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Domenica, Agosto 09, 2020
News Astronomia Ghiaccio sulla Luna, Internet Interplanetario e i Pianeti in coppia

Dalle immagini delle Nasa altre prove che Marte era abitato. Le enormi torri

In una recente ricerca che è stata eseguita sulle immagini di Marte, ovviamente tratte dalla sonda spaziale Mars Global Surveyor, che è riuscita a mappare la superficie di Marte dal 1997 al 2006, ...

Cristopher Robinson il veggente dei nostri giorni

Christopher Robinson è nato in Inghilterra nell’ aprile del 1951. Durante i suoi primi 10 anni di vita si dice che abbia avuto gravi problemi al cuore. Durante un intervento chirurgico gli  è stata pe...

Apollo 20 la missione Nasa segreta

Argomento portante del filmato sarebbe una fantomatica missione Apollo 20 che sarebbe giunta sul nostro satellite il 16 Agosto 1976. Sua destinazione era il cratere Iszak D, a sud-ovest del cratere De...

Il telescopio Herschel e i filamenti delle nubi di gas,il buio oltre le stelle e nuovi ritardi per il lancio del James Webb

All’interno delle nubi di gas che occupano le vaste regioni di spazio fra stella e stella, si formano talvolta dei lunghi filamenti. È a queste scie gassose che il telescopio Herschel, dell’Agenzia...

La raccolta video dei misteriosi artefatti e fossili su Marte

“Vi propongo questo video da Youtube risalente allo scorso novembre 2014. E’ un’antologia molto completa che attesta la presenza di forme di vita su Marte e anche di artefatti.  Il video prende s...

Le sorprese astronomiche rivelate dalla sonda Genesis,l'oceano di lava della luna IO e la scelta del progetto spaziale al Discovery Program

Sole e pianeti rocciosi come il nostro sono più diversi di quanto credevamo. Ce lo dicono le analisi di alcune particelle emesse dal Sole raccolte dalla sonda Genesis. Analisi che hanno rivelato un...

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Ghiaccio sulla Luna, Internet Interplanetario e i Pianeti in coppia

Il ghiaccio d’acqua sulla Luna per ora non si trova. La notizia giunge dall’Agenzia Spaziale Giapponese, dopo le analisi dei dati raccolti dalla sonda Kaguya. Poco meno di un mese fa, la sonda si era lanciata come un kamikaze dentro un cratere del polo sud lunare, schiantandosi. Una fine programmata, a conclusione di una missione durata due anni, per scavare un buco e mettere a nudo gli strati del sottosuolo.

Tra gli obiettivi dell’impatto, anche quello di trovare tracce di ghiaccio d’acqua. Se venisse scoperto in buona quantità, potrebbe essere utilizzato per ottenere acqua e ossigeno utili agli abitanti di una futura base lunare permanente. Il buco scavato dall’impatto della sonda non ha però rivelato il ghiaccio, né indizi che potrebbero indicarne la presenza

Adesso le speranze sono affidate alla sonda della NASA Lunar Crater Observation: se anche in questo caso non si trovasse nulla, il progetto di costruire una base lunare nei prossimi anni potrebbe subire un forte ritardo se non essere abbandonato. Almeno da parte degli americani. La Cina è infatti decisa a sbarcare sulla Luna e costruire il suo primo avamposto, a costo di portarsi da casa tutta l’acqua necessaria ai suoi astronauti.

DUE PER UNO
Potremmo avere scoperto più pianeti di quanti pensassimo. Secondo un nuovo studio, c’è la possibilità che molti di quelli scoperti finora in orbita intorno ad altre stelle, nascondano un compagno. In altre parole, dove si pensava di averne individuato uno, ce ne sarebbero in realtà due, accoppiati. La maggior parte di questi pianeti sono stati scoperti perché, con la propria azione gravitazionale, influenzano la propria stella, in un certo senso la disturbano. Non sono quindi stati osservati direttamente, ma hanno fatto intuire la propria presenza proprio perché generano questo disturbo. Lo studio, che si basa su simulazioni al computer, rivela che in circa la metà dei casi considerati, il disturbo gravitazionale potrebbe essere generato da una coppia di pianeti.

INTERNET DELLO SPAZIO
A bordo della Stazione Spaziale Internazionale è stato installato il primo nodo permanente per il cosiddetto “internet interplanetario”. In questo modo la gestione delle comunicazioni con la Stazione sarà più semplice e veloce. Riesce difficile crederlo, ma l’era dello scambio superveloce di informazioni ancora non ha raggiunto l’orbita. Per spedire e ricevere dati dalle missioni spaziali, ancora oggi, bisogna schedulare giorni e orari, trattandosi di procedure tutt’altro che immediate. Il nuovo sistema installato sulla Stazione però, pone le basi per poter gestire il flusso delle informazioni in modo automatico. Le comunicazioni fra le basi a terra, gli astronauti e le sonde in viaggio nel sistema solare, saranno senz’altro più facili da gestire



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