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Lunedì, Settembre 25, 2017
News Astronomia Simulazione di Galassie, il gemello dela Terra e i fulmini spettacolari di Saturno

La preoccupante teoria del dislocamento terrestre, supportato anche da Einstein,che spiega il drastico cambio climatico avvenuto nel passato sulla Terra

Per capire in modo semplice di cosa si tratta (come descritto poco sotto), immaginate la Terra come un arancio. La buccia è la crosta terrestre che, se non fosse bloccata ai poli, essa si sposterebbe....

L'ufo inquadrato dalla Nasa durante la missione STS-48

In questo breve filmato girato nel 1991 durante la missione shuttle STS-48 dalla Nasa c'è celata sullo sfondo una strana sequenza di immagini. In questo caso, il filmato mostra un oggetto non identif...

Le vecchie galassie ellittiche continuano a formare stelle, la vita nell'arsenico e le caratteristiche dei pianeti abitabili

Saranno anche vecchie ma le galassie ellittiche continuano a formare stelle. Lo ha stabilito l'intramontabile telescopio spaziale Hubble, che ha studiato quattro galassie ellittiche, lontane 40 mil...

Il mistero dei rotoli del Mar Morto

Pochi decenni fa la valle delle Cave di Qumran era visitata quasi esclusivamente da pastori e beduini. Un giorno alcuni di loro, dei ragazzi, si misero per scherzo a lanciare delle pietre dentro alcun...

Il mistero dei 2 minuti mancanti dello sbarco sulla Luna. Il contatto con gli alieni

Neil Amstrong, (recentemente scomparso a 82 anni a Cincinnati, il 25 agosto 2012).  fu il primo uomo che, il 20 luglio del 1969, pose piede sulla Luna dopo aver guidato la missione di allunaggio del...

La storia di tutta l'umanità passata,presente e futura scritta sulle Foglie del Destino

Nella lontana e spirituale India vengono conservate migliaia di foglie di palma sulle quali, si dice, che ci sia scritto il destino degli uomini. La tradizione vuole che, migliaia di anni fa, degli...

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    Publish In: Uomini e Misteri
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    Publish In: Le Prove
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Simulazione di Galassie, il gemello dela Terra e i fulmini spettacolari di Saturno

Studiare gli ammassi di galassie è una sfida contro i limiti. Un singolo ammasso può contenere anche migliaia di galassie ed estendersi per milioni di anni luce. Con simili grandezze in gioco, la quantità di dati raccolti è enorme, come enorme deve essere la capacità di calcolo necessaria alla loro elaborazione. Nonostante le difficoltà, un gruppo di ricercatori è riuscito a realizzare attraverso i computer una simulazione numerica che descrive al dettaglio cosa accade nelle regioni centrali e in quelle periferiche di un ammasso.

Per far girare il codice numerico sono state utilizzate le macchine del CINECA di Bologna, uno tra i maggiori centri italiani di supercalcolo. Ce ne parla Franco Vazza dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ricercatore del gruppo che ha realizzato la simulazione:

“Per questa prima ricerca abbiamo utilizzato 256 processori, in singoli computer, che hanno lavorato in parallelo, quindi in simultanea. Complessivamente il tempo di calcolo che tutti questi processori hanno speso si è aggirato intorno alle 20mila ore. Il dato finale è stato ottenuto nel giro di qualche settimana: un tempo ridotto, possibile perché ogni processore lavora in simultanea agli altri. Se i processori avessero dovuto lavorare in serie, 20mila ore di calcolo sarebbero state un tempo troppo lungo da aspettare.”

La simulazione permette di migliorare in modo significativo i modelli teorici sugli ammassi di galassie. Per sapere però il grado esatto di corrispondenza tra questi modelli e la realtà sarà necessario attendere la conferma da parte delle osservazioni.

“Il vero risultato si avrà quando ci saranno gli strumenti in grado di osservare le periferie degli ammassi, quindi bisogna attendere le prossime generazioni di strumenti radio e X. Si parla di qualche anno prima di vedere all’opera gli strumenti radio e forse una decina di anni per quelli X. Solo allora ci sarà qualche vera scoperta, noi per ora possiamo soltanto ipotizzare ed elaborare delle teorie. Diversamente non si può fare: in astronomia fintanto che non si realizza l’osservazione abbiamo solo teorie più o meno affidabili.”

GEMELLO DELLA TERRA?
L’entusiasmo per la scoperta, nei giorni scorsi, di un pianeta extrasolare di tipo roccioso è stato tale che qualcuno è arrivato a definirlo il “gemello” della Terra. Certamente Corot exo 7b, questo il suo nome, in orbita attorno alla propria stella a centinaia di anni luce da noi, ha proprio le caratteristiche che i cacciatori di pianeti cercano. E’ roccioso ed è il più piccolo fra i pianeti extrasolari individuati finora: il suo diametro è meno del doppio di quello terrestre. I pianeti con queste caratteristiche sono i più difficili da individuare perché i segnali della loro presenza sono quasi impercettibili. Al tempo stesso però sono i più interessanti visto che è fra di essi che si cercano quelli con tutte le carte in regola per ospitare forme di vita. Nel caso di Corot exo 7b, le analogie con la Terra si fermano alle dimensioni e alla composizione: è così vicino alla propria stella che sulla sua superficie si superano i 1000°C e per questo è un mondo decisamente inospitale. Non lo si può quindi definire un nostro gemello, ma rappresenta comunque una scoperta record che arriva a confermare gli enormi progressi scientifici e tecnologici che la ricerca dei pianeti extrasolari sta facendo in questi anni.

I FULMINI DI SATURNO
Lampi e saette a non finire in una regione dell’atmosfera di Saturno, dove da ben 8 mesi è in corso una tempesta di scariche elettriche. Con fulmini 10'000 volte più potenti di quelli che vediamo nel corso dei nostri temporali, questo tipo di fenomeni non sono una novità per Saturno che già in passato ha dato più volte l’opportunità di osservarli. Viste dalla sonda Cassini, le tempeste elettriche hanno l’aspetto di nuvole luminose che risaltano sull’atmosfera gassosa del pianeta e sono così estese da poter essere osservate anche con un telescopio amatoriale. Questa tempesta, come quella che l’ha preceduta nel 2008, interessa una regione specifica e il perché di non è chiaro: per questo motivo il fenomeno viene osservato con particolare interesse ed è oggetto di studio.



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