17, 2017
News Astronomia La cometa senza testa, i colori pallidi degli asteroidi e tecnologia spaziale per case automobilistiche

David Wilcock: scienza e profezie nel 2012

L’interesse di David Wilcock sugli argomenti metafisici, risale quasi al momento della sua nascita. Wilcock, sin dall’età di 2 anni, ricorda di aver sognato imponenti cilindri metallici che galleggiav...

La Luna si è ristretta, la stella con i sette pianeti e la salute umana nello spazio

La Luna si è ristretta di 200 metri. Non in questi ultimi giorni ma nel corso dell’ultimo miliardo di anni. E nello stesso lunghissimo lasso di tempo le sono pure comparse delle rughe, o per essere...

La misteriosa origine dei monoliti di Asuka in Giappone

Asuka affonda le sue origini nel periodo della storia giapponese definito Jidai Kofun (250-552 d.C.), caratterizzato dalla realizzazione di numerosi tumuli funerari. La zona è conosciuta anche...

Il mistero della macchina di Antykithera

La macchina di Antykithera è il più antico calcolatore meccanico conosciuto, databile intorno al 150-100 a.C. Si tratta di un sofisticato planetario, mosso da ruote dentate, che serviva per calcolare ...

Il teologo che già nel medioevo ipotizzava gli Universi paralleli

Chi l’avrebbe detto che in pieno Medioevo, periodo storico non certo aperto alla scienza, sarebbero stati gettati, seppur involontariamente, i semi di una delle teorie oggi più avanzata e dibattut...

Nelle remote paludi della Spagna sorgeva Atlantide

Un gruppo di ricercatori internazionali ha annunciato di avere scoperto il punto in cui sorgeva la leggendaria città di Atlantide, identificandolo nelle remote paludi della Spagna sud-occidentale...

La cometa senza testa, i colori pallidi degli asteroidi e tecnologia spaziale per case automobilistiche

Che ci fa una cometa senza testa in mezzo a tanti asteroidi? Se lo sono chiesto per qualche giorno astronomi e appassionati quando, proprio dentro la fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, hanno individuato una lunga scia di polveri. Subito si è pensato alla coda di una cometa, e subito sono apparse alcune stranezze, come l’ apparente mancanza della chioma: la cometa era tutta coda e niente testa.

Ci sono volute le osservazioni successive per scoprire che, vicino alla coda di polveri, c’è un piccolo corpo roccioso di 200 metri. E per capire che l’ipotesi della cometa era sbagliata. Piuttosto sembra che da quelle parti sia avvenuto lo scontro tra due asteroidi. Il corpo roccioso ne sarebbe un frammento mentre la polvere prodotta dall’urto, sospinta dal vento solare, avrebbe formato la lunga striscia scambiata per la coda di una cometa.

Se le cose stanno così, avremmo di fronte un impatto tra asteroidi avvenuto ai nostri giorni. Un’occasione per studiare oggi quanto avveniva di frequente in quella zona milioni di anni fa, quando il sistema solare era più caotico. E per avere la conferma che certi asteroidi, colpiti con forza, possono sbriciolarsi con estrema facilità.

FACCIAMO IMPALLIDIRE GLI ASTEROIDI
Abbiamo già sentito parlare degli sconvolgimenti che potrebbe causare l’impatto di un grosso asteroide sul nostro pianeta. Ma se provassimo a cambiare punto di vista, cosa potremmo dire della “salute” del nostro visitatore? Secondo recenti osservazioni, un incontro ravvicinato con la Terra può alterare la struttura stessa di alcuni di questi corpi rocciosi. Questa conferma risolverebbe un vecchio dubbio di natura estetica: i ricercatori non si spiegavano perché alcuni asteroidi che si trovano nelle zone più interne del sistema solare sembrino più pallidi rispetto ad altri, la loro superficie esterna somiglia di più a quello che dovrebbe essere l’interno di certi meteoriti. Sarebbe l’attrazione gravitazionale terrestre a deformare certi asteroidi, causando spaccature e smottamenti che portano in superficie rocce interne. Secondo i calcoli, tutti gli asteroidi che si spingono a meno di 100'000 km dalla Terra, devono pagare questo genere di conseguenze. Per avere la certezza che questa spiegazione regga, non ci resta che aspettare Apophis, l’asteroide che secondo le previsioni arriverà ad appena 40'000 km da noi, nel 2029 : riusciremo a farlo impallidire?

DALLO SPAZIO ALLE AUTOMOBILI
Dalla Stazione Spaziale alla catena di montaggio dell’industria automobilistica: ecco uno dei tanti modi in cui la tecnologia sviluppata per lo spazio diventa protagonista in ambiti decisamente “terreni”. Questa volta sono state riadattate le tecnologie sviluppate per ATV, un portacarichi in grado di raggiungere la stazione spaziale ed effettuare l’attracco in modo completamente automatico, senza bisogno di equipaggio umano. Ciò è stato possibile grazie a un sofisticato sistema di autotracciamento della traiettoria e di riconoscimento automatico dell’area di attracco. Lo stesso sistema, opportunamente modificato, è approdato all’interno di una fabbrica Volkswagen, in Portogallo. Viene utilizzato per montare i cruscotti delle auto quando si trovano sul nastro trasportatore.



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