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Domenica, Novembre 17, 2019
News Astronomia Soddisfazioni italiane e i buchi neri di taglia media

I Buchi Neri

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La raccolta video dei misteriosi artefatti e fossili su Marte

“Vi propongo questo video da Youtube risalente allo scorso novembre 2014. E’ un’antologia molto completa che attesta la presenza di forme di vita su Marte e anche di artefatti.  Il video prende s...

L'azzardata manovra di un pilota di linea per evitare la collisione con un Ufo

Immaginate di essere su un aereo di linea e finire all’improvviso catapultati in un film di fantascienza. E’ successo a un pilota inglese che, secondo il suo rapporto rilasciato il giorno stesso ...

L'incredibile video dell'enorme ufo che esce dal Vulcano Popocatepetl e sorvola Città del Messico

Una luce intensa, impressionante, è stata catturata durante la diretta della webcam de Messico il 24 gennaio 2017. Il misterioso oggetto registrato dalla telecamera, è inizialmente visibile sullo ...

Le forze aeree dello Sri Lanka entrano in allerta a causa degli Ufo

Lo stato asiatico dello Sri Lanka è andato in allerta aerea per 24 ore a causa dei numerosi avvistamenti degli Ufo in tutta l'area. Shiras Jalaldeen, il comandante delle forze aeree dello Sri Lanka ...

Microimpianti alieni

Studio e Analisi dei MicroImpianti           Gli impianti sono corpi estranei di diametro variabile da 1 a 7 mm, di natura, origine e funzione ignota, la cui inesplicabile ...

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Soddisfazioni italiane e i buchi neri di taglia media

Sei ricercatori, in gran parte italiani, e un’idea vincente: realizzare un grande archivio su web, con dentro i risultati ottenuti dalle simulazioni teoriche sull’evoluzione delle stelle. Che l’archivio sarebbe stato utilizzato dai più importanti gruppi di ricerca era prevedibile, vista la facilità d’uso e l’importanza dei dati contenuti. Nessuno si aspettava però che l’articolo scritto per descrivere il lavoro in pochi mesi venisse consultato decine di volte.

Per l’agenzia Thomson Reuters, incaricata di contare il numero di accessi e citazioni delle pubblicazioni su riviste scientifiche, l’articolo si è guadagnato il titolo di “hot paper”, risultando il più consultato a livello mondiale nella categoria delle scienze spaziali. Quando è giunta la comunicazione del riconoscimento, i nostri ricercatori sono rimasti sorpresi: il titolo è molto difficile da ottenere perché viene dato ogni anno solo a sei articoli su un totale di migliaia di pubblicazioni.

Inoltre il lavoro svolto per costruire l’archivio ha richiesto poche risorse e doveva competere con migliaia di altri articoli nati da progetti miliardari. Un aspetto sottolineato dalla coordinatrice del gruppo, Paola Marigo del Dipartimento di Astronomia di Padova associata all’INAF- Istituto Nazionale di Astrofisica:

“La nostra soddisfazione aumenta se si pensa che la maggioranza degli hot papers passati si riferisce a imponenti progetti di ricerca, spesso relativi alla pubblicazione di dati da nuovi satelliti, come ad esempio il recente catalogo del satellite ultravioletto Galex. Questi sono tutti frutto di altissimi investimenti economici: al confronto il nostro è veramente un prodotto a costo zero!”

TAGLIA MEDIA
Sembra che la famiglia dei buchi neri sia più variegata del previsto. Finora eravamo a conoscenza di due soli tipi di buchi neri: quelli di piccole dimensioni, risultato finale dell’evoluzione di certe stelle, e quelli enormi che si trovano nel centro di alcune galassie. Fra questi due estremi, sembra però esserci anche una via di mezzo, una classe intermedia. La scoperta è opera di un gruppo di astrofisici il cui laboratorio ha sede a Tolosa, in Francia. I buchi neri non possono essere osservati direttamente, ma lasciano delle tracce evidenti che permettono di stabilire la loro presenza. Queste tracce, nel caso in esame, sono emissione di raggi X che di certo non proviene dal centro di una galassia, ma nemmeno da un buco nero standard. A produrre questa radiazione sembra essere proprio un buco nero di taglia media, un oggetto in cui fin’ora non ci si era mai imbattuti.

CERVELLO SOTTO CONTROLLO
E’ stato testato un nuovo strumento che permetterà di monitorare la salute cerebrale degli astronauti. Si tratta di un dispositivo che, una volta indossato, manda al cervello deboli impulsi di luce infrarossa. Il segnale inviato viene in parte riflesso e rispedito al mittente. In questo modo è possibile valutare come cambia il flusso sanguigno in rapporto all’attività cerebrale e monitorare così eventuali piccoli traumi ma anche l’insorgere di depressione o semplice affaticamento: tutti disagi che possono compromettere la buona riuscita delle missioni. Questo è stato solo il primo di una lunga serie di test che la NASA ha tutte le intenzioni di effettuare.



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