Text Size
Giovedì, Agosto 13, 2020
News Astronomia Simulazione di Galassie, il gemello dela Terra e i fulmini spettacolari di Saturno

Il mistero di Stonehenge

Una delle costruzioni più enigmatiche del passato è senza dubbio il sito di Stonehenge. Stonehenge (pietra sospesa, da stone, pietra, ed henge, che deriva da hang, sospendere: in riferimento agli a...

L'enigma della materia non visibile, la rapida formazione di Marte e la conclusione della missione di Spirit

Un altro giallo spaziale ha trovato soluzione. Al centro del caso: la luce delle stelle. Analizzandola, gli astronomi ottengono numerose informazioni. Compresa la certezza che in molti casi, lungo ...

Aumentare gli astronauti sulla ISS, novità sul pianeta Kepler 19-b ed i brillamenti solari più intensi

Ora che gli shuttle sono andati in pensione che ne sarà degli astronauti della NASA? Aumenteranno. La risposta può sembrare contraddittoria e alla NASA non tutti sono d'accordo. Eppure secondo un r...

Scoperta una gigantesca tomba di un antico faraone sconosciuto

Un team di ricercatori composto da archeologi della University of Pennsylvania e del Ministero Egiziano delle Antichità ha portato alla luce la tomba di un faraone non ancora conosciuto nei pressi...

L'incredibile monolite nero fotografato su Mercurio dalla sonda Messenger

Sembra che Marte non è l’unico pianeta del nostro sistema solare che ospita monoliti misteriosi. Secondo le immagini registrate dalle sonde spaziali, relative alla superficie di Mercurio, il pianeta...

Il Sole

Il nucleo è la fonte principe dell'energia prodotta dal Sole; qui avvengono infatti le reazioni di fusione nucleare.L'energia generata è rilasciata inizialmente attraverso raggi gamma e raggi X, ma ...

  • Il mistero di Stonehenge


    Publish In: Oopart Archeomisteri
  • L'enigma della materia non visibile, la rapida formazione di Marte e la conclusione della missione di Spirit


    Publish In: News Astronomia
  • Aumentare gli astronauti sulla ISS, novità sul pianeta Kepler 19-b ed i brillamenti solari più intensi


    Publish In: News Astronomia
  • Scoperta una gigantesca tomba di un antico faraone sconosciuto


    Publish In: Oopart Archeomisteri
  • L'incredibile monolite nero fotografato su Mercurio dalla sonda Messenger


    Publish In: Le Prove
  • Il Sole


    Publish In: L'Universo e il Sistema Solare

Simulazione di Galassie, il gemello dela Terra e i fulmini spettacolari di Saturno

Studiare gli ammassi di galassie è una sfida contro i limiti. Un singolo ammasso può contenere anche migliaia di galassie ed estendersi per milioni di anni luce. Con simili grandezze in gioco, la quantità di dati raccolti è enorme, come enorme deve essere la capacità di calcolo necessaria alla loro elaborazione. Nonostante le difficoltà, un gruppo di ricercatori è riuscito a realizzare attraverso i computer una simulazione numerica che descrive al dettaglio cosa accade nelle regioni centrali e in quelle periferiche di un ammasso.

Per far girare il codice numerico sono state utilizzate le macchine del CINECA di Bologna, uno tra i maggiori centri italiani di supercalcolo. Ce ne parla Franco Vazza dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ricercatore del gruppo che ha realizzato la simulazione:

“Per questa prima ricerca abbiamo utilizzato 256 processori, in singoli computer, che hanno lavorato in parallelo, quindi in simultanea. Complessivamente il tempo di calcolo che tutti questi processori hanno speso si è aggirato intorno alle 20mila ore. Il dato finale è stato ottenuto nel giro di qualche settimana: un tempo ridotto, possibile perché ogni processore lavora in simultanea agli altri. Se i processori avessero dovuto lavorare in serie, 20mila ore di calcolo sarebbero state un tempo troppo lungo da aspettare.”

La simulazione permette di migliorare in modo significativo i modelli teorici sugli ammassi di galassie. Per sapere però il grado esatto di corrispondenza tra questi modelli e la realtà sarà necessario attendere la conferma da parte delle osservazioni.

“Il vero risultato si avrà quando ci saranno gli strumenti in grado di osservare le periferie degli ammassi, quindi bisogna attendere le prossime generazioni di strumenti radio e X. Si parla di qualche anno prima di vedere all’opera gli strumenti radio e forse una decina di anni per quelli X. Solo allora ci sarà qualche vera scoperta, noi per ora possiamo soltanto ipotizzare ed elaborare delle teorie. Diversamente non si può fare: in astronomia fintanto che non si realizza l’osservazione abbiamo solo teorie più o meno affidabili.”

GEMELLO DELLA TERRA?
L’entusiasmo per la scoperta, nei giorni scorsi, di un pianeta extrasolare di tipo roccioso è stato tale che qualcuno è arrivato a definirlo il “gemello” della Terra. Certamente Corot exo 7b, questo il suo nome, in orbita attorno alla propria stella a centinaia di anni luce da noi, ha proprio le caratteristiche che i cacciatori di pianeti cercano. E’ roccioso ed è il più piccolo fra i pianeti extrasolari individuati finora: il suo diametro è meno del doppio di quello terrestre. I pianeti con queste caratteristiche sono i più difficili da individuare perché i segnali della loro presenza sono quasi impercettibili. Al tempo stesso però sono i più interessanti visto che è fra di essi che si cercano quelli con tutte le carte in regola per ospitare forme di vita. Nel caso di Corot exo 7b, le analogie con la Terra si fermano alle dimensioni e alla composizione: è così vicino alla propria stella che sulla sua superficie si superano i 1000°C e per questo è un mondo decisamente inospitale. Non lo si può quindi definire un nostro gemello, ma rappresenta comunque una scoperta record che arriva a confermare gli enormi progressi scientifici e tecnologici che la ricerca dei pianeti extrasolari sta facendo in questi anni.

I FULMINI DI SATURNO
Lampi e saette a non finire in una regione dell’atmosfera di Saturno, dove da ben 8 mesi è in corso una tempesta di scariche elettriche. Con fulmini 10'000 volte più potenti di quelli che vediamo nel corso dei nostri temporali, questo tipo di fenomeni non sono una novità per Saturno che già in passato ha dato più volte l’opportunità di osservarli. Viste dalla sonda Cassini, le tempeste elettriche hanno l’aspetto di nuvole luminose che risaltano sull’atmosfera gassosa del pianeta e sono così estese da poter essere osservate anche con un telescopio amatoriale. Questa tempesta, come quella che l’ha preceduta nel 2008, interessa una regione specifica e il perché di non è chiaro: per questo motivo il fenomeno viene osservato con particolare interesse ed è oggetto di studio.



blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit