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Giovedì, Dicembre 12, 2019
News Astronomia La cometa senza testa, i colori pallidi degli asteroidi e tecnologia spaziale per case automobilistiche

Lampada di Dendera

Le lampade di Dendera sono dei geroglifici scoperti dall'archeologo francese Auguste Mariette (Londra, 17 giugno 1832 – Londra, 4 aprile 1919) nel 1857 a circa 70 km da Tebe, nel tempio di Dendera, si...

Il misterioso ufo in modalità invisibile filmato a Tulum in Messico

Un Ufo in modalità invisibile è stato filmato a Tulum, in Messico vicino all'antico castello. L'avvistamento in questione è avvenuto in modo singolare in quanto due turisti, che stavano visitando il...

I misteriosi scheletri radioattivi di Mohenjo Daro

A Mohenjo Daro, antica sede di una civiltà, situata sulla riva destra del fiume Indo, nell’attuale regione pakistana del Sindh, a 300 km a nord-nord-est di Karachi, di cui non si conoscono le cause ...

Sts-114, la missione Nasa che riconobbe ufficialmente un Ufo

STS-114 è il codice della missione spaziale svolta dallo Space Shuttle Discovery a partire dal 26 luglio2005. I media di tutto il mondo hanno dato molto risalto a questa missione, perché è stata la p...

Il mistero della mappa del 1531 di Fineus dove è segnalata anche l'Antartide priva di ghiacci

                  Una famosa mappa, considerata da Graham Hancock e altri appassionati di "misteri" la prova che l'Antartide era già conosciuta secoli prima della sua effett...

Real mistery: l'immagine di un angelo ripresa nei boschi di Georgia in America

In un bosco di Georgia, in America, una telecamera era stata nascosta per filmare eventuali trasgressori che entravano nella proprietà in quanto il proprietario vedeva delle luci di tanto in tanto n...

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    Publish In: Oopart Archeomisteri
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    Publish In: Le Prove
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    Publish In: Uomini e Misteri

La cometa senza testa, i colori pallidi degli asteroidi e tecnologia spaziale per case automobilistiche

Che ci fa una cometa senza testa in mezzo a tanti asteroidi? Se lo sono chiesto per qualche giorno astronomi e appassionati quando, proprio dentro la fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, hanno individuato una lunga scia di polveri. Subito si è pensato alla coda di una cometa, e subito sono apparse alcune stranezze, come l’ apparente mancanza della chioma: la cometa era tutta coda e niente testa.

Ci sono volute le osservazioni successive per scoprire che, vicino alla coda di polveri, c’è un piccolo corpo roccioso di 200 metri. E per capire che l’ipotesi della cometa era sbagliata. Piuttosto sembra che da quelle parti sia avvenuto lo scontro tra due asteroidi. Il corpo roccioso ne sarebbe un frammento mentre la polvere prodotta dall’urto, sospinta dal vento solare, avrebbe formato la lunga striscia scambiata per la coda di una cometa.

Se le cose stanno così, avremmo di fronte un impatto tra asteroidi avvenuto ai nostri giorni. Un’occasione per studiare oggi quanto avveniva di frequente in quella zona milioni di anni fa, quando il sistema solare era più caotico. E per avere la conferma che certi asteroidi, colpiti con forza, possono sbriciolarsi con estrema facilità.

FACCIAMO IMPALLIDIRE GLI ASTEROIDI
Abbiamo già sentito parlare degli sconvolgimenti che potrebbe causare l’impatto di un grosso asteroide sul nostro pianeta. Ma se provassimo a cambiare punto di vista, cosa potremmo dire della “salute” del nostro visitatore? Secondo recenti osservazioni, un incontro ravvicinato con la Terra può alterare la struttura stessa di alcuni di questi corpi rocciosi. Questa conferma risolverebbe un vecchio dubbio di natura estetica: i ricercatori non si spiegavano perché alcuni asteroidi che si trovano nelle zone più interne del sistema solare sembrino più pallidi rispetto ad altri, la loro superficie esterna somiglia di più a quello che dovrebbe essere l’interno di certi meteoriti. Sarebbe l’attrazione gravitazionale terrestre a deformare certi asteroidi, causando spaccature e smottamenti che portano in superficie rocce interne. Secondo i calcoli, tutti gli asteroidi che si spingono a meno di 100'000 km dalla Terra, devono pagare questo genere di conseguenze. Per avere la certezza che questa spiegazione regga, non ci resta che aspettare Apophis, l’asteroide che secondo le previsioni arriverà ad appena 40'000 km da noi, nel 2029 : riusciremo a farlo impallidire?

DALLO SPAZIO ALLE AUTOMOBILI
Dalla Stazione Spaziale alla catena di montaggio dell’industria automobilistica: ecco uno dei tanti modi in cui la tecnologia sviluppata per lo spazio diventa protagonista in ambiti decisamente “terreni”. Questa volta sono state riadattate le tecnologie sviluppate per ATV, un portacarichi in grado di raggiungere la stazione spaziale ed effettuare l’attracco in modo completamente automatico, senza bisogno di equipaggio umano. Ciò è stato possibile grazie a un sofisticato sistema di autotracciamento della traiettoria e di riconoscimento automatico dell’area di attracco. Lo stesso sistema, opportunamente modificato, è approdato all’interno di una fabbrica Volkswagen, in Portogallo. Viene utilizzato per montare i cruscotti delle auto quando si trovano sul nastro trasportatore.



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